L’intelligenza artificiale di Tim che ha trasformato Carlo Conti e il pubblico di Sanremo in paperelle non è un qualcosa di distopico, ma di piuttosto grottesco. Una boomerata pazzesca che secondo una precisa catena decisionale in seno al colosso della telecomunicazione italiano è venuta alla luce. Dimostrazione di progresso scientifico? Piuttosto una figuraccia davanti a milioni di telespettatori e di fronte al mondo intero ben consapevole. Ad ogni modo, una scelta sbagliata . L’uomo sbaglia, ma ogni tanto pure ci azzecca. Dargen D’Amico, in gara al festival con “Ai ai” casca a fagiolo. Chissà cosa avrà pensato di tutto questo. Glielo abbiamo domandato in conferenza stampa ed ecco cosa ci ha risposto, anche se il titolo della sua canzone è forse già una risposta chiara sulle sue idee a proposito:
“mi sono sentito nel posto giusto al momento giusto. Il problema è già dentro di noi. Noi siamo già ad un passo dal controllo dell’Ai. Per ora lo noti perché se ci trasformiamo tutti in una paperella si vede. Però la mia intenzione è quella di creare un tavolo di dibattito in cui possiamo ragionare tra di noi e fare qualcosa? Possiamo concentrare l’utilizzo dell’Ai su eventi utili per l’umanità, sulla distribuzione della sanità in maniera democratica? Su qualcosa che sia diverso dallo sfruttare delle risorse per trasformarci tutti in paperelle. Questa è la mia domanda”.
D’altronde sono note a tutti le posizioni di Dargen a proposito. Spesso ha tirato in ballo l'esempio della foto manipolata dalla polizia di Stato ritraente il poliziotto ferito con un martello durante gli scontri torinesi di qualche tempo fa. Per il resto, la conferenza è stata il teatro di un divertente siparietto da parte del cantante a proposito del comunicato Codacons che lo ha messo nel mirino per presunta pubblicità occulta. Perché? Il suo look durante la prima serata del festival avrebbe favorito indirettamente l’accumulo di punti nel Fantasanremo e in particolare nella sfida proposta da Aperol Spritz. Dargen D’Amico a proposito si è detto offeso, ma non tanto per l’accusa di pubblicità, quanto piuttosto per essere stato definito come uno che beve Aperol, che a quanto pare non è di suo gradimento.