Finalmente qualcuno ha ascoltato i twitteri sanremesi: quel qualcuno è Stefano De Martino. Il prossimo conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027 infatti, starebbe pensando a come dare la sua impronta all'evento televisivo dell'anno, e a quanto pare, si fa strada l'ipotesi di una serata dedicata all'Eurovision. Al prossimo giro insomma, anziché mandare in Bulgaria il vincitore di Sanremo 2027, potremmo spedirci il vincitore della serata dedicata all'Eurovision Song Contest.
L'idea sarebbe quella di una serata apposita in cui gli artisti propongono il loro brano, ripensandolo però per l'evento internazionale: portandolo quindi sul palco dell'Ariston con coreografie, effetti speciali, ricchi premi e cotillon. Cioè esattamente come lo immaginano per l'occasione.
A dare la notizia, Dagospia. Ma se in un primo momento sembrava che sarebbe saltata la serata cover, ci ha pensato Repubblica: no, il venerdì dedicato alle cover rimane. La serata Eurovision potrebbe dunque essere la terza: nelle prime due ascolteremmo i pezzi in versione sanremese, poi rivisitati per l'Eurovision, seguirebbero dunque duetti e cover e, al sabato, la finalissima per scoprire il vincitore del Festival.
Spesso si è chiesto un evento apposito per l'ESC, dato che il primo classificato di Sanremo potrebbe non sembrare adatto: pubblico diverso, obiettivi e contesto altrettanto diversi. È altrettanto vero che da quando l'Italia è rientrata a tutti gli effetti nella competizione nel 2011, con le eccezioni di Emma e Francesca Michielin (a cui avevano ceduto il posto gli Stadio), è sempre rientrata nei primi dieci posti. Tutti brani che arrivavano proprio dalla riviera ligure, incluse quella Soldi di Mahmood che aveva sfiorato la vittoria e Zitti e Buoni dei Maneskin che, invece, era riuscita a portare il baraccone in Italia per l'edizione del 2022.
A proposito di Maneskin poi, sarebbe prevista anche la reunion al Festival 2027, come ha annunciato Fiorello durante La Pennicanza. Non è un mistero del resto, che Stefano De Martino si stia facendo affiancare da Fabrizio Feraguzzo per quanto riguarda la direzione musicale: si tratta di uno dei manager musicali più influenti del nostro Paese, nonché proprio colui che aveva curato la produzione di Zitti e Buoni e manager del gruppo che lo aveva scelto dopo aver salutato Marta Donà.
Stefano De Martino dunque, starebbe provando a svecchiare il Festival rispondendo a una richiesta che i suoi coetanei ponevano da anni via social: il contest per l'Eurovision. Allo stesso tempo però, se quanto scrive Repubblica fosse confermato, senza rinunciare alle cover, cioè la serata che spesso si rivela persino la più riuscita. Perché davanti a brani che si somigliano tutti in quanto tragicamente scritti da un pugno di autori che, da soli, firmano gran parte dei pezzi, le canzoni del passato permettono agli artisti di mostrare le loro capacità persino più dei pezzi scritti per loro.
Inoltre, da quanto emerso, parrebbe che De Martino stia anche tentando di ridurre il numero dei brani in gara, altro punto su cui pure i suoi coetanei e non solo, avevano intasato prima Twitter, poi X.
Lo scugnizzo della Rai vuole dimostrare di non essere un pacco: sa che - citando Aldo Grasso - se un salto tanto rapido di carriera non s'era mai visto, ora le aspettative sono altissime. A partire da quelle sul Festival stesso che, davanti a tanta promozione, tutto può permettersi tranne di essere banale. Ma in questo può stare tranquillo: probabilmente ci ricorderemo ancora della soporifera edizione 2026 di Carlo Conti.