Non dite che non ve l’avevamo detto. E con largo anticipo rispetto a tutti! L’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio è ora ufficialmente fuori dalla lista del cda che verrà presentata oggi pomeriggio alla riunione del board. Ma perché? Evidentemente l’intercettazione tra lui e Gaetano Caltagirone di Mediobanca registrata dalle toghe milanesi che stanno lavorando all’inchiesta sulla scalata a Mediobanca è troppo ingombrante. Naturalmente sarà la giustizia a decidere in questo caso e per il momento non c'è nessuna sentenza. Si parla di accuse, però, comunque vada l’inchiesta, potrebbero essere per il breve termine una macchia di fango mediatica troppo estesa da lavare via con un solo colpo di spugna. Aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza legati alla proposta di acquisizione di Mediobanca da parte di Mps. Più che altro troppo chiasso a livello internazionale, dato che come dicevamo se ne è parlato anche sul Financial Times, oltre ad un pessimo clima interno alla banca.
E’ risaputo quanto Giorgia Meloni ci tenga a non attirare eccessivamente l’attenzione della finanza internazionale sui problemi di casa propria, soprattutto quando Mps, l’avamposto del governo nel settore creditizio, risulta in una posizione alquanto bizzarra. Il valore del fatturato di Mps, pari a 3.57 miliardi al 2024, è davvero molto sproporzionato rispetto alla sua capitalizzazione di mercato (il suo valore in Borsa), pari a circa 28 miliardi di euro. Un rapporto 1 a 7 che fa sorgere parecchi interrogativi, dato che banche dal fatturato ben superiore, come ad esempio Bnp Paribas che vanta un fatturato al 2024 pari a 48 miliardi di euro, in borsa ne vale 94, quindi quasi il doppio, ma un rapporto 1 a 7 è qualcosa che si intravvede forse solo per qualche fortunatissima Big Tech della Silicon Valley. Ad ogni modo, come si scrive sul Giornale la decisione finale di fare fuori Lovaglio è arrivata ieri sera tardi, dato che comunque non sembra essere stata facile. Difficile per i consiglieri assumersi la responsabilità di silurare niente di meno che l’amministratore delegato. Alla fine, però è accaduto e ora sono 20 i nomi che saranno presentati domani e portati in assemblea il 15 aprile.
Sarà un mese interessante e particolarmente teso dato che da Francoforte la Banca Centrale Europea manterrà il binocolo puntato sull’antica banca senese. Ora non basterà più l’endorsement del tesoro e una certa competenza, ma i criteri di selezione dovranno essere rafforzati in quanto a sapienza tecnica in finanza, governance, regolazione e digitale. A livello teorico, pensare che Lovaglio venga ripescato non si può escludere, dato che comunque, può ancora contare sulla sua lista di azionisti capeggiati da Giorgio Girondi, oltre agli uomini di Delfin e Assogestioni. Inoltre, secondo la nuova legge Capitali il 40% dei 15 consiglieri dovrà essere donna, tre posti riservati alle minoranze e la lista del Cda deve ottenere due terzi dei voti.