Andrà pure in tv, ma non in Rai: Futuro Nazionale sta erodendo la destra, ma non su “TeleMeloni”. Il movimento di Roberto Vannacci meriterebbe uno studio tutto per sé: un fenomeno nato dalle recensioni de Il mondo al contrario, autopubblicato da lui medesimo e divenuto grazie a quelle recensioni non solo personaggio mediatico, ma persino leader politico. Più a destra di Giorgia Meloni, entrato prima nelle file della Lega come europarlamentare, ora l'ex Generale ha creato il suo movimento e procede a conquistare quella parte di elettorato di destra che ritiene la Presidente del Consiglio fin troppo morbida su temi come remigrazione, lotta al movimento LGBT, sovranismo, difesa della tradizione. E la risposta è una Rai dove Vannacci non viene più avvistato ormai da diverso tempo: mai in tutto il mese di maggio, mese di amministrative in diversi Comuni del Paese. Ma anche a Mediaset, la corrente “vannacciana” non se la passa granché bene.
I dati li ha pubblicati Il Fatto Quotidiano: secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia sulle presenze dei leader politici nella tv pubblica, a maggio Vannacci non è mai stato nei programmi Rai. Non solo come intervistato, ma nemmeno intercettato per poche battute da inserire nei servizi dei telegiornali.
Da quando Vannacci è comparso sulla scena politica, le televisioni lo hanno subito inseguito: non solo per mera cronaca politica, ma anche perché il personaggio in tv paga sempre. Del resto, è proprio ad una trasmissione televisiva che si deve l’unica vera demolizione dell’integerrimo ex Generale tutto d’un pezzo: una ragazza del pubblico di Dritto e Rovescio, il programma di Paolo Del Debbio su Rete 4, lo apostrofò dicendo che non era certo lui che poteva rappresentare l’italianità, dato che anche solo a guardarlo, “sembra quello che vende il kebab”.
Nel frattempo, il kebabbaro si è ritagliato un posto nella scena politica nazionale: e proprio quando ha fondato il suo movimento, Futuro Nazionale, la tv è diventata più reticente nei suoi confronti. Non vale per La7, dove Vannacci è stato persino ospitato da Lilli Gruber a Otto e mezzo.
Era già iniziata con i giornali di destra che lo scaricavano: da Il Tempo che lo aveva messo tra gli “utili idioti per il centrosinistra”, a Il Giornale che parlava di “fuggi fuggi da Vannacci”. In Rai invece, anziché metterne in dubbio la figura o attaccarlo, si è preferito non dargli spazio: e proprio mentre Futuro Nazionale cresce nei sondaggi. Vale sia per Vannacci che per i suoi sodali, incluso l’ultimo ingresso del 19 maggio: Laura Ravetto.
D'altro canto, pare che anche a Mediaset l'aria non sia delle migliori per la corrente “vannacciana”. Il più vicino per toni e temi, Mario Giordano, rischia il trasloco: era già successo la scorsa estate, quando Fuori dal Coro si era spostato alla domenica per fare spazio al più moderato RealPolitik di Tommaso Labate e ora, con l’arrivo di Milo Infante a Mediaset, sarà di nuovo Giordano a farne le spese. Italia Uno? Una delle ipotesi che circolano insistentemente infatti, è che il giornalista possa andare sulla “rete giovane” di Mediaset. Una scelta che prosegue sulla stessa scia delle stagioni precedenti, quando ai fedeli della destra Giordano, Porro e Del Debbio, vennero affiancati in palinsesto nomi come Bianca Berlinguer e, appunto, Tommaso Labate. Mediaset cerca di allargare il bacino dei telespettatori, ma rimane anche quella voce che circola della volontà di Marina Berlusconi di entrare in politica: ipotesi respinta dalla diretta interessata lo scorso aprile con una lettera a Dagospia, poi ribadita al Corriere. Ma non è bastato ad allontanarla dalle voci che la vorrebbero futura leader di Forza Italia, o comunque personaggio in grado di influenzare equilibri politici: in fondo, non erano forse lei e il fratello Pier Silvio ad aver chiamato il Ministro Tajani a Cologno Monzese?