Alessandro Cattelan prossimo giudice al serale di Amici, in partenza sabato 21 marzo su Canale 5. Pare ormai cosa fatta, in attesa dell’annuncio ufficiale: del resto, non è un mistero che la De Filippi fosse interessata, la notizia era già nell’aria da mesi. Ruolo che arriva dopo la fine dell’esperienza in Rai, e non si capisce se serva a Maria De Filippi per rinnovare il programma, o ad Alessandro Cattelan per rientrare in gioco con un pubblico che non sia da rete digitale. Per “sporcarsi di sugo”, citando la Bibbia delle nozioni televisive imprescindibili: Cattelan passa così dal fighettismo dei suoi programmi, alle liti tra i professori del talent.
Alessandro Cattelan è notoriamente raccontato per essere “quello bravo” della tv: dai tempi di Mtv, a quando è arrivato a X Factor per far vedere com’è che si fa, quando hai tra le mani uno show internazionale. Con il passaggio del talent show a Sky, sotto i nostri occhi si avverava una sorta di miracolo in formato piccolo schermo: finalmente la prima serata a un conduttore giovane che teneva i tempi, ne capiva di tv, ne capiva pure di musica e soprattutto, non era Francesco Facchinetti. Da quel successo, Sky gli affidò un late show, E poi c’è Cattelan, in cui gli autori gli cucirono addosso un programma di seconda serata sul modello dei vari David Letterman, Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon e compagnia.
In fama di essere appunto “quello bravo”, nel 2022 Alessandro Cattelan è approdato in Rai: ed è qua che si è schiantato sul pubblico nazionalpopolare. Prima serata, seconda, Dopo Festival: parecchie occasioni, ascolti sempre tiepidi. Quando è volato, ironia della sorte, gli è riuscito grazie alla sua nemesi: il traino di Stefano De Martino con Stasera Tutto è Possibile su Rai 2.
Di occasioni ne ha avute parecchie, Alessandro Cattelan a Viale Mazzini: in Rai però, la fama di essere “quello bravo” ha generato se stessa. Si è riprodotta per mitopoiesi, senza essere supportata, allo stesso tempo, da risultati soddisfacenti in termini di ascolti. Nel frattempo, mentre il contratto scadeva, Cattelan approdava sul bancone di Italia’s Got Talent, anche lì come giurato.
Ecco dunque che Maria De Filippi lo riporta nella tv generalista, in cui qualcuno sostiene sia fin troppo “alto” per un pubblico dai gusti tanto poco sopraffini: questo sempre perché Alessandro Cattelan è il bravo della classe che studia internazionale, dai comici e dai late show d’oltreoceano. Vero, ma è anche tempo di tirare fuori la verità per cui chi sostiene questa tesi, non è ancora pronto: certi riferimenti di Alessandro Cattelan sono gli stessi di Paolo Bonolis. Non è un caso che Bonolis, parecchio tempo addietro, venne criticato da Luttazzi perché reo di avergli “rubato” una battuta, a sua volta parecchio ispirata a George Carlin. La differenza dunque, non sono tanto i riferimenti internazionali: è che Bonolis sa guardare alla scorrettezza d’oltreoceano, ma nascondendo bene il tutto sotto una coltre di Alberto Sordi. Gli riesce insomma di sintonizzarsi sul pubblico, pur utilizzando una dialettica che oscilla tra il linguaggio più popolare e, subito dopo, quello alto che, al contrario, sulla carte è tutt'altro che popolare.
Con Alessandro Cattelan invece, questa sintesi non si è mai realizzata: ma se davvero non avesse nemmeno voglia di provarci, come spesso ha lasciato intendere, il capitolo Canale 5 non sarebbe stato nemmeno in discussione. Finito dunque il modello Jimmy Fallon?
Aneddoto personale: circa una decina di anni fa, la sottoscritta intervistava per un sito ormai in disgrazia, un Alessandro Cattelan in procinto di condurre la serata dei David di Donatello. Il ragazzo arrivò alla Casa del Cinema di Roma, Villa Borghese, in occhiali da sole specchiati e non li tolse durante le interviste (almeno la mia). Mentre cercavo di carpirgli una frase che non sembrasse già scritta, lui andava avanti sparando parole: io intanto, che ero agli inizi, faticavo a interagire senza carpire uno sguardo e speravo di finirla il prima possibile per l'imbarazzo.
Ecco, tolto da un format rigido come quello di X Factor, il personaggio televisivo Alessandro Cattelan è proprio quel momento lì. Lui va per la sua strada e guarda dritto, senza togliere i filtri tra lui e il pubblico: il problema è che chi non deve rimanere per intervistarlo, cambia canale.