"Please, welcome to the very funny Francesco De Carlo": quasi non sembra vero nemmeno a vederlo, Jimmy Fallon che annuncia Francesco De Carlo al Tonight Show. Del resto, non potrebbe essere altrimenti: Francesco De Carlo infatti, è il primo comico italiano ad esibirsi nel late show americano, considerato una pietra miliare della tv contemporanea e della comicità. Da lì passano gli artisti più famosi; a quello studio aspirano i comici di tutto il mondo.
È il cerchio che si chiude, dato che Francesco De Carlo è cresciuto dentro il movimento di Satiriasi, che voleva portare la stand up comedy in Italia differenziandosi dal cabaret, dai tormentoni e, più in generale, aprire a una comicità più adulta, che affrontasse temi che non trovavano spazio nella nostra tv e nei format più in voga del momento (Zelig e Colorado).
Ecco allora che il monologo di Francesco De Carlo al The Tonight Show with Jimmy Fallon diventa qualcosa di incredibile: ospite prima da Fallon che in un qualche programma televisivo di casa nostra, dove pure si è affacciato negli anni. Occasionalmente, sempre rimanendo un comico pressoché sconosciuto al grande pubblico. Noi di MOW comunque non ce lo eravamo lasciato sfuggire, e vi avevamo raccontato il suo spettacolo esattamente per quello che era: una gran figata.
Dagli inizi in un ex cinema occupato fino a Fallon, quella di De Carlo potrebbe essere davvero la storia del "sogno americano".
La storia inizia in uno stabile occupato: l'ex Cinema Palazzo di San Lorenzo, a Roma. È qui che Sabina Guzzanti lo scelse insieme a Saverio Raimondo ed Edoardo Ferrario nel corso di alcuni incontri sulla satira; chi scrive, ha avuto la fortuna di essere tra il pubblico ed assistere alle loro primissime esibizioni. Da lì, era il 2012, la Guzzanti li portò con sé a La7 nel suo programma Un due tre stella.
Nel frattempo, Filippo Giardina aveva già fondato Satiriasi: è qui che, rimanendo su uno stile molto surreale, De Carlo ha trovato la sua identità artistica. Ma la svolta è arrivata qualche anno dopo, con la scelta di iniziare ad esibirsi in inglese e tentare la via dell'estero: dal trasferimento a Londra, è iniziato un nuovo percorso, finito anche nel racconto ironico di Tutta colpa della Brexit su Rai Tre. Nel frattempo, sono arrivati anche Radio 2, In &Out su Tv8, i locali del tour sono diventati i teatri come il Brancaccio. Lo stile ha abbandonato il nonsense degli inizi di carriera, lasciando però che, quella surrealtà, entrasse comunque nel racconto: con un piede sempre in Italia, sfruttando un accento posticcio che diventa il lasciapassare per conquistarsi la simpatia del pubblico, ma non per questo accarezzarlo.
Palco dopo palco, di Paese in Paese, passando dal Fringe Festival di Edimburgo, il comico italiano che si prende gioco degli stereotipi è diventato internazionale; fino a che, lo scorso settembre, è partito in tour per gli Stati Uniti. Fino a che, addirittura, è diventato il primo comico italiano a sentire il proprio nome pronunciato da Jimmy Fallon; e probabilmente, insieme a questo primato, anche quello di essere il comico più invidiato del Paese.