I generali vanno a letto presto, oppure alle feste mandano qualcuno in loro vece perché troppo impegnati a Bruxelles. Mandano solitamente dei sensori. È proprio il caso di Laura Ravetto, testa di punta in Futuro Nazionale, l’unica con le credenziali adatte per svolgere la delicata missione diplomatica a Villa Taverna di due giorni fa. Sondare il “mood”, piuttosto “mud”, di recente, per lei non dev’essere stato complesso date le sue entrature nel mondo trumpiano, ma andiamo con ordine. Gli hamburger pare fossero alquanto freddini. Un po’ come l’amicizia tra la premier e Donald Trump. Proprio per questa ragione, la presenza di Ravetto vuol dire una cosa sola: “Roberto Vannacci is the new Giuseppi”. Tra i vari “restraining order” via X dell’eccentrico Tycoon e il precedente dell’audio della telefonata con Meloni trasmessa a L’Aria Che Tira di David Parenzo, ecco, c’è molto poco da fare. L’unica via è quella di restare fermi, il rischio è quello di sprofondare sempre più in quelle sabbie mobili in cui il governo si è impantanato. Almeno fino a settembre. Poi, una volta infranto il record del governo più longevo nella storia d’Italia, il resto verrà da sé.
Persino l’Ambassador (inviato speciale per le relazioni globali) Paolo Zampolli, che a Villa Taverna purtroppo non c’era, dopo il tentativo di addolcire il presidente Trump con un po’ di sport diplomacy è tornato silente dopo un periodo di grande presenza sui media italiani nel tentativo di ricucire lo strappo venutosi a creare tra lo Stivale e gli States. L’incontro di Zampolli con Giuseppe Conte aveva generato molti rumours su Giuseppi – oggi alle prese con le dimissioni dalla commissione d’inchiesta sul Covid-19 – per un’eventuale benedizione trumpiana per fronteggiare Meloni alle prossime politiche. Tra l’altro Francesco Verderami sul Corriere qualche giorno fa rivelava proprio che Giuseppi durante il suo mandato era stato ben più lascivo di quanto si credesse con l’amministrazione Trump, lasciandogli margini di manovra ben superiori a quelli concessi dal tandem Meloni-Crosetto. Lo spirito del tempo, però, è quello del cambiamento, della rivoluzione in un battito di ciglia, ben sufficiente in quanto a durata per ribaltare il tavolo e far saltare tutte le pedine accuratamente sistemate sulla scacchiera e Vannacci è la mina anticarro pronta ad esplodere sotto il cingolato del governo che fin’ora è avanzato sui problemi a suon di voti di fiducia come un rullo compressore.
I tempi sono cambiati. A Villa Taverna Conte non c’era, l’Ambassador nemmeno, ma Ravetto sì. L’ex leghista (e quando era leghista ex Forza Italia) che ha di recente cambiato casacca è una grande amica di Paolo Zampolli e conosce bene l’ambiente per così dire “Donald-centrico”. Nel luglio del 2015, peraltro, venne paparazzata all’isola del Giglio con Eduardo Teodorani Fabbri, figlio di Maria Sole Agnelli, sorella di Gianni, figura di peso con un network che dall’Europa tocca anche i salotti più esclusivi degli Stati Uniti. Ad esempio Teodorani nel 2019, come riporta Fanpage, avrebbe tentato di organizzare un incontro con Steve Bannon tramite il capo del suo staff, Sean Bannon. Insomma, difficile pensare che in un momento di una frattura così profonda tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi qualcuno non abbia attenzionato il fenomeno Vannacci e di Futuro Nazionale iniziando ad osservare con attenzione ogni sua mossa. O perlomeno, non è affatto da escludere. D’altronde un asso nella manica, può sempre fare comodo.