Il rombo di un motore ha squarciato la tranquillità del sabato pomeriggio modenese. Una Citroen C3 grigia, proveniente da Largo Garibaldi, ha percorso a tutta velocità via Emilia falciando tutto ciò che ha trovato sulla sua strada, per poi schiantarsi contro una vetrina. Secondo le ultime ricostruzioni, i feriti sono almeno sette, di cui tre in modo grave. Tra i casi più seri vi è una donna che ha subito l'amputazione di entrambe le gambe dopo essere stata schiacciata tra l'auto e la parete di un esercizio commerciale. Lei e un altro ferito grave — entrambi sulla cinquantina — sono stati trasferiti in elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna. Gli altri feriti sono stati trasportati all'ospedale modenese di Baggiovara.
L'uomo alla guida dell'auto è Salim El Koudri, trentunenne italiano di origini marocchine, nato a Seriate in provincia di Bergamo e residente a Ravarino, nel modenese, laureato in Economia ed incensurato. Dopo essere sceso dall'auto ha imbracciato un coltello e tentato la fuga, aggredendo Luca Signorelli, un passante che lo aveva inseguito per fermarlo. Signorelli, ancora sanguinante per una coltellata ricevuta, ha raccontato a Sky TG24: "Un primo fendente sono riuscito ad evitarlo, l'altro l'ho preso. Poi gli ho bloccato il polso e l'ho neutralizzato, con l'aiuto di altre persone arrivate nel frattempo".
Per le modalità, il fatto richiama inevitabilmente alla memoria analoghi episodi in cui veicoli sono stati usati come armi contro la folla: dall'attacco sul lungomare di Nizza del 2016, in cui un camion uccise 86 persone durante i festeggiamenti del 14 luglio, al mercatino di Natale di Berlino dello stesso anno, fino agli attentati di Barcellona e Stoccolma del 2017. Eppure, secondo quanto riferito, gli investigatori tenderebbero a escludere la pista del terrorismo internazionale. Durante l'interrogatorio, El Koudri avrebbe dichiarato di aver agito "per rancore perché si sentiva bullizzato". In passato l'uomo è stato in cura per problemi psichiatrici presso una struttura di Castelfranco Emilia, ed è risultato negativo ai test per alcol e sostanze stupefacenti. Le indagini restano comunque aperte e, per non escludere alcuna ipotesi, inclusa quella terroristica, si è mossa la Dda di Bologna, coordinata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi.