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30 luglio 2026

La verità, vi prego, sull’amore secondo Filippo Bisciglia. A “Temptation Island” siede al falò degli altri, ma nel fuoco vede la sua ultima storia

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

30 luglio 2026

In questa appena conclusa edizione di “Temptation Island”, Filippo Bisciglia è stato un conduttore discusso. La sua partecipazione attiva alle dinamiche di coppia durante i falò di confronto è risultata evidente agli occhi di tutti, persino al braccio destro di Maria De Filippi, Raffaella Mennoia, che sulla questione ha preso una posizione ben precisa. Ma cosa c’è dietro il coinvolgimento di Filippo? Un meccanismo psicologico interessante che va oltre il programma

foto di Ansa

La verità, vi prego, sull’amore secondo Filippo Bisciglia. A “Temptation Island” siede al falò degli altri, ma nel fuoco vede la sua ultima storia

Nell’Antica Roma il numero diciassette era scritto XVII, anagramma di VIXI, che in latino significa “ho vissuto”, una frase associata alla morte sulle tombe romane. E da lì in poi il diciassette è stato sempre associato a disavventure ed eventi spiacevoli. E se vogliamo essere superstiziosi, anche a Filippo Bisciglia non è andata benissimo con questo numero. Perché la sua relazione con la storica compagna, Pamela Camassa, si è conclusa dopo diciassette anni. Lo avevano annunciato a settembre del 2025. E cosa c’entra questo con Temptation Island? E soprattutto, cosa c’entra con l’ultima puntata che è stata trasmessa ieri sera? Il finale di questa edizione è servito a tirare le somme, non solo sulle coppie protagoniste, ma anche sull’operato del conduttore. È il gioco dello spettacolo.
In molti hanno notato che quest’anno Filippo sembrava molto più partecipe e meno neutrale nelle diverse dinamiche che intercorrevano nelle relazioni. La stessa Raffaella Mennoia, principale autrice e creatrice del programma, nonché braccio destro di Maria De Filippi, ha dichiarato a La Stampa: “Personalmente preferirei che si limitasse a raccontare la realtà, senza prendere posizioni, ma Filippo non ha comunque detto nulla che potesse spostare gli equilibri”. La Mennoia tenta il salvataggio in corner, ma si lascia sfuggire che lei avrebbe preferito più neutralità da parte del conduttore. E sul fatto che i suoi interventi non abbiano spostato gli equilibri, noi rimaniamo un po’ perplessi, a dire il vero. In più occasioni Filippo ha mostrato di partecipare attivamente alle dinamiche di coppia altrui, dimostrando un coinvolgimento maggiore rispetto agli anni precedenti. Sin dalle prime puntate, si lascia sfuggire un commento sulla sua storia con la Camassa, mentre consola una concorrente dopo un falò di confronto finito male: “Quanti anni è che state insieme? Sette? C’è chi se n’è fatti diciotto”. E qui, per la prima volta, vediamo Filippo oltre il conduttore. Ci pare tanto strano da sospettare che si tratti di una dinamica prestabilita dagli autori. Ma Mennoia, con questa recente intervista, sembra prendere una posizione ben precisa. Sul web qualcuno addirittura insinua il dubbio che Filippo possa lasciare la conduzione del format, ma per il momento si tratta solo di speculazioni.

Filippo Bisciglia
Filippo Bisciglia, conduttore di "Temptation Island"

Ma cosa c’era dietro il coinvolgimento imprevisto di Filippo? Sembrava più una proiezione di una storia conclusa solo sulla carta, ma non dentro se stesso. Concludere una relazione di quasi diciotto anni non dev’essere cosa facile, a prescindere dalle motivazioni. Aver dedicato tanti anni a un progetto con un’altra persona significa averci creduto parecchio. E, per quanto lo si possa aver metabolizzato, potrebbe essere fisiologico sviluppare una sorta di cinismo nei confronti dell’amore. E invece Filippo Bisciglia cosa fa? Ci dimostra che l’aver smesso di credere in una relazione, non coincide necessariamente con l’inizio di una fase dominata dal cinismo, anzi. Lui si commuove per l’amore degli altri che trionfa. Si commuove più degli altri anni. Per i cinici - come chi scrive - forse si commuove pure troppo. Ma in quelle lacrime ci sono sentimenti reali e noi quelle lacrime non possiamo giudicarle. Perché sono vere. Così come è vero l’impulso che Filippo mostra di avere quando cerca di far conciliare tutte le coppie (o quasi), anche quelle più irrecuperabili. Lo vediamo minimizzare la gelosia possessiva di Francesca, passare sopra alla delusione di Cristian e intervenire nel senso opposto quando si tratta di Sara e Gabriele: spingendo lui a lasciarla per favorire il benessere di lei. Lo vediamo parteggiare sfacciatamente per le donne. Indipendentemente dalle dinamiche e dal contesto. Tanto che ci sembra un po’ too much: le donne non hanno sempre ragione.

