image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

20 anni fa il Grande Fratello 1:
quando cominciò il disagio
della civiltà moderna

  • di Moreno Pisto Moreno Pisto

30 agosto 2020

20 anni fa il Grande Fratello 1: quando cominciò il disagio della civiltà moderna
Dal Grande Fratello alle storie di Instagram e ai Tik Tok il filo è continuo. E da un'intervista di Marina La Rosa al Fatto Quotidiano capiamo un po' di cose: per esempio che la gente ha bisogno sempre di etichettarti ma che l'incoerenza è una qualità. E che alla fine ciò che conta è l'oblio, altro che le telecamere

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Vent'anni fa cominciava il disagio della civiltà moderna. Vent'anni fa cominciava il Grande Fratello edizione 1 (esattamente il 14 settembre). Quello con Rocco Casalino sì, Pietro Taricone, Marina La Rosa. Io l'inizio di questa storia la vedo in una trasmissione appena precedente, Tempi Moderni, non a caso sempre condotta dalla Bignardi. È un filo che si dipana nel tempo: questo programma, poi il GF, poi facebook, poi i selfie, instagram, le storie, lo sdoganamento totale e graduale del facciamoci i cazzi di perfetti sconosciuti (amici o no che siano) e mettiamo in mostra i nostri.

Proprio Marina La Rosa, oggi, è stata intervistata dal Fatto Quotidiano da Alessandro Ferrucci. Dice che erano tutti inconsapevoli (come lo eravamo noi) di quello che realmente stava succedendo e che una prima avvisaglia la ebbe quando la produzione tolse tutti i marchi dai prodotti dopo che Casalino aveva tirato fuori uno yogurt dal frigo e detto alla telecamera: "Mangiatelo, è buono". Che il più lucido era Pietro Taricone e che fu lui a dirle, prima che lei uscisse dalla Casa, "sii forte", perché aveva capito che lì fuori li avrebbero sbranati. Infatti La Rosa racconta che, subito dopo, si è ritrovata etichettata, massacrata, attaccata e che i provini che faceva iniziavano e finivano con avance pesanti.

La morale, gli chiede Ferrucci? "Che il pubblico ha la necessità di incasellarti". Quanto è vero. Oggi ce ne rendiamo conto più che mai: devi targettizzare, geolocalizzare, nelle riunioni ti senti continuamente rivolgere la domanda: a chi ti rivolgi? chi vuoi colpire? chi vuoi essere? Come se la moltitudine e l'incoerenza siano caratteristiche deprecabili. Mai sia. Rivendico il diritto di essere quando questo quando quello e quando pure quell'altro. Il giornalista del Fatto chiede a Marina La Rosa: e oggi? Lei risponde: "Pochi giorni fa ero in montagna con i miei figli, giocavamo a nascondino. Dopo un po' si avvicina un signore che mi dice: mia moglie ti ha riconosciuta, vorrebbe salutarti e domandarti cosa fai ora. E io: gioco con i miei figli".

Alla fine è la ricerca dell'oblio ciò che in qualche modo ci rassicura: che qualsiasi sia la nostra esposizione, voluta o imposta da qualcun altro, qualsiasi sia il nostro ruolo o lavoro, non smetteremo mai di desiderare uno spazio tutto nostro, privato, dove nessuno ci vede. Alla faccia delle telecamere e, adesso, degli schermi degli smartphone. Mi viene in mente quella canzone che fa: chi sei davvero quando nessuno ti vede? Già, chi sei, chi siamo?

Sopra, il best del GF1

Vedi anche

Rocco Casalino e la paparazzata con Gabriele Rossi: aridatece il gossip della prima Repubblica

Vedi anche

Quattro anni senza Tommaso Labranca (che ci sembrano quaranta)

Tag

  • Rocco Casalino
  • Video virale
  • video

Top Stories

  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima

    di Irene Natali

    Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima
  • Il figlio di Riccardo Muti finisce nella guerra contro Beatrice Venezi al Teatro La Fenice. La bomba degli orchestrali: “90 mila euro per tre anni”. E poi quello strano contratto tra Fondazione e un’altra agenzia (indovinate di chi?)

    di Riccardo Canaletti

    Il figlio di Riccardo Muti finisce nella guerra contro Beatrice Venezi al Teatro La Fenice. La bomba degli orchestrali: “90 mila euro per tre anni”. E poi quello strano contratto tra Fondazione e un’altra agenzia (indovinate di chi?)

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Appunti di felicità. "Impariamo dai greci: non si fotografa una stella cadente"

di Ilaria Gaspari

Appunti di felicità. "Impariamo dai greci: non si fotografa una stella cadente"
Next Next

Appunti di felicità. "Impariamo dai greci: non si fotografa...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy