Il festival di Sanremo quest'anno è stato seguito anche oltre i confini dell'Italia grazie allo sblocco di Rai Play all'estero. Data la presenza di ospiti internazionali come Irina Shayk e non solo, ogni parola ha un peso superiore e tutto lo script può essere interpretato come una posizione politica dell'Italia stessa data l'alta rappresentatività del Festival in questione per il nostro paese. Ecco, perché invitare proprio una supermodella russa come Irina Shayk che potrebbe essere interpretata come una mano tesa verso la Russia? Inoltre perché tra tutte le supermodelle russe in cirocolazione, scegliere proprio quella che negli Epstein Files viene citata in 40 documenti? Ne abbiamo scritto in un precedente articolo il cui contenuto sintetizziamo. Nell'Efta02016854 c'è una mail del 12 feb 2012 in cui l'amico di Irina Shayk, il produce Ramsey Elkholy domanda a Jeffrey Epstein se sia interessato a incontrare Irina un giorno di quella settimana. Nell'Efta02011451 vi è una mail del 13 febbraio diretta ad epstein fa la scaletta degli appuntamenti di Epstein per il giorno successivo. Alle 8 e mezza del mattino David Mitchell, alle ore 10 Nina Keita ed infine, ad orario da definire, Irina Shayk.
Carlo Conti ha risposto molto semplicemente: "Non credo di chiedere a ogni co-conduttrice che impegni aveva negli ultimi dieci anni. Io ho preso una delle modelle più famose al mondo. Non sono andato a vedere file contro di lei. È una bellissima donna presente nelle copertine di tutto il mondo". E ha poi aggiunto "Non credo che voi smettiate di pubblicare la sua foto nelle vostre riviste perché forse è comparsa da qualche parte". Per quanto riguarda invece la mano tesa alla Russia Conti si è smarcato anche se non troppo chiaramente sostenendo la tesi per cui la canzone "Su di Noi" cantata da Pupo insieme con Dargen D'Amico fosse un sufficiente messaggio per la pace. Pupo, però non si è mai rifiutato di andare a cantare in Russia, sostenendo che a lui interessi solo il compenso monetario.
Anche qui abbiamo incalzato un po' il povero Conti a questo proposito, sostenendo che a livello internazionale tutte queste scelte potrebbero essere intese come una mano tesa verso la Russia della stessa Italia. "Certe volte si interpretano le scelte in modo erroneo perché non capisce a fondo il pensiero che vi è dietro". Non mettiamo in dubbio la buona fede di Carlo Conti, d'altronde questa storia di Irina Shayk negli Epstein Files siamo stati gli unici a tirarla fuori, prima di chiunque, però essendo che il Festival è una gigantesca architettura della comunicazione, l'esito di certi messaggi, seppur lanciati un buona fede, ripetiamo, non devono essere sottovalutati, soprattutto quando verranno fraintesi.