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19 ottobre 2026

Omicidio David Rossi: cosa si dicevano Giuseppe Mussari (non indagato) e Giancarlo Pittelli al telefono, intercettati da Nicola Gratteri nel processo Rinascita Scott?

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

19 ottobre 2026

Che cosa lega Mussari, indicato dalla Commissione David Rossi come presunto mandante di un'intimidazione finita male a David Rossi, a Pittelli? Intercettazioni, diamanti Mps, affari immobiliari milionari, la Valtur e il nome del boss Mancuso

Foto: Ansa

Omicidio David Rossi: cosa si dicevano Giuseppe Mussari (non indagato) e Giancarlo Pittelli al telefono, intercettati da Nicola Gratteri nel processo Rinascita Scott?

Che cosa lega Giuseppe Mussari – oggi indicato dalla Commissione David Rossi come presunto mandante di un’intimidazione che sarebbe degenerata nella morte dell’ex capo della comunicazione Mps – a Giancarlo Pittelli, avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia condannato in appello, con sentenza non definitiva, nel processo alla ‘ndrangheta Rinascita Scott? Lo stesso Pittelli che al telefono con Guido Contestabile, intercettato, diceva che David Rossi non si era suicidato, ma che l’avevano ucciso e che se si fosse saputo chi lo aveva ucciso sarebbe successo un casino. Pittelli e Mussari erano colleghi, ma nelle intercettazioni tra loro due spuntano terreni, milioni, diamanti venduti ai clienti di Monte dei Paschi, un villaggio turistico e persino un “capo” nel territorio della cosca Mancuso. Tutti punti su cui Mussari al tempo si disse estraneo e che giustificò dando motivazioni anche sotto giuramento nella Commissione d’inchiesta presieduta da Pierantonio Zanettin, oltre che di fronte ai magistrati che in Rinascita Scott non l’hanno nemmeno indagato. Cerchiamo però di fare un po’ di ordine e di raccontare questa storia senza dietrologie o complottismi vari. Torniamo al 2018, a Catanzaro, dove Mussari nacque nel 1962.

Giancarlo Pittelli Ansa
Giancarlo Pittelli Foto Ansa

È il 25 maggio. L’ex presidente del Monte è da poco tornato ad esercitare la sua vecchia professione di avvocato, una volta abbandonate Mps e Abi. Qui il 25 maggio 2018, segue un corso d’aggiornamento tenuto da Giancarlo Pittelli in Corte d’appello. Dice di non averlo mai conosciuto prima di quell’incontro. Il giorno dopo Mussari gli scrive: “spero di non disturbare”. Pittelli replica “caro Giuseppe non darmi più del lei”. E aggiunge “ho appreso che andavi all’asilo con mia moglie”. Quegli sms Mussari li mostra alla Nazione il 19 dicembre 2021, dopo la messa in onda dell’intercettazione del 30 marzo 2018 nella quale Pittelli affermava al telefono con Guido Contestabili, collega di Pittelli e suo successivo difensore nel processo Rinascita Scott, che “Rossi non si è suicidato! Rossi è stato ucciso!”. Alla Nazione, Mussari, spiega anche di aver prodotto anche i tabulati delle comunicazioni, per dimostrare che prima di maggio 2018 lui con Pittelli non aveva contatti. Pochi mesi dopo, però, nel mese di settembre 2018 inizia a lavorare nel suo studio, continuando a collaborare anche con Andrea Silipo, nipote del padre di Mussari. Ma tornando a fine maggio di quel lontano 2018, Mussari e Pittelli due giorni dopo essersi conosciuti, il 27 maggio, al telefono e intercettati dal Ros al lavoro con l’inchiesta Rinascita Scott coordinata dal Pm Nicola Gratteri in merito ai rapporti tra le cosche del Vibonese e ambienti politici, imprenditoriali e professionali, i due già parlano di milioni. Secondo l’informativa del Ros pubblicata dal Fatto, Pittelli racconta a Mussari di un certo “Paolo” che dovrebbe versare due milioni di euro per il 50 per cento di un certo progetto edilizio. Ben 5000 metri quadrati per appartamenti o un albergo con finanziamenti e mutuo da reperire. Il resoconto non chiarisce chi sia Paolo né dove sia il terreno, e sarebbe scorretto dare per identificato l’uomo. Ma la descrizione ricorda Copanello, nel Comune di Stalettì, dove Pittelli progetta un complesso turistico. Tra i due, dunque, le discussioni su investimenti milionari iniziano subito, senza tanti convenevoli e fronzoli di alcun tipo. La proprietà di Copanello, secondo le motivazioni di Rinascita Scott, è gravata da un credito ipotecario passato negli anni da Pirelli Real Estate a Prelios e ad altri soggetti. Pittelli cerca investitori e una transazione favorevole. Il 1° giugno 2018 viene creata la Sarusi Srl, partecipata per metà da lui e per l’altra metà da Magifin Immobiliare, riconducibile a Maurizio Sacchi, titolare della Diamond Private Investment, società assistita proprio da Pittelli, che vendeva diamanti da investimento attraverso gli sportelli Mps. La banca aveva firmato l’accordo con la Dpi nel maggio del 2012, dopo l’uscita di Mussari dalla presidenza, e avviato la distribuzione nel gennaio 2013, prima della morte di Rossi. I clienti compravano le pietre dalla società privata, mentre Mps offriva la propria rete commerciale incassando provvigioni dal 5 al 15 per cento, dicono i dati dell’Antitrust. Nel 2017 l’Autorità, però, sanziona Dpi e Mps per pratiche commerciali scorrette per due milioni di euro a Mps e uno solo a Dpi. Sul piano penale in questo caso sottolineiamo che Sacchi è stato definitivamente assolto. Mussari dichiarerà il 16 febbraio 2022 durante l’audizione alla Commissione parlamentare sulla morte di David Rossi di aver chiesto di non difendere Dpi, per il proprio passato in banca e per evitare conflitti d’interesse.

