Poche parole, dette quasi di sfuggita al Vinitaly di Verona, e il governo cambia finalmente rotta. E’ proprio il caso di dirlo, meglio tardi che mai. Dopo anni di appoggio incondizionato a Tel Aviv e a Benjamin Netanyahu, Giorgia Meloni mette uno stop concreto al rinnovo automatico del memorandum sulla difesa con Israele. Il ché non è una mera formalità, ma il primo passaggio necessario per mettere la parola fine a questo accordo internazionale. Un patto che, nonostante le ripetute violazioni del diritto internazionale da parte israeliana, era sempre stato difeso a spade tratte dall’esecutivo. A formalizzare la decisione, una lettera del ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz, frutto di una scelta condivisa con Meloni, Tajani e Salvini.
Un passo indietro, dopo mesi di pressioni. L’intesa, criticata da anni dalla sinistra e dai movimenti progressisti, regola la cooperazione militare e lo scambio di tecnologie tra i due Paesi. Il rinnovo tacito, previsto ogni cinque anni dal 2016, scadeva proprio in questi giorni, in un momento di tensioni senza precedenti: i rapporti tra Italia e Israele non sono mai stati così bassi. Ieri, l’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, è stato convocato dal ministero degli Esteri israeliano dopo le dichiarazioni di Tajani a Beirut, dove il vicepremier aveva condannato i raid dell’Idf in Libano, responsabili di migliaia di vittime dal 2 marzo scorso. Solo pochi giorni fa, l’8 aprile, era toccato a Tajani convocare l’ambasciatore israeliano dopo l’episodio dei colpi di avvertimento sparati dall’Idf contro i caschi blu italiani dell’Unifil.
Per l’opposizione è un “tardi, ma meglio tardi che mai.” Giuseppe Conte non ha tardato a pronunciarsi a proposito. “Arriva con grave, colpevole ritardo, dopo oltre 70mila palestinesi uccisi. Ma è una buona notizia. Dopo la batosta elettorale, il governo Meloni è costretto a fare marcia indietro.” Elly Schlein, segretaria del Pd, non contenta della scelta di Meloni ha dovuto incalzare: “Ci voleva così tanto? Ora l’Italia smetta di fare ostruzionismo sulla sospensione dell’accordo Ue-Israele. Servono atti concreti.” Per Marco Grimaldi, invece di Alleanza Verdi-Sinistra, è “una vittoria delle milioni di persone scese in piazza per la Palestina.” Non è tardato ad arrivare il commento di Trump direttamente al Corriere della Sera: “Giorgia Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato” dove ha anche domandato retoricamente: “piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato per lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.