La macchina è ripartita. Show must go on. Chiara Ferragni non ha perso tempo dopo il proscioglimento della procura di Milano per il pandoro-gate. È ritornata in pista e, come al suo solito, lo sbandiera ai quattro venti. Prima l'annuncio della docuserie: la “passione di Chiara”, il calvario del pandoro-gate. Ora ricomincia a lavorare con i brand. Sì, proprio quei brand che all'inizio dello scandalo avevano fatto la corsa a defilarsi. Come quando nel mare getti una pietra in mezzo a un banco di pesci. Safilo, Coca Cola, Pigna, Swinger International, la casa farmaceutica Angelini e Monnalisa. Ora stanno tornando, come se al posto della pietra fosse stata buttata qualche mollica. La mollica si chiama proscioglimento. Il primo ad arrivare manco a dirlo è stato Netflix, che ormai mette il cappello su tutto. Ora l'annuncio del nuovo accordo di sponsorizzazione con Guess. Un volto del brand come Claudia Schiffer, scrive Chiara nelle storie su Instagram. Ma oggi più che alle passerelle Guess ci riporta a Stazione Centrale. Un caposaldo dell'abbigliamento maranza. Un chiaro ridimensionamento rispetto a Prada e Gucci, ma questo passa il convento...
Quello che però fa riflettere è che questa nuova campagna pubblicitaria viene annunciata appena una settimana dopo la decisione. Foto, video, contratti: tutto messo in piedi in così poco? Ovviamente no. Chiara Ferragni e i suoi legali erano ragionevolmente sicuri dell'esito del procedimento. Della caduta dell'aggravante della “minorata difesa” e, di conseguenza, della procedibilità d'ufficio del reato. Così sicuri di uscirne puliti da avviare con Guess l'organizzazione della campagna promozionale. Difficilmente il brand avrebbe voluto una testimonial fresca di condanna per truffa aggravata (certo, resta “solo” una condanna milionaria dell'Autorità Antitrust per pubblicità ingannevole).
Resta poi l'opportunismo di Guess, che cavalca l'onda del processo per accaparrarsi Chiara. Arriva per primo e diventa il manifesto della redenzione dell'influencer. Un'operazione speculativa in piena regola, una scommessa sul suo ritorno. Tutto studiato a tavolino, probabilmente mesi e mesi prima dell'udienza. Chiara Ferragni è tornata in pista, per la giustizia non è una truffatrice ma rimane la spregiudicatezza che l'ha sempre contraddistinta. Dopo l'”assoluzione” penale arriva anche quella del mercato, che da Netflix a Guess la riaccolgono a braccia aperte. Il fatto non è perseguibile, Chiara è ancora vendibile. Ora ricomincia la scalata per tornare in vetta.