Giuseppe Mussari Ansa
Giuseppe Mussari Foto Ansa

L’operazione in questione era, ad ogni modo, imponente. Il giornalista Nicola Borzi il 10 dicembre del 2024 ha riferito alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi di circa 330 milioni di euro di diamanti piazzati attraverso Mps, contro una valutazione di mercato stimata a circa 70 milioni. Report, nell’inchiesta “The Whistleblower”, firmata da Emanuele Bellano, ricostruisce i contatti di Sacchi con la dirigenza Mps dell’epoca di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola tra il 12 ottobre 2012 e il 13 settembre 2013. Periodo nel quale, nel frattempo, muore David Rossi. Nel consiglio di amministrazione di Dpi sedeva, tra l’altro, anche l’ex viceministro Mario Baldassarri. La società sponsorizza nel 2015 la Mens Sana Basket, dunque solo dopo la morte di Rossi. Il punto è che Sacchi non era soltanto il cliente di Pittelli, ma pure il suo partner immobiliare. Nell’inchiesta "The Whistleblower" di Report, Emanuele Bellano ricostruisce trasferimenti fra Sacchi e Pittelli, compresi 300 mila euro transitati attraverso Niccolò Maria Pesce e la Kamet Advisory fino al conto personale di Pittelli. Altri trasferimenti, secondo il servizio, sarebbero stati destinati al progetto immobiliare. Intercettato in una conversazione pubblicata da Report, Pittelli propone una società al 50 per cento, poi la costruzione di appartamenti e albergo, finanziata vendendo i primi lotti. Calcola persino 30 milioni di euro di ricavi potenziali. Sottolineiamo, onde suscitare equivoci, che non risultano trasferimenti di quel denaro a Mussari né una sua provenienza mafiosa. Ecco, chiusa questa lunga parentesi, torniamo al 6 luglio del 2018, quando a Milano Pittelli incontra gli uomini di Prelios, il gruppo immobiliare nel quale ha rapporti con Fabrizio Palenzona, per parlare di un altro affare immobiliare in Calabria. L’ex villaggio Valtur di Nicotera Marina, nel Vibonese, che la società sta cercando invano di vendere. L’avvocato intravede uno spiraglio di contrattazione. Aiutare Prelios a piazzare l’ex Valtur e ottenere in cambio condizioni migliori per sbloccare Copanello, dove Pittelli cercava una soluzione più vantaggiosa per estinguere il debito ipotecario gravante sul terreno che, come già spiegato, bloccava il progetto edilizio. Questo è quanto ricostruito dai giudici di primo grado di Rinascita Scott, ma la vendita ad ogni modo non è mai stata conclusa. Quello stesso 6 luglio, come emerge dalla testimonianza del Ros del 21 febbraio 2022, Pittelli racconta dell’opportunità a Sacchi e Alberto Bellini. Il titolare di Dpi discute così anche dell’ex Valtur. In quel colloquio Pittelli prospetta ai due un possibile compratore e si sofferma sull’ostacolo rappresentato dal controllo mafioso del territorio. Sacchi qui ascolta la stessa proposta che il giorno dopo sarà presentata a Mussari.

