Il generale Vannacci, secondo un sondaggio, sarebbe un ottimo alleato... per il Campo Largo. Sì, perché l'inesorabile avanzata dei futuristi a quanto pare marcia verso il fronte sbagliato. Ci dicono che è un problema per il centrodestra, che potrebbe far vincere la sinistra perché toglierebbe voti, che la sua fuoriuscita dall'alleanza è stata un danno. Ma davvero il generale conviene al centrodestra? A quanto pare no, non conviene al centrodestra e non conviene allo stesso generale. Ma andiamo con ordine, l'istituto demoscopico Noto sondaggi ha provato a immaginare due Italie parallele: una in cui Futuro Nazionale sta dentro la coalizione di centrodestra, una in cui sta fuori. Ed è un sondaggio che, per quanto possa valere, ci dice due cose. La prima, semplice e intuitiva, l'abbiamo già anticipata: al centrodestra non conviene andare con Futuro Nazionale. La seconda, più sottile, è che la politica non è un pallottoliere dove basta sommare i consensi dei singoli partiti. Le elezioni non sono aritmetica, i politici non possono essere ragionieri. La politica è percezione, polso e intuizione. E una mossa sbagliata, soprattutto in questo semibipolarismo, può costare cara.
Secondo il sondaggio con Vannacci a bordo il centrodestra prende il 45%. Senza, il 45,5%. Mezzo punto percentuale evaporato per aver fatto salire un partito che, da solo, vale il 6%. Il motivo è semplice, a una fetta consistente dell'elettorato di centrodestra il generale non piace. Non per cattiveria, ma vuoi per il "tradimento" consumato, vuoi per le idee, chi lo ama già lo vota a prescindere, ed è in gran parte già dentro quel 6%. Metterlo in coalizione non porta soldati nuovi, porta solo nervosismo e diserzione a chi è già in trincea. E quei voti, spaventati dal nuovo coinquilino, dove migrano? Un pezzo semplicemente resta a casa: l'affluenza stimata scende dal 61% al 59%. Un altro pezzo si rifugia nel centro più rassicurante, Azione e Liberaldemocratici, che insieme guadagnano l'1,5%. Sono presumibilmente elettori di Forza Italia e Noi Moderati, che infatti perdono circa il 2%: il centrodestra moderato, messo alle strette tra mostrine e litigioso pragmatismo liberale (sotto la soglia di sbarramento), sceglie il secondo.
Ma c'è un altro paradosso, con Vannacci autonomo a perdere voti non sarebbe il centrodestra, ma il Campo Largo, che passerebbe dal 45% al 42%. In particolare, seppur a Pd e Avs la questione non tange, a perdere l'1,5% sarebbe il Movimento 5 Stelle, con Futuro Nazionale a rappresentare in parte quelle idee anti-sistema che hanno dato luce al primo Movimento. Infine l'alleanza fra l'attuale governo e il generalone lederebbe allo stesso futurista, che da autonomo raccoglie voti pari al 6%, mentre in coalizione il suo consenso si ridurrebbe al 4%.
Un avvertimento è d'obbligo, da onesto guastafeste: il differenziale di mezzo punto è dentro il margine d'errore tipico di questi sondaggi, quindi va letto come illustrazione plausibile di una dinamica, non come previsione blindata. Ma insomma, chi fa da sé... O, per dirla alla Vannacci, è il voto al contrario.