A MOW abbiamo brevettato da tempo il metodo scientifico delle rotture di palle. Non credete alle diete culturali, fatevi un’idea e, se qualcosa non vi torna, date fastidio.
Noi lo abbiamo fatto attirandoci tante critiche, ma anche tante domande su di noi. Bella la definizione che Raffaele Alberto Ventura, un vero filosofo, ha dato di MOW sul Domani: “E la destra? Ha trovato in MOW un sito quasi interamente dedicato alle provocazioni”. Togliete destra, però, perché noi fastidio lo diamo a tutti (e infatti ci arrivano querele anche da chi ora in Italia è al potere).
Ma provocare vuol dire “chiamare fuori”, è come se uno vi urlasse: SVEGLIA. Come sfidarsi a duello, al combattimento. La provocazione è anche una questione di onore.
Per questo abbiamo inaugurato MAKE JOURNALISM GREAT AGAIN. Ora che vanno di moda i podcast e i dibattiti su YouTube, dove tutti sono attenti a performare bene, noi facciamo una roba “algoritmicamente scorretta”. Parliamo come vogliamo, diciamo quello che vogliamo, e una domanda per noi può durare mezz’ora, finché l’intervistato non ci risponde come dovrebbe.
Insomma, organizziamo combattimenti seri (appunto: provochiamo) per la democrazia, la libertà di parola, il futuro di questo Paese.
Abbiamo iniziato con Matteo Hallissey, segretario dei Radicali italiani e di +Europa, “leader di un caz*o” come ci ha detto lui: bellissimo. Gli abbiamo chiesto di tutto, questo è fondamentale. È uscita un’intervista monstre, di oltre un’ora, su economia, sinistra, partecipate statali, tasse, caso Minetti, Il Fatto quotidiano, la libertà di stampa, Gaza, l’Ucraina, il Pd, Elly Schlein, la Salis (attenzione: la Salis) e Vannacci.
Non c’erano domande preparate, non c’erano uffici stampa, non ci sono tagli: non esiste una “postproduzione” moralmente accettabile per le idee. Le idee vanno tenute come sono, come uno si sente di dirle.
Noi lo abbiamo fatto e stiamo creando un prodotto “algoritmicamente scorretto”. Che non può essere sponsorizzato, fluviale, totalmente incentrato sulla discussione vera, mai mediata.