Secondo Giuseppe Prezzolini l’Italia era un Paese in cui i furbi fregavano i fessi, ma di furbi se ne vedono ormai ben pochi. L’ultimo dei furbi, forse, è stato Matteo Renzi, ai tempi dello “stai sereno” rivolto al fesso (giusto per restare nelle parti stabilite dal grande scrittore italiano, per amore di canovaccio e non per altro) Gianni Letta. Di fessi, invece, ce ne sono ancora tanti. Quasi tutti fuori dalla politica. Sono persone che lavorano e pagano le tasse, direbbero oggi e dicevano ieri, da Massarenti a, ahimè, Pippo Civati. I fessi sono, secondo Marco Flores d’Arcais, i nuovi individui libertari, i legalisti che di libertario hanno ben poco e forse pure di individuale, se non la tendenza a non rompere le uova nel paniere (uova che invece non hanno problemi a cedere, gratuitamente, allo Stato; come direbbe Totò: “Est, est, est… Mah”). Sta di fatto che c’è una terza categoria che non può essere quella dei furbi, che fregano, e quella dei fessi, che si fanno fregare. È la categoria di quelli che sono semplicemente delle grandi fregature. L’ultimo a unirsi alla lista è il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, finito sui giornali per una rivelazione, quella della presunta amante Claudia Conte che in un’intervista a Money.it “non può negare” una relazione con il ministro, sposato e padre di due figlie. Pare che lui, non troppo sorpreso dalla rivelazione, abbia tranquillizzato la premier Giorgia Meloni.
Si stanno facendo ritratti di lei, della moglie di lui e speriamo non ne escano anche delle sue povere figlie. Si stanno proponendo paragoni, non da ultimo quello con un altro ministro meloniano, Gennaro Sangiuliano. Ma è il ritratto degli italiani che alla fine ci interessa. Appunto, né furbi né fessi, ma grandi fregature. A partire da chi, indignato, pensa di poter premere su questo scandalo fiorente senza rischiare di impollinarsi il naso annusando troppo da vicino. Ci saranno colleghi che scaricheranno il ministro (solo ora) e politici dell’opposizione che proveranno a raccattare voti cavalcando il gossip, nella speranza appunto che non siano poi i propri scheletri nell’armadio a rilasciare un’intervista a Money. Grandi fregature anche gli italiani che tra un referendum e una guerra in Medio Oriente si rivelano ancora una volta per nulla schizzinosi e inclini alla polemica quotidiana, di cui non si butta via niente, anche infognandosi nelle vicende più torbide e più italiane, mettendo le teste sotto le lenzuola del personaggio di turno. Una gran fregatura sono, infine, proprio i nostri cari ministri, che avrebbero dovuto importare in Italia quel conservatorismo un po’ tolkieniano, un po’ inglese, in giacca e cravatta, fatto di libri e focolari. Invece con questi ministri si finisce sempre più spesso a parlare di flauti (come quello di Pan di Alessandro Giuli) e mutande.