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Risse, coltellate e dirette social:
cosa sta succedendo nella faida
tra rapper milanesi

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

17 giugno 2022

Risse, coltellate e dirette social: cosa sta succedendo nella faida tra rapper milanesi
Milano è diventata teatro dello scontro aperto tra i gruppi che sostengono Simba la Rue e Baby Touche. La guerra tra le due fazioni si è trasferita dal mondo dei social alla vita reale, con un'escalation di violenza che sembra non volersi fermare. Prima il dissing, poi il rapimento con annesso pestaggio dell’uno, e infine, per il momento, l’accoltellamento dell’altro. Ma tutto può ancora succedere

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Tra i rapper Simba La Rue e Baby Touche non corre buon sangue da tempo. Partendo dal “dissing” che uno dei due avrebbe rivolto all’altro all’interno di una canzone, la situazione ha iniziato a precipitare, sfociando in gravi atti di violenza fisica. Seguendo il racconto dei filmati condivisi sui social, Baby Touche sarebbe stato accerchiato e aggredito da un gruppo di persone, che poi lo avrebbero costretto a salire a bordo di un’auto. Nel veicolo in corsa è stato ripreso con il volto tumefatto e sanguinante, mentre veniva preso in giro e incitato a salutare i propri fan. Samir, un amico di Baby Touche, ha raggiunto immediatamente Milano promettendo vendetta, rivolgendosi direttamente a Simba La Rue: “In 10 per un ragazzo, tu sei un uomo? Preparati, ride bene chi ride ultimo Sto arrivando a scop**ti figlio di put***a, a te, tua madre e tutta la tua razza, figlio di put***a. Ti sei messo in un bel guaio, adesso scoprirete Padova. Domani io vado in carcere figlio di put***a, domani sono in carcere figlio di tr**a". Parole che lasciano ben intendere chi potrebbe celarsi dietro il rapimento di Baby Touche.  

Non molti giorni dopo Simba La Rue è stato accoltellato a Treviolo, in provincia di Bergamo. Le forze dell’ordine, che stanno indagando sull’aggressione, hanno ragione di credere che il fatto sia collegato alla tensione venutasi a creare recentemente tra le due gang. Il rapper, che si trovava in via Aldo Moro in compagnia della sua fidanzata, è stato avvicinato da un’auto con a bordo l’umo che, dopo essersi avventato su di lui, si è dato alla fuga. Gli abitanti della zona, allertati dalle urla, hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Simba La Rue, trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo in codice rosso, non è in pericolo di vita. 

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Baby Touche nel video Instagram dell'aggressione

Una persona vicina al rapper Baby Touche, nelle ore successive all’aggressione, ha condiviso una storia Instagram in cui avrebbe rivendicato il gesto: “Volevi Samir e hai avuto Samir, ora fai una diretta e riprenditi in faccia: sono venuto da te con le palle quadrate, senza venti persone, perché i problemi si risolvono faccia a faccia, non in gruppo. Ci sono stati errori da entrambi i gruppi. Ora hai pagato e la storia finisce”. 

Baby Touche ha in seguito lanciato un lungo e accorato appello sui social, dove prende le distanze da quanto accaduto a Simba La Rue: “Ascoltatemi bene. Io faccio musica e voglio fare musica. Tutto il resto lasciatelo lontano da me, io non faccio quello e non voglio fare quello. Non voglio fare la guerra. Mi sono svegliato come voi e ho visto queste pagine, non sapevo un ca**o anche io. Siamo tutti artisti, siamo bravi ragazzi e con un gran cuore. Siamo partiti tutti da uno stesso obiettivo: volevamo fare soldi e fare la musica per portare soldi a casa. Nessuno di noi vuole vedere nostra madre piangere, queste cose diventano grandi e non finiscono più. È un botta e risposta, botta e risposta, botta e risposta. Voglio che queste cose si chiudano perché poi si arriva alla morte. Per me era tutto già chiuso quando è successo quel fatto, ma io voglio fare la musica, non sono un ragazzo che vuole fare la strada”. E ancora: “Io spero che queste cose finiscano. Spero di beccarmi con chi c’entra veramente, parlarci faccia a faccia, stringerci la mano. Siamo marocchini, siamo noi. Tua madre potrebbe essere mia zia. Parlo con qualunque di voi. È brutto che tua madre o mia madre piangano perché non ci siamo più. Non sono film, io sono stato sequestrato. Son cose che succedono. Tutti pensano che son cose che non possono accadere e invece succedono. Son stato sequestrato, non manca tanto a uccidere una persona o tagliargli una gamba. Spero che tutti voi capiate. Vediamoci e parliamoci per piacere, son cose che devono finire. Non voglio fare questo nella mia vita. Da parte mia basta, non ne faccio parte”. 

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