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15 aprile 2026

Per fregare un avvocato (Meloni) ci vuole un contadino (Trump) e per fregare il contadino un prete (Papa Leone). Ma per fregare un prete ci vuole la puttana. Chi sarà?

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

15 aprile 2026

È tutto in un proverbio marchigiano uscito fuori durante la riunione mattutina della redazione. Spiega tutto della rottura tra Italia e Usa (o Israele?), della polemica tra Trump e il Papa e ci avverte sul futuro della geopolitica internazionale

Foto: Ansa

Per fregare un avvocato (Meloni) ci vuole un contadino (Trump) e per fregare il contadino un prete (Papa Leone). Ma per fregare un prete ci vuole la puttana. Chi sarà?

Il mio collega marchigiano colto mi ha ricordato un proverbio: Per fregà n avvocato ce vole un contadino, per fregà un contadino ce vuole un prete e per fregà un prete ce vuole 'na puttana. Parafraso: per intortare un legale ci vuole il mezzadro, per intortare un mezzadro ci vuole un presbitero, per fregare il presbitero ci vuole una cortigiana. Si adatta, dice, a quel che sta accadendo tra Italia e Usa, e come dargli torto. Giorgia Meloni, con tutto il carico della storia republicana sulle spalle, si confronta con Trump, dicono, grazie a una diplomazia privata, personale, a un rapporto di amicizia prima ancora che politico. Questo, come dimostra l’uscita del presidente americano, è del tutto falso: Giorgia Meloni ha semmai creduto di essere amica di Trump, quando in realtà è stata sua amica fin tanto che gli ha fatto da avvocato in Europa, perché persino un pazzo sa che all’avvocato non devi  mordere i calcagni. Si dica altrimenti: Trump ha accettato di buon grado che Meloni credesse in un’amicizia che non esiste (come non esiste l’amicizia con Elon Musk, sparito dai radar della leader dopo il divorzio del Ceo di X con il leader Maga). Errore comune e diffuso, contro cui si sarà scagliato almeno un brano di un’antologia o una versione di latino ai tempi delle scuole obbligatorie: non bisogna mai confondere l’amicizia con l’interesse. E dunque Giorgia Meloni, in questa storia, è evidentemente l’avvocato, fregato dal contadino. E cioè dal rozzo uomo pratico, la cui rozzezza è in realtà una virtù politica, quella del “leone” di Machiavelli, simbolo della forza, della violenza del principe. Trump, purtroppo, si è dimenticato della “volpe”, simbolo dell’astuzia. Dunque Meloni l’avvocato, Trump il contadino. Il prete, va da sé, è Papa Leone XIV, il peggior nemico di Donald Trump, l’unico che non si preoccupa di dazi, bullismo e prepotenza, che ha dalla sua, da perfetto agostiniano, l’ironia di un Giuseppe Parini che irride i potenti e la dimestichezza con un potere che Trump ma vorrebbe ma non ha, quello spirituale. Papa Leone che risponde a Trump è il prete che frega il contadino. Dove non può la forza può la Chiesa. Siamo a questo punto, quello di rottura. L’avvocato inizia a capire che forze il prete è più forte del contadino, anche perché il prete è del suo paese e mettersi contro il prete di paese è come mettersi contro ogni cittadino. Il contadino, invece, è solo il vicino. Potente, sì, ma solo vicino. A questo punto resta da capire solo una cosa: chi sarà la puttana. 

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