Roberto Vannacci, ex generale e ora europarlamentare, non è nuovo alle manovre strategiche. Ma per costruire la sua “cosa nera” servono soldi, contatti, e una rete di sostenitori. Al centro di questa operazione c’è una fondazione, Generazione Xa, presieduta dalla moglie Camelia Mihailescu e diretta da Massimiliano Simoni, consigliere regionale leghista in Toscana. Un sistema di raccolta fondi a più livelli. In cassa, secondo le dichiarazioni di Simoni a Report, ci sono circa 10.000 euro, cifra modesta, ma sufficiente per avviare un’attività. Uno dei finanziatori è un personaggio incredibile. Parliamo di Gianmario Ferramonti, un mistero d’Italia fatto a persona: massone, faccendiere, vecchio amico di Licio Gelli, ex amministratore della finanziaria della Lega Nord, arrestato e poi assolto per una megatruffa da 20.000 miliardi di lire, e ora alle prese con la nuova caporalesca avventura del generale Vannacci. Massoni e generali, ce lo insegna la storia, s’intendono particolarmente. Ma chi è davvero Giammario Luigi Ferramonti?
Nasce a Cevo di Valsaviore il 3 settembre 1953 da Santa Giulia, ragazza madre. Si definisce cresciuto “selvaggio e monello”. Dopo la scuola dell’obbligo nel paese natale, si diploma in Elettronica Industriale a Brescia. Già nel 1973 inizia a lavorare e, in dieci anni, visita il mondo alle dipendenze di cinque diverse società. Nel 1983 fonda la sua prima impresa a Londra, seguita da altre cinque a New York, Budapest, Zagabria, Szeged e Bekescsaba. Dal 1985 al 1988 è responsabile delle Fiere di Informatica alla Fiera di Milano, fonda la Didanova (la prima società italiana a produrre Videodischi Digitali, precursori dei dvd) e introduce in Italia i Cd-Rom. Nel 1988 organizza in Russia la Fiera Italia 2000, poi si trasferisce a Budapest dove gestisce tre società. Dal 1991 al 1993 è amministratore della Pontidafin, la finanziaria della Lega Nord, con stretti rapporti con Umberto Bossi e Alessandro Patelli. Partecipa alla creazione del Polo delle Libertà e scrive un libro, "Oltre la Banca", sulla finanza virtuale. Nel 1996, però, viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta Phoney Money, accusato di essere la mente di una truffa internazionale da 20.000 miliardi di lire, ma tutte le accuse verranno archiviate. Dal 1997 riprende i suoi affari in Russia, San Marino, Spagna e Marocco. Sposato con Wilma, medico al Policlinico di Milano, dal 2002 si occupa del ritorno della Democrazia Cristiana in politica. Ferramonti è un uomo di interessi vasti. Ama leggere, viaggiare, Caravaggio, Siddharta, Blade Runner, e si definisce un appassionato di storia, cultura e politica. Ma è anche un personaggio che ha attraversato decenni di politica italiana, sempre ai “confini della realtà”. Nel 2021, Report lo ha immortalato mentre prometteva “un milione di voti” a Maria Elena Boschi in cambio della caduta del governo Conte. Una millanteria che, come al solito, non ha trovato riscontro nei fatti, ma che ha confermato la sua fama di faccendiere politico. Nel 2023, è stato indicato come la fonte di un messaggio WhatsApp che diffondeva voci infondate sulla paternità di un figlio della deputata Rachele Silvestri, coinvolgendo il ministro Francesco Lollobrigida. Una polemica che ha portato a richieste di test di paternità al ministro.
Oggi, Ferramonti è tornato alla ribalta come uno dei punti di riferimento del progetto di Vannacci. Il nostro amico, d’altronde, ha sempre navigato tra politica, massoneria e affari, sfruttando le sue conoscenze per tessere reti di influenza. Ma c’è di più. Ferramonti non è solo un ex leghista o un faccendiere. E' anche il Gran Maestro Aggiunto della nuova P3, la loggia che si proclama erede simbolica della P2 di Gelli. Nel dicembre 2019, il generale romeno Bartolomeu Constantin Savoiu – autoproclamato erede spirituale di Gelli – ha annunciato la nascita della nuova P3 in un video pubblicato sul canale YouTube della Grande Loggia Nazionale Romena. Al suo fianco come vice c’era proprio Ferramonti, nominato Gran Maestro Aggiunto. Già negli anni ’90, Ferramonti era stato al centro di una presunta organizzazione segreta, la Lobbyng, indagata dalla Procura di Aosta per influenzare nomine governative e promozioni nell’amministrazione statale. Anche in quel caso, l’inchiesta si concluse con un’archiviazione, ma lasciò dietro di sé domande irrisolte sugli intrecci tra politica, massoneria e servizi segreti. Ha frequentato Berlusconi, ha collaborato con Bossi e Miglio, ha avuto rapporti con Gelli e De Chiara. Ora che il quadro è completo non ci resta che metterci comodi e goderci lo spettacolo. Il Generalone ora è uscito allo scoperto e già due suoi uomini all’interno della Lega, Edoardo Ziello e Roberto Sasso, hanno fatto lo stesso votando contro il decreto per gli aiuti all’Ucraina, ma contiamo sul fatto che Vannacci in questo periodo abbia tessuto sapientemente la tela del suo complotto, ma ogni cosa, a suo tempo.