Andrea Pirlo è riuscito nella clamorosa impresa di unire i quasi 59 milioni di allenatori di calcio che vivono in Italia ancor prima di essere ufficializzato come nuovo Ct della Nazionale. Nessuno lo vuole come guida tecnica degli Azzurri. La maggior parte per ragioni tecniche, non ritenendolo all'altezza del ruolo e ben che meno una valida alternativa a Pep Guardiola. Una parte minoritaria, ma molto, molto, molto rumorosa e influente, lo accusa invece di essere un propagandista di Vladimir Putin, una specie di infiltrato, un amico di Mosca, per “colpa” di un accordo siglato tra l'ex giocatore di Milan e Juventus e Fonbet, il principale bookmaker della Russia: sacrilegio durante il conflitto in Ucraina e gli anni della Seconda Guerra Fredda che hanno trasformato il Cremlino nel grande nemico dell'Occidente intero. Morale della favola: il “soldato Pirlo” è in attesa di capire quale sarà la decisione finale della Federazione italiana, già imbarazzatissima per non esser riuscita a qualificare la Nazionale a tre Mondiali di fila, e adesso travolta da un caso politico che nessuno si aspettava. Lapidario il commento di Carlo Calenda, leader di Azione: “Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 (anno dell'offensiva russa in Ucraina ndr) non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”. Sotto i riflettori morali (e non solo) è dunque finito il legame commerciale tra Pirlo e il bookmaker moscovita.
Avete mai sentito parlare di Fonbet? È una società di scommesse sportive che opera in Russia e Kazakistan. È nata nel 1994. Il suo fondatore: Anatoly Machulsky, un ex campione degli scacchi ai tempi dell'Unione Sovietica che, nella seconda metà della sua vita, trasformò il suo hobby del gioco d'azzardo in un'attività più che redditizia. Tutto funzionò alla grande (tra strani giri di denaro e personaggi non proprio affidabili) fino al 2013, quando gli agenti della direzione anticorruzione del ministero degli Interni fecero irruzione nel quartier generale di Mosca scoprendo che l'azienda forniva servizi di puntate online tramite un sito web registrato all'estero. Peccato che in quel periodo in Russia le scommesse sportive online fossero illegali. Fu quindi aperta un'indagine penale che si concluse però in un nulla di fatto, se non in un cambio di società. L'assetto societario risulta ancora oggi nebuloso, ma è utile citare qualche nome subentrato nel corso degli ultimi anni nell'elenco degli azionisti. Come Alexander Burtakov, cittadino russo-israeliano con legami d'affari con membri di un'unità speciale d'élite del Ministero degli Interni russo e una vasta rete di contatti e un'influenza internazionale (che spazia dal settore immobiliare ad altre attività a Malta, Monaco e Romania).
Un altro nome associato a Fonbet è quello di Sergey Lomakin, un oligarca russo invisibile con sede a Cipro, già fondatore della rete di negozi discount Fix Price e proprietario delle squadre di calcio United Fc, Rodina Mosca e Pafos. Questo signore ha un patrimonio di 1,2 miliardi di dollari e avrebbe interessi nel suddetto marchio di scommesse. Non solo: lo United Fc è la squadra degli Emirati Arabi Uniti che al momento ha Pirlo come allenatore. Lo stesso Pirlo che nell'ottobre 2025 diventava global brand ambassador di Fonbet e che, nel maggio 2026, volava in Russia (insieme all'altro ex calciatore Marco Materazzi) per presenziare al Football Day organizzato dal bookmaker. Considerando che il giorno dell'evento il Cremlino avevano sferrato un duro attacco contro l'Ucraina, molti hanno criticato la visita dei due giocatori ritenendola inopportuna. “Il denaro può comprare molte cose. Può persino, incredibilmente, portare un campione sportivo a firmare palloni da calcio a Mosca proprio nel momento in cui quel regime sta uccidendo indiscriminatamente civili e minacciando i paesi europei”, dichiarava la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picerno. La difesa di Pirlo: “Siamo venuti qui esclusivamente per lo sport e per i bambini. Il calcio ha il potere unico di unire le persone, di superare i confini e di offrire un momento di gioia, soprattutto ai bambini che sognano di diventare calciatori”. Adesso che il suo nome è accostato alla panchina della Nazionale italiana la polemica è esplosa all'ennesima potenza. In ogni caso, qualora Pirlo dovesse diventare nuovo Ct degli Azzurri, dovrebbe rinunciare a ogni accordo con Fonbet. Poco male: secondo La Gazzetta dello Sport, che ha citato i legali dell'allenatore, il contratto con Fonbet può essere rescisso facilmente senza alcuna penale.