Filippo Bisciglia
Filippo nel villaggio di "Temptation Island"

Forse, però, il punto non è capire se Filippo sia stato davvero neutrale o meno. La domanda più interessante potrebbe essere: cosa succede quando chi osserva le relazioni degli altri è appena uscito da una relazione che ha definito una parte importante della propria identità? In psicologia esiste un meccanismo tanto umano quanto complesso che si chiama proiezione. Non nel senso semplicistico per cui trasferiamo automaticamente sugli altri i nostri problemi, ma nel senso che le esperienze personali diventano una lente attraverso cui interpretiamo ciò che vediamo. Chi ha attraversato una perdita o una separazione sentimentale spesso sviluppa una sensibilità diversa verso gli stessi temi che lo hanno coinvolto. Filippo, per diciassette anni, non è stato soltanto il compagno di Pamela Camassa. È stato anche una persona inserita in una narrazione di coppia: l’idea di una relazione lunga e stabile, quasi simbolica in un panorama televisivo dove l’amore viene spesso consumato rapidamente. E il fatto che si tratti di due personaggi televisivi, non fa che sedimentare questa immagine.
La fine di quella storia potrebbe aver lasciato una frattura affettiva non solo affettiva, ma anche identitaria. Quando finisce una relazione importante, infatti, non perdiamo soltanto una persona, ma anche una versione di noi stessi. E forse è proprio questo il motivo per cui quest’anno Filippo sembra così coinvolto. Chi ha visto crollare una certezza può sviluppare due reazioni opposte: proteggersi attraverso il distacco (o il cinismo, appunto) oppure cercare disperatamente di salvare ciò che negli altri sembra ancora possibile. Filippo sembra appartenere alla seconda categoria. Nei falò di Temptation Island non sembra solo ascoltare le storie dei concorrenti, sembra cercare una conferma. Come se ogni coppia che riesce a superare una crisi rappresentasse una piccola vittoria contro l’idea che tutto sia destinato a finire. Il suo coinvolgimento potrebbe essere letto come una perdita di obiettività? Sì, perché coincide con il tentativo emotivo di ricostruire un significato attorno all’amore. Filippo Bisciglia ci dimostra che la sofferenza non produce sempre distanza, in alcuni casi produce una forma esasperata di partecipazione emotiva.

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Filippo Bisciglia con Pamela Camassa Cosmopolitan

Il rischio, però, è che l’empatia superi il confine della comprensione e diventi interpretazione. E il suo ruolo è quello del conduttore, che deve sempre accompagnare una storia, non scriverne il finale. Perché ogni coppia porta con sé dinamiche e ferite invisibili, ma soprattutto lui ha visuale di chi osserva da fuori e non può conoscerle completamente. Filippo Bisciglia è umano e va benissimo così, ma forse la vera sfida, da questo momento in poi, sarà proprio questa: riuscire a separare il suo ruolo di conduttore dalla sua persona, senza però perdere quell’empatia necessaria. Perché la televisione, molto più che la vita privata, ha bisogno di confini. Un conduttore televisivo ha bisogno di rimanere obiettivo, per quanto possibile. L’empatia rende un conduttore umano, il coinvolgimento emotivo lo rende riconoscibile, ma la distanza è ciò che gli permette di raccontare una storia senza diventarne protagonista o sostituirsi ai protagonisti. Nel conduttore di Temptation Island, però, questo è certo: c’è una evidente buona fede. Tanto che osservando la tv di Filippo si riflette il modello Costanzo: “La televisione è fatta di persone, non di programmi”.

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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