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Il giorno dopo, infatti, come scrive Giovanni Tizian sull’Espresso sulla base delle intercettazioni, Pittelli gli prospetta un guadagno di tre o quattro milioni. Mussari risponde con le seguenti parole: “io non ho più una lira perché ho pagato i miei avvocati, ma ho un’altra logica di vita” e poi, “non me ne fotte più niente”. Ma la discussione prosegue. Vendere l’ex Valtur a un operatore turistico oppure a un costruttore? Servono autorizzazioni, forse nuove concessioni del Comune di Nicotera. Pittelli propone di parlare con il sindaco e lasciare poi a Mussari i successivi rapporti amministrativi. “Giuse’, è lavoro!”. Pittelli nella stessa conversazione avverte Mussari su Nicotera Marina, una zona di forte influenza mafiosa e gli spiega di dover incontrare “il capo” a proposito per evitare interferenze. Per il Ros il riferimento è a Luigi Mancuso, esponente di vertice dell’omonima cosca di Limbadi e cliente storico dell’avvocato. Il 9 luglio Pittelli incontra Mancuso e, secondo gli investigatori, affronta anche la questione Valtur. Nella ricostruzione dei giudici di primo grado, Pittelli avrebbe cercato di usare il proprio rapporto con il boss per risultare indispensabile a Prelios e ottenere vantaggi sull’operazione Copanello. C’è anche un’intercettazione del 12 maggio 2018 in cui, ragionando del progetto Copanello, Pittelli sostiene di non temere ostacoli mafiosi perché difendeva esponenti della criminalità organizzata. La Cassazione il 25 giugno 2020 escluse che quel solo affare potesse sostenere i gravi indizi di concorso esterno. Mussari, però, va specificato, non risulta indagato o imputato in Rinascita Scott, né tantomeno sono documentati suoi rapporti diretti con Mancuso, né la sua consapevole partecipazione a intese illecite. Va rilevato, parallelamente, che tra le altre frequentazioni di Pittelli vi sono anche quelle che portano al nome Grande Aracri, la cosca al centro dell’inchiesta Aemilia della Dda di Bologna finita al centro della cosiddetta Pista viadana battuta dalla Commissione d’inchiesta sull’omicidio di David Rossi presieduta dall’onorevole Gianluca Vinci. Il Ros, a proposito, ha riferito il 6 aprile 2022 in dibattimento al processo di Rinascita Scott di contatti telefonici dell’avvocato con utenze riconducibili a Nicole Valentina Grande Aracri, figlia di Nicolino, e a Domenico Grande Aracri, anche lui avvocato. Il collaboratore di giustizia Marcello Fondacaro ha riferito quanto avrebbe saputo da Francesco Grande Aracri su ipotetici affari comuni di Pittelli e Domenico. Un villaggio turistico, un parco eolico, progetti aeroportuali. Specifichiamo tutti racconti de relato. Il rapporto professionale, invece, è certo. Quando il 19 dicembre 2019 scatta l’operazione Rinascita Scott, Mussari si trova nello studio di Pittelli durante la perquisizione e non, secondo la propria versione, nella casa dove l’avvocato era stato arrestato. Anche dopo questo evento Mussari continua a collaborare con i difensori dell’ex parlamentare. Pittelli è stato condannato nel dicembre 2025 a sette anni e otto mesi in appello, sentenza non definitiva, per concorso esterno in associazione mafiosa e per due episodi di rivelazione di segreto d’ufficio. Mussari invece non è né imputato né indagato in questo processo.

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Ma torniamo al link di Pittelli con il mistero di David Rossi, perché il 28 marzo 2018, prima dell’incontro con Mussari, secondo le versioni di entrambi, Pittelli parla al telefono con Guido Contestabile delle difficoltà di Mps e del cliente dei diamanti. “Se riaprono l’indagine sulla morte di Rossi succederà un casino grosso”. E poi, “Rossi non si è suicidato. Rossi è stato ucciso”. I due poi si mettono ad evocare addirittura Roberto Calvi e Michele Sindona, ma lo fanno a mo’ di chiacchiera da bar. Il 4 novembre 2025, Pittelli spiegherà in audizione davanti alla Commissione Vinci di essere giunto a quelle conclusioni dopo aver visto l’inchiesta delle Iene del 25 marzo 2018. Il 26 maggio 2022 l’allora procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, audito dalla Commissione Rossi presieduta da Pierantonio Zanettin, però, inizialmente aveva lasciato intendere che Pittelli e Mussari avessero parlato della morte del manager. Poi precisa che la conversazione intercettata il 2 luglio 2018 fra i due riguardava la vicenda Monte dei Paschi. Il resto dell’audizione, però, è segretato. Tre mesi prima sempre a Palazzo San Macuto Mussari aveva raccontato di aver, dal canto suo, criticato con Pittelli la Procura di Siena. L’ex azzurro, racconta Mussari, gli avrebbe allora risposto: “non sono stati bravi con te, ma nemmeno in queste indagini per Rossi”. Il 4 novembre 2025 Pittelli afferma davanti alla Commissione Vinci che con Mussari non avrebbe mai parlato della morte di Rossi, perché l’argomento lo avrebbe addolorato. Una contraddizione che verrà certamente spiegata nelle prossime audizioni della Commissione d’inchiesta. Ad ogni modo l’onorevole Gianluca Vinci, oggi in conferenza stampa ha dichiarato che l’accusa di presunto mandante di un’azione intimidatoria degenerata in omicidio indirizzata a Mussari dalla sua Commissione deriva da elementi informativi acquisiti dai consulenti della Commissione nell’ambito di alcuni colloqui con detenuti. L’ex presidente del banco, ad ogni modo verrà presto audito a Palazzo San Macuto insieme all’altro sospettato e presunto organizzatore, sempre secondo la Commissione, Gabriele Ceccherelli detto “Zena”, ex star del calcio storico fiorentino. Solo allora avremo più informazioni su tutte le domande che sino ad ora rimangono senza una risposta.

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