“L'accadimento tragico certifica ancora una volta il contesto di pericolo che circonda il lavoro delle divise, siano esse della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza o della Polizia Locale. Esprimiamo il nostro cordoglio verso il collega e la sua famiglia e auspichiamo che l'approccio alla vicenda, quando si fa una polarizzazione ideologica, tenga appunto conto del sacrificio quotidiano delle donne e degli uomini che indossano una divisa”.
Queste le parole di Andrea Varone, segretario generale del Siulp di Milano a proposito della morte di Francesco Imprezzabile, l’agente della polizia locale milanese che nella sera del 22 giugno è morto a bordo della sua motocicletta in via Peschiera Borromeo, nei pressi di Linate, durante l’inseguimento di un Suv Audi Q7 che non si era fermato all’alt imposto in zona Ponte Lambro, periferia est della città. Le dinamiche sono ancora da accertare e le indagini sono in corso, ma il caso non può che ricordare il caso dello speronamento di Ramy - il ragazzo nordafricano morto a bordo di un motorino che non si era fermato all’alt dei Carabinieri e speronato dall’auto delle forze dell’ordine – seppur a parti invertite.
“Come inseguimento posso dire che di solito viene effettuato quando l'auto non si è fermata all'alt. Ritengo verosimile che comunque il collega avesse preso nota della targa e quindi non volesse perderla di vista, anche in attesa di altre pattuglie. Perché il punto è questo: l'inseguimento potenzialmente comporta dei pericoli, però se ogni persona che vuole sottrarsi alla legge la si lascia andare, capiamo bene che questo poi genera un messaggio alla società che non è corretto, ma quantomeno è un messaggio sbagliato. In questo caso però attendiamo la dinamica. Si è addirittura parlato, ho letto sui giornali, di un potenziale speronamento. Non si sa nemmeno se ci sia stato un contatto, quindi adesso le notizie sono ancora da verificare”.
Non risultano statistiche nazionali ufficiali che consentano di affermare con certezza che i mancati arresti all'alt siano in aumento. Sindacati di polizia come il Siulp e analoghi, però, segnalano ormai da anni un fenomeno percepito come sempre più frequente.
“Di certo il numero delle persone che non si fermano all'alt è sempre considerevole, quindi il fenomeno esiste. Però ecco, ripeto il messaggio che ritengo sia opportuno veicolare: se passa l'idea che ogni persona che non si ferma all'alt non viene inseguita, non viene controllata o comunque sfugge alla legge, capiamo bene che si rischia di dare un messaggio libertario alla società e che questo potrebbe essere poi l'anticamera di un Far West al contrario, ovvero dove ognuno fa quello che vuole”.