Buongiorno Codacons! Questo è Temptation Island, un programma televisivo targato Maria De Filippi. Il format prevede che sei coppie alloggino in un resort sulla spiaggia, ma fidanzate e fidanzati vivono in villaggi separati e sono continuamente tentati da single: ragazzi unti e ragazze rifatte. Per essere pratici, è un programma che gravita attorno al fenomeno umano più attrattivo di sempre: le corna.
Per anni il meccanismo è stato sempre lo stesso: tensioni di coppia, gelosie, tradimenti, tentazioni, telecamere puntate sulle emozioni più intime e una narrazione costruita per alimentare il dibattito social. È questo il successo di Temptation Island, uno dei programmi più redditizi dell'universo televisivo firmato Maria De Filippi.
Adesso, però, il Codacons scopre improvvisamente che il reality avrebbe un problema etico. L'associazione dei consumatori ha diffidato Mediaset chiedendo addirittura di valutare la sospensione del programma dopo il caso esploso intorno a Sara e Gabriele, la coppia finita al centro delle polemiche per alcuni vecchi contenuti hard realizzati su una piattaforma per adulti e mai comunicati alla produzione.
La contestazione, almeno formalmente, non riguarda il sesso in sé, ma l'omissione. Secondo il Codacons, i due concorrenti avrebbero violato gli obblighi contrattuali non informando gli autori della loro precedente attività online. La produzione, dal canto suo, sostiene di non esserne mai stata a conoscenza. Che poi a questo punto noi ci crediamo poco, questo è un altro paio di maniche.
Eppure viene da chiedersi se davvero il problema sia questo. Perché Temptation Island vive da sempre sulla spettacolarizzazione della sfera sentimentale e sessuale. Il programma vende il desiderio e la gelosia, il tradimento sfiorato o consumato, i corpi in costume e la tensione erotica come elementi centrali del racconto televisivo. È il suo format, il motivo per cui milioni di persone lo seguono ogni estate. Persino i locali organizzano serate in spiaggia con tanto di maxischermo sintonizzato su Canale 5. Roba da mondiali di calcio.
La differenza è che quando la componente sessuale resta all'interno della narrazione televisiva viene considerata intrattenimento. Quando invece emerge che due concorrenti hanno monetizzato in passato contenuti per adulti fuori dal controllo della produzione, allora diventa improvvisamente uno scandalo.
La questione qui non è stabilire se Sara e Gabriele abbiano fatto bene o male quattro anni fa, né se Mediaset fosse realmente all'oscuro della vicenda. Il vero interrogativo è perché il Codacons scelga proprio oggi di accorgersi di un meccanismo che caratterizza il programma praticamente dalla sua nascita. Cosa fa più scandalo? Due ragazzi che vendono un loro video intimo o centinaia di coppie che, durante il corso degli anni nel programma, sono state riprese in atteggiamenti simili? E, soprattutto, siamo sicuri che ciò che solleva il problema sia davvero l’omissione e non il video in sé?
La verità è che noi italiani possiamo accettare tutto (e già di schifezze in tv ne vediamo parecchie, altro che etica), tranne un rapporto completo. Quello ci fa proprio schifo. Quello non lo contempliamo. Lucrarci poi è la cosa più amorale del mondo.
Che poi, lacrime di coccodrillo a parte, i due concorrenti hanno caricato consapevolmente il video in rete e pure per trarne profitto: era proprio necessario questo atto di mea culpa nei profili social di Temptation Island? Manco fosse un programma sulla santa messa!
Maria gli intima di scusarsi e loro si scusano, chiarendo l’episodio come un “errore di gioventù”. Quindi le corna trasmesse in prima serata sono lecite, ma scegliere di vendere un proprio video intimo no?
Questo sarebbe da chiederlo alla produzione del programma che spinge i due ragazzi a chiedere scusa, ma anche al Codacons, che si indigna a scoppio ritardato.
In Italia siamo così ipocriti da avere la presunzione di decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e di imporlo agli altri, facendolo passare come regolamento etico universale.
Per questo la diffida del Codacons rischia di apparire tardiva. Più che denunciare una novità, fotografa un modello televisivo che esiste da oltre un decennio e che continua a fare ascolti proprio perché alimenta pulsioni e voyeurismo.
Il caso Sara e Gabriele, semmai, è diventato ulteriore motivo di hype per il programma. Di per sé la coppia fa già discutere parecchio. Nella puntata di ieri sera, per esempio, lo stesso Gabriele si è reso protagonista della fuga in spiaggia di rito. Una scena cinematografica che neanche Forrest Gump.
Perciò abbiamo ragione di pensare che la richiesta di sospensione da parte del Codacons, di fronte alla potenza di Maria e delle sue marionette, cadrà nel nulla. Anche perché trasformare questa circostanza nell'occasione per chiedere la sospensione di un programma appare una battaglia che arriva quando il copione è già stato scritto da tempo.