image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

6 settembre 2026

Xiaomi presenta il suo nuovo smartphone fold solo in Cina ma ormai è già la nuova Apple

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

6 settembre 2026

Il nuovo Xiaomi 18 Fold è soltanto la ciliegina sulla torta. A Cupertino farebbero bene a preoccuparsi di questa azienda cinese che è riuscita a fare quello che Apple non è mai riuscita a fare: creare un ecosistema hi-tech che, per adesso, include smartphone, automobili e produzione di chip. Perché Xiaomi è diventata la nuova Apple

Foto: Ansa

Xiaomi presenta il suo nuovo smartphone fold solo in Cina ma ormai è già la nuova Apple

Il conto alla rovescia è terminato. Nel momento in cui starete leggendo questo articolo Xiaomi avrà presentato in Cina il nuovo Xiaomi 18 Fold, uno smartphone pieghevole con cui il colosso cinese prova ancora una volta a dimostrare che il futuro del telefono non deve necessariamente essere scritto da Apple e Samsung. La novità più evidente è il formato: invece di seguire la strada ormai consolidata dei foldable alti e stretti, Xiaomi ha scelto un'impostazione mid-fold, con un dispositivo che da chiuso ricorda per dimensioni un passaporto e che, una volta aperto, mette a disposizione uno schermo interno da 7,58 pollici. Il display esterno dovrebbe essere da 5,38 pollici, con entrambi gli schermi caratterizzati da un rapporto vicino a quello del formato cartaceo √2:1, una scelta pensata per rendere più naturale la lettura, il multitasking e la visione dei contenuti. Ma il vero elemento destinato a far parlare del 18 Fold è quello che si trova sotto la scocca: per la prima volta Xiaomi porterà su un suo smartphone pieghevole il nuovo XRing O3, processore proprietario realizzato con processo produttivo a 3 nanometri, con CPU a 10 core, GPU G2-Ultra NX a 16 core e supporto alle memorie LPDDR6. Secondo le anticipazioni, il telefono dovrebbe inoltre integrare una fotocamera Leica a triplo sensore, mentre alcune indiscrezioni parlano di un sensore principale da 200 megapixel e di una batteria da circa 6.000 mAh, con ricarica cablata da 67 W e wireless da 50 W: dati, questi ultimi, che dovranno però essere confermati ufficialmente. Il debutto sarà per ora esclusivamente cinese e Xiaomi non ha annunciato una disponibilità internazionale.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Dope China! 🇨🇳 (@dope.china)

Il 18 Fold è in realtà per noi il punto di partenza per raccontare che cosa diavolo sta riuscendo a fare Xiaomi. Prendiamo la scelta del nuovo XRing O3: rappresenta un ulteriore passo verso l'integrazione verticale dell'azienda, che vuole progettare internamente una parte sempre maggiore della tecnologia che alimenta i propri prodotti. La storia di Xiaomi, del resto, è quella di un'azienda che ha costruito la propria fortuna in maniera sui generis, entrando prima in mercati affollati per conquistare il cuore di milioni di consumatori, e poi utilizzando quella base per entrare in categorie completamente diverse. Fondata a Pechino nel 2010 dal brillante Lei Jun, Xiaomi non nacque nemmeno come produttore di smartphone: il primo prodotto fu MIUI, un'interfaccia Android sviluppata per attirare una comunità di utenti e raccogliere direttamente suggerimenti e indicazioni sui prodotti. Nel 2011 arrivò il primo telefono, il Mi 1, venduto a 1.999 yuan, meno della metà del prezzo di molti concorrenti dotati di hardware comparabile. Nel giro di pochi anni Xiaomi divenne uno dei principali produttori cinesi, salvo poi attraversare una pesante crisi nel 2016, quando problemi nella catena di approvvigionamento e un modello commerciale troppo dipendente dall'online fecero precipitare le vendite. Fu proprio quella crisi a spingere Lei Jun a cambiare strategia. Xiaomi cominciò così a costruire una rete di negozi fisici e, soprattutto, a trasformarsi da azienda di telefoni in ecosistema di prodotti: televisori, aspirapolvere robot, purificatori d'aria, frigoriferi, lavatrici, condizionatori, smartwatch, cuffie, router, lampade e centinaia di altri dispositivi collegati alla stessa piattaforma. Una trasformazione studiata anche da Harvard Business Review, che ha descritto la crescita di Xiaomi come un caso di “strategic coalescence”: l'azienda ha messo insieme consumatori, partner, hardware e servizi per creare un ecosistema nel quale l'acquisto di un prodotto rende più naturale comprarne altri. Quando HBR analizzò il fenomeno, Xiaomi era già diventata nel 2020 il più grande gruppo consumer IoT al mondo, con oltre 210 milioni di dispositivi IoT venduti in più di 90 Paesi. Oggi quella strategia ha raggiunto una scala completamente diversa. Nel secondo trimestre del 2026 Xiaomi contava 1,16 miliardi di dispositivi IoT connessi, 766,5 milioni di utenti attivi mensili a livello globale e aveva mantenuto il terzo posto mondiale negli smartphone per il 24esimo trimestre consecutivo. Nello stesso periodo ha venduto 104.199 automobili (eh si, c'è anche l'automotive da tenere in considerazione), mentre le spese in ricerca e sviluppo sono salite del 18,9% annuo a 9,2 miliardi di yuan nel solo trimestre.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Dope China! 🇨🇳 (@dope.china)

