Partiamo da un punto fondamentale: questa ricostruzione non cambia di una virgola la sentenza emessa sulla vicenda di Mario Roggero. Il punto non è difendere la sua reazione, né sostenere che quanto che è successo fuori dalla gioielleria fosse legittima difesa. L’emergere di nuovi elementi non può cancellare le responsabilità accertate dai giudici. Detto questo, una notizia emersa nelle ultime ore aggiunge un tassello importante per capire il contesto in cui si è consumata quella tragedia.
Per i pochi che non ricordassero bene la vicenda, il 28 aprile 2021 tre persone entrarono nella gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, per una rapina. Durante l’assalto ci fu una colluttazione e, dopo che i rapinatori uscirono dal negozio, Roggero li inseguì all’esterno e sparò. Due di loro, Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, morirono, mentre un terzo, Alessandro Modica, rimase ferito. Da quel momento il caso Roggero ha diviso profondamente l’opinione pubblica: da una parte chi ha visto in Roggero un commerciante esasperato dopo anni di paura e rapine, dall’altra chi ha sottolineato che la reazione avvenuta fuori dalla gioielleria non poteva essere considerata una semplice difesa da un pericolo immediato. La giustizia ha poi stabilito le sue responsabilità. La novità riguarda però uno dei rapinatori, Andrea Spinelli. Secondo quanto emerso da un’inchiesta pubblicata in queste ore, circa due mesi prima della rapina alla gioielleria, Spinelli era già coinvolto in un’indagine per estorsione. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe partecipato a una vicenda nella quale un imprenditore sarebbe stato minacciato e costretto a consegnare denaro e firmare documenti. Dopo quella denuncia partirono gli accertamenti e vennero effettuate delle perquisizioni. I carabinieri, valutando la situazione, avevano chiesto una misura cautelare nei confronti di Spinelli. La procura, però, non ritenne necessario procedere con un arresto, valutando che gli elementi raccolti e la perquisizione potessero essere sufficienti a evitare ulteriori comportamenti criminali.
Ma facciamo un passo indietro. Nell’ultima settimana si è discusso molto della vicenda Roggero e, com’era inevitabile, si è molto scavato nel passato delle persone coinvolte, per cercare di ricostruirne i profili psicologici o per stabilire chi avesse torto e chi ragione. L’azione di Roggero è stata punita dalla legge e chi scrive non mette minimamente in discussione la sentenza con cui la giustizia ha accertato le sue responsabilità. Ma, a onor di cronaca, ricordiamo che sono state riportate informazioni sul passato di Roggero: un precedente che risale al 17 dicembre 2005. Secondo quanto ricostruito negli atti giudiziari, Roggero era intervenuto dopo essere stato contattato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto raccontando di essere stata lasciata per strada dal fidanzato. La situazione era degenerata dopo una discussione tra i due ragazzi, durante la quale il giovane avrebbe colpito la ragazza con uno schiaffo. Roggero si era quindi recato presso l’abitazione del fidanzato della figlia, dove era nato un confronto acceso. Stando alla ricostruzione processuale, rivolse insulti al giovane, lo aveva spinto e colpito con alcuni pugni al volto. Quando arrivarono anche i genitori del ragazzo, la situazione si era aggravata ulteriormente: Roggero aveva estratto una pistola e minacciato tutte e tre le persone presenti. La vicenda aveva portato a denunce da entrambe le parti. Nel 2007 Roggero definì il procedimento davanti al Tribunale di Alba con un patteggiamento: due mesi di reclusione, poi convertiti in una sanzione pecuniaria pari a 2.280 euro, per i reati di ingiuria e minaccia aggravata dall’utilizzo di un’arma.
Dato il clamore della vicenda Roggero, per lo stesso motivo, oggi emergono particolari sul passato di uno dei rapinatori che nello scontro con il gioielliere ha perso la vita, Spinelli. Il ragazzo, poche settimane dopo la perquisizione, aveva partecipato alla rapina nella gioielleria di Roggero. Ora, attenzione, questa vicenda pone una domanda: se uno dei protagonisti di quella rapina era già stato segnalato per un episodio grave e gli investigatori avevano ritenuto necessario chiedere una misura cautelare, quanto pesano le valutazioni fatte prima che quella tragedia avvenisse? Questo è il punto. Non è una riabilitazione di Roggero, non è un’assoluzione morale e non cambia il fatto che dopo la rapina ci siano state delle responsabilità precise. È però un elemento che ci ricorda una cosa: le storie complesse non hanno mai un solo momento, ma una serie di eventi che si incrociano. E per capire davvero cosa è successo bisogna guardare anche a quello che è avvenuto prima, senza confondere il racconto del contesto con una giustificazione delle azioni successive. La sentenza su Roggero rimane impeccabile, ma questa storia ci ricorda che ogni dettaglio ha contribuito a far sì che si sviluppasse. E soprattutto che quel mancato arresto ha prodotto effetti drammatici sullo stesso Spinelli.