La confusione sotto la Madonnina è grande. Le temperature certamente non aiutano certamente a fare una quadra. Il campo largo a Milano è a destra. Mentre a sinistra, tutto sommato una certa uniformità la si nota, ma ecco. Inizia a farsi affollata anche il salotto dei progressisti che ambiscono a raccogliere l’eredità complessa che Beppe Sala lascerà a breve. Mario Calabresi il 22 luglio, alla Festa dell’Unità, sulla sua discesa in campo ha sciolto quasi completamente la riserva e in molti, come ad esempio Lettera43 hanno iniziato a domandarsi come potrebbe conciliarsi un sindaco di sinistra con la sua vicinanza ad un certo mondo di miliardari? Calabresi è socio di Be Water, la holding che controlla Chora Media, di cui è ceo ed editor, Will e Cronache di spogliatoio eccetera eccetera. Be Water che nell’ultimo anno e mezzo è riuscita ad attirare a sé gli investimenti di Tether – i competitor del Bitcoin per intenderci – per ben 41 milioni di euro. Sono i soldi di Giancarlo Devasini e Pierce Brock (ceo Paolo Ardoino). Capitalizzazione da 184 miliardi di dollari. Utili per 10 miliardi al 2025. Non so se ci siamo spiegati. Devasini e Ardoino diciamo che nutrono una certa simpatia nei confronti di Donald Trump. Sono arrivati ad investire 775 milioni di dollari nel social concorrente di Youtube, Rumble, che aveva accolto Trump ai tempi del ban da Meta e Twitter. Di tutto questo ne abbiamo parlato con il Lorenzo Pacini, che corre per le primarie del centrosinistra nel campo progressista, sostenuto dall’area Pd e dalla piattaforma “La Rivoluzione di Milano”. La stampa già lo ha ribattezzato il “Mamdani italiano” per le sue idee molto radicali sul cosiddetto “socialismo municipale”. Quindi tassazione ai ricchi, ricalibrazione di servizi e trasporti calibrate sul reddito, affitti più accessibili e limitazione del peso della rendita immobiliare e dei grandi fondi nelle scelte urbanistiche. Diciamo che Lorenzo Pacini non è un gran chiacchierone ed è sempre parecchio indaffarato e sugli altri candidati del centrosinistra, difficilmente si esprime, ma per come ha risposto alle nostre domande è evidente anche qui la distanza ideologica tra due candidati dello stesso campo progressista. Forse, il campo largo tutto sommato a Milano non è soltanto a destra.
Calabresi come lo vedi candidato sindaco per Milano? Un sinistroide, ma nell’orbita trumpiana? Un candidato sindaco “trumpiano”?
Adesso, mi sembra esagerato dire che sia filo-trumpiano. Direi questo. Ben vengano tutte le candidature, sempre massimo rispetto. Ma la mia risposta è che, mentre c'è chi i miliardari ce li ha come soci noi, invece, i miliardari li vogliamo tassare. Vogliamo costruire una città per le persone.
Infatti, cosa ti aspetteresti da un suo mandato?
Questo va chiesto ai cittadini, non agli altri candidati. Se io mi candido è perché ho un'idea di città diversa e molte proposte programmatiche diverse dagli altri.
Ha fatto molto rumore il passaggio di Bernardo a Futuro Nazionale. Tu come vedi questo attore che per la prima volta si affaccia sul panorama milanese, con questa candidatura che è di un certo peso?
Non me ne frega niente, proprio a essere testuale. Penso che siano giochi di potere interni al centrodestra e alla destra, di cui non comporta assolutamente nulla.
Comunque stiamo parlando del capogruppo al consiglio comunale di Forza Italia. Sintomatico, forse, della crisi che sta attraversando il nuovo corso di Marina Berlusconi?
Non lo so. Mi sembra che ci sia molta confusione a destra e che non abbiano mezza idea per questa città.
Il campo largo a Milano è a destra?
Sicuramente. Detto ciò, a noi interessa costruire un campo popolare di sinistra.
È stato fatto il nome di Majorino che a quanto pare un sondaggio Yoodata darebbe come benvoluto
Faccio presente che in quel sondaggio non c'era il mio nome.