Partire per Los Angeles pensando di andare a registrare un programma per La7 e, invece, ritrovarsi a trascorrere due giorni con Jimmy Kimmel. Sono due i Jimmy più importanti del momento, ci racconta Dj Ringo: uno sta a Los Angeles, Kimmel appunto, l'altro a New York, ed è Fallon.
Nel momento in cui il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiara guerra anche ai comici, ne ha già fatto le spese Stephen Colbert con la chiusura del suo talk show, i due Jimmy continuano ad andare per la loro strada senza risparmiarsi. E ce lo racconta proprio Dj Ringo, che non solo ha assistito alle registrazioni del Jimmy Kimmel Live!, ma ha avuto modo di conoscerlo e, adesso, passerà in radio una nuova artista proprio su suo consiglio.
Che ci facevi a Los Angeles? Ma soprattutto: che ci facevi da Jimmy Kimmel?
Io a Los Angelese ci lavoro tre-quattro mesi l'anno. Devo dire grazie a Raffaella Valentini, che è il console americano a Los Angeles e ha organizzato la cena in cui l'ho conosciuto: mi ha fatto un grande regalo. Lì Jimmy mi ha chiesto di andare a vederlo e, il giorno dopo, sono andato di pomeriggio: mi ha ospitato in teatro e sono stato tutto il tempo con lui.
Trump non lo apprezza molto...
La sera che sono andato a vedere Kimmel c'era ospite Ru Paul, ha iniziato con un monologo di cinque minuti, in cui attaccava Trump in maniera molto diretta. Ha fatto anche una gag con un attore, ed era la seguente: alla mano erano cresciuti i capelli, proprio come il ciuffo che Trump ha in testa, e lui adulava la sua mano e finisce col masturbarsi col letto davanti a tutti. Gli ho detto: "Per forza che ti odia", ma lui va dritto per la sua strada. Se deve rischiare, va avanti per la sua strada e fa il suo lavoro bene
Che differenze hai visto rispetto al nostro modo di fare tv?
Senza nulla togliere alla nostra televisione, ma lì il livello è pazzesco. Loro smontano una scena in due minuti, e nel frattempo Jimmy non si ferma: viene verso il pubblico in studio e comincia a interagire: avviene tutto in maniera molto veloce. Mentre, ad esempio, montano una casetta, lui fa un monologo col pubblico. Questi giorni passati lui, mi hanno insegnato molto.
Cosa?
Io in Italia faccio radio, programmi televisivi: pensi di aver raggiunto un buon livello, poi vedi qualcosa così, e torni con i piedi per terra. Sono tornato dicendomi che dovevo riuscire a mettere in atto almeno il 10%. Non me l'aspettavo davvero: ero a Los Angeles a girare un lavoro per La7, e mi sono ritrovato due giorni con lui, a vivere un'esperienza bellissima. Non aveva l'atteggiamento di qualcuno che dà consigli: ho visto che gli piacevo perché sono italiano, lui ha un grande amore perché aveva la nonna di Ischia; mi ha fatto più domande che consigli. È da questo punto di vista che mi ha dato una lezione: perché quando mi chiedeva qualcosa, non era per educazione, ma perché davvero interessato. Era assetato di sapere.
E cosa voleva sapere?
Mi ha chiesto cosa facevo a Los Angeles, gli ho detto che stavo girando un programma e voleva sapere tutto, era proprio interessato. Penso che siamo diventati amici perché lui è un ex collega: ha fatto vent'anni di radio, quindi ci capiamo. Tra l'altro, lui lavorava per la mia radio preferita a Los Angeles, che si chiama K Rock, e mi ha detto che a livello professionale, deve molto alla radio; che se fa televisione in questo modo, così veloce, lo deve proprio alla velocità della radio. Mi ha chiesto che musica, che band, passassimo noi: ti ripeto, mi ha colpito molto che si interessasse a me.
Kimmel ha spesso ospiti musicali, hai preso ispirazione?
Si, ho visto lo spettacolo con i Foo Fighters, che ha fatto cantare in mezzo alla strada di fronte al suo teatro. Ha organizzato tutto lui, che ha sempre ospiti musicali e lancia anche nuovi artisti rock. Mi ha colpito anche come riesce a portarli in tv, dove uno si aspetterebbe di vedere gruppi più pop; invece lui porta artisti alternativi, punk rock, li presenta e li lancia. Mi ha detto che gli è rimasta nel sangue la radio; in questo siamo fratelli.
L'altra sera c'era un'artista fantastica, Ecca Vandal, che adesso passerò a Virgin Radio: posso dire che me l'ha consigliata Jimmy Kimmel.
A proposito: mi puoi anticipare qualcosa sul programma di La7?
Si chiamerà Dream Bike, è la storia di tre talent: un cantante, un attore di Hollywood e una sportiva italiana che hanno in comune una cosa: girano in moto Guzzi. Andrà in onda a settembre e, naturalmente, per girare le parti dell'attore di Hollywood, siamo andati lì. Come programma, si tratta di un lifestyle, ma non posso anticipare di più.
Cosa ti ha detto Jimmy Kimmel quando gliene hai parlato?
Ha voluto vedere le foto della Guzzi, e gli è piaciuto molto questo modello che è la Stelvio. Mi chiedeva se vado davvero in moto, perché loro sono abituati che se in un programma devono fare qualcosa, anche se non ne sono capaci, la imparano: gli ho spiegato allora che sono davvero un motociclista.
Io ne conosco di persone dello spettacolo, però lui mi ha lasciato a bocca aperta.
Cos'è che ti ha colpito tanto?
Qui in Italia mi avrebbero detto di contattare la manager, lui invece mi ha detto: "Questo è il mio numero, chiamami ché ti voglio al mio spettacolo", il giorno dopo ci ha cercato lui per dirci che ci aspettava. Qua se la tirano per due minchiate.