Ma non è che forse ci stiamo prendendo un po' troppo sul serio? In un mondo dove i potenti della Terra sono permalosi, megalomani, egocentrici. È il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando una delegazione di studenti delle scuole di giornalismo.
"Venendo qui dal mio studio ho letto le agenzie sul messaggio di Papa Leone all'accademia delle scienze: un messaggio splendido sul potere che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza nei confronti del Papa che il mondo deve nutrire. Un messaggio che mette in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione...” ha detto il Presidente. Il riferimento è al messaggio del Pontefice durante il suo viaggio in Africa, che ha esortato alla temperanza, essenziale “per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza limita un’autoesaltazione eccessiva e funge da barriera contro l’abuso di potere”.
C'è un antidoto contro la vanagloria che, con in mano le sorti del mondo, può creare danni devastanti. Fuori dal Quirinale il mondo ci offre una galleria di esempi contrari. È la permalosità di Trump, che mal sopporta le critiche: degli oppositori, dei media “malevoli” e ora anche degli alleati come Giorgia Meloni. Che governa la potenza più influente del mondo con la suscettibilità di chi non ha mai imparato a ridersi addosso. Perché Dio è uno, lo ha ricordato Papa Leone, e sicuramente non è il Presidente americano vestito da Gesù dall'intelligenza artificiale. Il soglio di Pietro è troppo stretto per due americani. E allora ci torna in mente Silvio Berlusconi, quando con un'iperbole si definiva l'”unto dal Signore”. È quella di Netanyahu, che trasforma ogni critica internazionale in un attacco all'esistenza di Israele, scudo comodo contro qualsiasi obiezione. È quella di Giorgia Meloni, che a ogni dissenso risponde con una querela o un messaggio indignato.
Mattarella quindi suggerisce: “In questo salone 8 o 9 anni fa uno studente mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere, io gli ho risposto che il potere può in effetti inebriare e far perdere l'equilibrio, ma ci sono due antidoti: uno è istituzionale, l'equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni tra i vari organi costituzionali, il secondo è la coscienza personale, individuale e un'alta capacità di autoironia è preziosa” – continua - “se i potenti della terra usassero un pò di autoironia, anche in piccole dosi, il mondo ne trarrebbe giovamento e loro eviterebbero difficoltà e motivi di imbarazzo". E allora, per disinnescare dei tempi così bui, esiste un rimedio che non costa nulla, non richiede accordi internazionali, leggi o maggioranze parlamentari. È l'autoironia. Una risorsa che oggi, nel mondo, sembra essere più scarsa del petrolio.