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26 agosto 2026

Noemi Impellizzeri come Liliana Resinovich e Francesca Ercolini? L’hanno trovata impiccata nella sua casa in fiamme, ma al suicidio ci credono in pochi

  • di Morena Zapparoli Funari Morena Zapparoli Funari

26 agosto 2026

Trentaquattro anni e un suicidio che non convince nessuno. Sulla tragica sorte di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata nella sua abitazione in fiamme, potrebbero esserci importanti novità a breve. Ecco perchè...
Noemi Impellizzeri come Liliana Resinovich e Francesca Ercolini? L’hanno trovata impiccata nella sua casa in fiamme, ma al suicidio ci credono in pochi

Noemi aveva solo 34 anni e per i suoi familiari ed amici era una giovane donna con tutta la vita davanti, sempre solare e allegra, bella e sorridente non aveva mai manifestato loro alcun sintomo depressivo o intenzione di togliersi la vita. Ma va detto che i familiari e amici intimi molto spesso sono i primi ad escludere l’ipotesi del suicidio quando un loro caro viene ritrovato morto in circostanze non del tutto chiare perché l’accettazione di una simile tragedia richiede un percorso lungo e difficile. Il caso di Noemi però non convince non solo chi le voleva bene, non ha convinto sin da subito neppure i carabinieri, la scientifica e i magistrati.

Il suo corpo è stato trovato dai vigili del fuoco domenica all’alba senza vita in una scena che apparentemente, ma solo apparentemente, sembra restituire la volontà di farla finita perché il cadavere appariva impiccato con una corda nella sua abitazione in via Circumvallazione a Riposto in provincia di Catania, un appartamento che è stato invaso dalle fiamme divampate nel cuore della notte che hanno allertato una vicina di casa indotta a chiamare i pompieri intorno alle 5 di mattina. Quello che ha fin da subito attirato l’attenzione degli inquirenti però è un particolare che riveste una certa importanza se consideriamo che il corpo di Noemi è stato solo parzialmente lambito dalle fiamme in quanto si trovava in camera da letto mentre il rogo sembra essere divampato all’ingresso e nel vano che precede il salotto. Per quale motivo Noemi avrebbe appiccato l’incendio vicino alla porta di entrata del suo appartamento e poi si sarebbe andata ad impiccare in camera da letto? Questo è uno degli elementi che in queste ore hanno condotto i carabinieri e la sezione investigazioni scientifiche di Catania ad ipotizzare una messinscena compiuta per mascherare un ipotetico omicidio e cancellare eventuali tracce dalla scena del crimine. Da una parte i familiari e gli amici di Noemi che non credono assolutamente al gesto volontario, dall’altra un uomo che riferisce agli investigatori che la donna gli avrebbe manifestato l’intenzione di farla finita, l’uomo che Noemi frequentava da qualche anno. Ma proprio la testimonianza di quest’ultimo non ha fatto altro che alimentare l’ipotesi che di tutto si sia trattato fuorchè di un suicidio.

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Mentre presso il Policlinico di Catania è in corso l’autopsia sul cadavere di Noemi per individuare le effettive cause della morte e per capire dallo stato dei polmoni e dalla eventuale presenza di asfissia da fumo se l’incendio sia stato appiccato prima o dopo il suo decesso, secondo alcune indiscrezioni gli approfondimenti del medico legale Giuseppe Ragazzi si stanno concentrano in particolare sulla ricerca di eventuali segni di strangolamento, violenza, percosse o tracce di trascinamento perché l’ipotesi di un omicidio appare molto più verosimile rispetto a quella del gesto volontario. Ad indirizzare chi indaga in questo senso c’è anche la deposizione resa agli inquirenti proprio dall’uomo che frequentava Noemi che avrebbe riferito di essere entrato nell’appartamento, di aver visto Noemi impiccata, di essere fuggito per andare a cercare aiuto e di aver trovato i pompieri al suo ritorno. Ma per quale motivo quest’uomo alla vista del corpo della sua compagna appeso ad una parete non avrebbe prontamente chiamato i soccorsi? La sua è una ricostruzione che appare assolutamente inverosimile ed è forse l’elemento più forte che spinge gli inquirenti ad indagare nella direzione di un omicidio e del tentativo di mascherarlo maldestramente.

Se le ipotesi degli investigatori si riveleranno fondate, diversamente da ciò che accadde a Liliana Resinovich e a Francesca Ercolini per la cui morte la verità sembra ancora lontana, ci troviamo di fronte ad un caso di omicidio travestito da suicidio la cui risoluzione sembra avere le ore contate

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