Ci è voluto poco. Pochissimo. Ancora il sangue caldo sull'asfalto di Modena, ancora i feriti in ospedale, e già la macchina della propaganda era in moto. Tutto è politica in Italia, anche una tragedia. E ogni scusa è buona per raccattare qualche consenso. Lo dimostrano le reazioni all'attentato compiuto ieri a Modena, con un uomo che a folle velocità si è lanciato con la sua auto sulla folla in pieno centro. A dare inizio a tutto è stato il nome dell'attentatore, Salim El Koudri, 31 anni, di chiara origine straniera ma nato in Italia e in possesso di cittadinanza italiana. Ma Matteo Salvini non si è fatto sfuggire l'occasione. Su X ha subito scritto: "Salim El Koudri. Questo il nome del criminale 'di seconda generazione' che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti. Fermato da coraggiosi cittadini nonostante avesse un coltello, è stato arrestato. Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame. In attesa di ulteriori informazioni da parte delle Forze dell'Ordine, una cosa è certa: in troppe città italiane l'integrazione delle cosiddette 'seconde generazioni' è fallita. Altro che 'ius soli' o cittadinanze facili, bisogna proseguire con ancora più determinazione sulla strada di permessi di soggiorno revocabili in caso di reati gravi. Certe persone non sono assolutamente integrabili, inutile che per motivi ideologici qualcuno neghi la drammatica evidenza". Ma quale permesso di soggiorno, a distanza gli ha risposto il suo stesso collega al governo, Antonio Tajani, che al congresso di Forza Italia ha detto: "Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell'evento di ieri a Modena non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano".
E poi c'è l'altra parte della storia, quella che Salvini non racconta. A bloccare El Koudri non c'è stato solo Luca Signorelli, il cittadino italiano giustamente elogiato da tutti — e che merita ogni riconoscimento. Dopo di lui sono accorsi due cittadini egiziani e alcuni negozianti pakistani della via. Lo ha detto il sindaco Massimo Mezzetti arrivando in ospedale: "Tra quelli che lo hanno immobilizzato c'erano cittadini stranieri. Non bisogna mai generalizzare". Eroi con nomi stranieri, che smontano immediatamente la narrazione e la generalizzazione dei sovranisti da tastiera. Ovviamente non poteva mancare Vannacci che ha scritto: "Quante Modena dovranno ripetersi per capire che ci vuole la remigrazione". Utile per rilanciare la sua agenda politica, peccato che, come già detto, l'uomo non fosse un immigrato. Il leader di Azione Calenda li chiama "sciacalli a due zampe". Il sindaco di Modena parla di "avvoltoi". Il concetto è sempre quello. E alla fine di tutto rimane il dolore di una comunità che il suo sindaco ha chiamato all'appello: "Vi invito a venire tutti alle 19 in piazza Grande. Uniamoci in un grande abbraccio collettivo. Modena ne ha bisogno. In questo momento drammatico bisogna che la città si unisca contro chi vuole dividere, seminare odio, creare divisioni. Non abbiamo bisogno di questo".