Chissà cosa sta pensando Apple di Xiaomi. Per anni la creatura di Lei Jun è stata considerata una sorta di copia cinese della società di Cupertino: interfaccia ispirata a iOS, negozi dal design minimalista, presentazioni di Mr. Lei con maglietta nera e jeans e smartphone capaci di offrire molto hardware a prezzi inferiori a quelli dell'iPhone, e altre scimmiottature simili. Oggi, però, la situazione si sta ribaltando e Xiaomi sta tentando di fare ciò che Apple non è riuscita a portare a termine: trasformare l'ecosistema tecnologico in un impero che comprende anche l'automotive. La differenza è particolarmente evidente sul fronte delle auto. Apple ha lavorato per anni al progetto Titan, prima di abbandonare definitivamente l'idea di produrre un'automobile; Xiaomi ha annunciato il proprio ingresso nel settore nel 2021 e appena tre anni dopo ha lanciato la SU7. Nel 2025 ha consegnato oltre 410.000 veicoli, più del triplo rispetto ai 136.000 del 2024, mentre nel secondo trimestre del 2026 le consegne sono arrivate a 104.199 unità. Il passaggio successivo riguarda i semiconduttori. Con l'XRing O1 e ora con l'O3 a 3 nanometri, Xiaomi sta cercando di ridurre la dipendenza dalla tecnologia sviluppata da altri, proprio come Apple ha costruito un enorme vantaggio competitivo progettando internamente i propri chip. Ma Xiaomi vuole spingersi oltre: ha presentato anche XRing O100, acceleratore AI a 6 nanometri destinato a lavorare con i suoi modelli linguistici, e XRing D100, chip a 3 nanometri destinato alla guida autonoma. Secondo il South China Morning Post, questa strategia rientra nella volontà di trasformare Xiaomi in un vero gruppo deep-tech, con investimenti massicci in chip, sistemi operativi e intelligenza artificiale. L'IA è infatti diventata un altro pilastro della strategia: Xiaomi ha previsto oltre 60 miliardi di yuan, circa 8,8 miliardi di dollari, di investimenti nell'intelligenza artificiale nei tre anni successivi, mentre il modello MiMo-V2.5-Pro ha raggiunto risultati ai vertici nei benchmark dedicati ai sistemi open source. Il risultato è un modello industriale che Apple non ha mai costruito fino in fondo: telefono, sistema operativo, IA, chip, elettrodomestici, dispositivi IoT e automobile progettati per funzionare dentro lo stesso ecosistema.

More

Abbiamo provato uno smartphone in Corea del Nord, ma come funziona? Android (modificato), app autorizzate e no chiamate internazionali: vi raccontiamo il viaggio nell'Internet "speciale” di Kim Jong-un

di Federico Giuliani Federico Giuliani

telefono casa?

Abbiamo provato uno smartphone in Corea del Nord, ma come funziona? Android (modificato), app autorizzate e no chiamate internazionali: vi raccontiamo il viaggio nell'Internet "speciale” di Kim Jong-un

Ma davvero il Galaxy Z Fold è lo smartphone dell'anno? Samsung ce la vende così e c'è chi dice che ha fregato pure Apple con un modello innovativo, ma Huawei (bannata in Ue) ci aveva già pensato

di Federico Giuliani Federico Giuliani

La guerra dei telefoni pieghevoli

Ma davvero il Galaxy Z Fold è lo smartphone dell'anno? Samsung ce la vende così e c'è chi dice che ha fregato pure Apple con un modello innovativo, ma Huawei (bannata in Ue) ci aveva già pensato

Tag

  • Attualità
  • Esteri
  • chip
  • intelligenza artificiale
  • tecnologia
  • Apple
  • iPhone
  • Cina
  • Smartphone

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: le indiscrezioni su revisione Stasi e consulenza Catanesi? Vanno comprese, ma è ancora di Lovati la vera cannonata sibillina

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: le indiscrezioni su revisione Stasi e consulenza Catanesi? Vanno comprese, ma è ancora di Lovati la vera cannonata sibillina
  • Avete visto il nuovo Suv di lusso cinese da 31mila dollari di Xiaomi? Pavimento riscaldato, proiettore, frigorifero, sedili girevoli: signori, ecco la SkyNomad

    di Federico Giuliani

    Avete visto il nuovo Suv di lusso cinese da 31mila dollari di Xiaomi? Pavimento riscaldato, proiettore, frigorifero, sedili girevoli: signori, ecco la SkyNomad
  • Delitto di Garlasco: dopo quella frase dell’avv. Aiello su De Rensis e Bocellari la politica non può più tacere

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: dopo quella frase dell’avv. Aiello su De Rensis e Bocellari la politica non può più tacere
  • Omicidio Liliana Resinovich: trovata la lettera (senza giri di parole) che Claudio Sterpin aveva lasciato prima di morire

    di Morena Zapparoli Funari

    Omicidio Liliana Resinovich: trovata la lettera (senza giri di parole) che Claudio Sterpin aveva lasciato prima di morire
  • Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141
  • Delitto di Garlasco: Lovati sapeva? Il prof. Giarda aveva fatto un sogno inquietante (se riletto ora)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Lovati sapeva? Il prof. Giarda aveva fatto un sogno inquietante (se riletto ora)

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Mamma e figlia avvelenate a Natale: proroga delle indagini inevitabile? Agli inquirenti resta solo una grande domanda (su Gianni)

di Emanuele Pieroni

Mamma e figlia avvelenate a Natale: proroga delle indagini inevitabile? Agli inquirenti resta solo una grande domanda (su Gianni)
Next Next

Mamma e figlia avvelenate a Natale: proroga delle indagini inevitabile?...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy