Alle 22:00 di sabato sera un furgone si è lanciato sulla folla durante il più grande evento LGBTQ+ della città, il Christopher Street Day, il Pride di Berlino. Una donna è morta, altre sedici persone sono rimaste ferite, otto gravi. Secondo la ricostruzione delle autorità tedesche, un veicolo è entrato nel Tiergarten, il parco nel centro della capitale, investendo la folla. Il quotidiano Tagesspiegel riporta che l'incidente si è verificato nella zona meridionale del Tiergarten, e che intorno alle 22:15 la manifestazione conclusiva davanti alla Porta di Brandeburgo è stata interrotta. Secondo alcune testimonianze alcune persone sarebbero state ferite anche con armi da taglio dopo l'investimento con il veicolo, circostanza sulla quale gli inquirenti mantengono per ora cautela. Le persone presenti, riporta la Cnn, hanno raccontato di aver sentito un tonfo sordo, seguito dal caos, mentre inizialmente non si riuscivano a distinguere le urla a causa della musica e dell'atmosfera festosa. Il veicolo, secondo la polizia, è stato poi ritrovato schiantato contro un albero e abbandonato.
Fonti della polizia tedesca, citate da Euronews, parlano già di un uomo, che potrebbe essere l’attentatore, Abdul B. Nel comunicato ufficiale delle forze dell’ordine si legge che il ragazzo, nato nel 2005, uscito quest’anno da un centro di detenzione per minori, era già noto: “Il sospettato è già noto alle forze dell’ordine. Lo conosciamo come appartenente ad ambienti islamisti di Berlino e le ricerche per rintracciarlo proseguono a pieno ritmo.” Per ora si chiede, a chiunque lo riconoscesse, di non avvicinarsi e non tentare di fermarlo. Potrebbe avere un’arma da taglio. Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha espresso sgomento parlando dell'accaduto come di un attacco diretto ai valori della città. Secondo quanto riportato da CNN, il primo cittadino ha dichiarato che "dopo una pacifica e vivace parata del Pride, il raduno per una Berlino tollerante e pacifica è stato attaccato nel modo più brutale". In una dichiarazione ripresa anche da altre agenzie, Wegner ha definito l'accaduto "un attacco alla nostra società libera e cosmopolita", aggiungendo di avere fiducia nella polizia e nelle autorità di sicurezza, impegnate a indagare senza sosta. Le autorità cittadine hanno inoltre attivato una linea telefonica dedicata per i familiari in cerca di notizie sui propri cari. Secondo l'agenzia AP, la città ha attivato un numero di crisi per le persone che cercano notizie di amici o familiari, mentre il Tagesspiegel indica il numero attivo, 030/8485-4460, insieme a un portale online per la raccolta di foto e video utili alle indagini da parte di eventuali testimoni.
L'attacco si è verificato nonostante un imponente dispiegamento di forze dell'ordine predisposto per l'occasione. Secondo Reuters, citata da CNN, più di 2.200 agenti di polizia erano stati impiegati a Berlino sin dal mattino di sabato per proteggere la parata del Pride e gli altri eventi legati alla comunità LGBTQ+ in città. L'evento colpito era la 45ª edizione del Christopher Street Day di Berlino, una delle manifestazioni Pride più grandi d'Europa, che quest'anno aveva come motto "Be their voice – and ours!". Prima dell'attacco, la giornata si era svolta in un clima di festa: secondo la ricostruzione della stampa internazionale, centinaia di migliaia di persone avevano sfilato pacificamente per ore in tutta la città, ballando al ritmo della musica e applaudendo gli oltre 80 carri che partecipavano alla parata, prima che la manifestazione conclusiva davanti alla Porta di Brandeburgo venisse interrotta in seguito all’attacco.
Al momento le autorità non hanno ancora fornito una qualificazione giuridica definitiva dell'accaduto. Cnn riferisce di aver richiesto alla polizia di Berlino conferma se l'attacco venga trattato come un atto di terrorismo, senza però aver ancora ricevuto risposta ufficiale al momento della pubblicazione. La polizia berlinese, tramite un video diffuso sull'account X del corpo, ha reso noto che è in corso una ricerca intensiva di possibili sospettati, come dichiarato dall'agente Florian Nath. Le indagini, coordinate dalle autorità federali e locali, restano dunque aperte, mentre la città di Berlino si prepara a una giornata di lutto e solidarietà, con cittadini che sin dalle prime ore della domenica hanno iniziato a deporre fiori e a raccogliersi nei pressi del luogo dell'attacco e in piazza Pariser Platz per una veglia commemorativa.