'O tempora! O mores!' Il coro greco dell'indignazione litaniava su X fin dall'annuncio di Francesco Chiofalo 'in arte' Lenticchio, sfollato da 'Temptation island' (2017), ospite di Francesca Fagnani a 'Belve'. E invece questo Frankenstein nato da una sottocostola di Maria De Filippi e seguito da 2 milioni di seguaci sui social si è rivelato la miglior intervista maschile della storia del programma. Ma chi ce lo doveva dire mai? Mamma magistrato e papà costruttore, codesta creatura negli anni s'è fisicamente deformata tramite interventi chirurgici per diventare, oggi, un filtro Instagram ambulante sì, ma con tempi comici perfetti, da far invidia a Checco Zalone e compagnia. Burino, orgogliosamente ignorante e cafonissimo è tutto ciò che Pio e Amedeo ambiscono a diventare, fallendo, da una vita intera. Sembra una parodia del 'GialappaShow', invece è vero, dichiariamo la nostra incredulità sospesa, arresa, ipnotizzata perfino. Pure perché un personaggio-parodia del 'GialappaShow' non reggerebbe oltre quaranta minuti senza mostrare la corda e, alla lunga, annoiare. Quegli sketch durano massimo tre minuti mica per caso. Il demone Chiofalo divulga (come stiamo messi) mejo de Alberto Angela: Bukowski l'ha letto 'su qualche majetta', lato letteratura è rimasto al 'Battello a Vapore' e ai 'Piccoli Brividi' 'però pure quelli erano lunghi, eh, mica li ho finiti'. Gli influencer, spiffera, prendevano tutti il reddito di cittadinanza perché anche loro, narrazioni favolistiche a parte, non c'hanno una lira. Vorrebbe farsi allungare le gambe: je rode d'esse sempre il più basso quando si scatta selfie con gli altri del circoletto del web. 'Però pure pagà pe' farse martellà le ossa non so se me conviene'. Una belva così non s'era vista mai, pare un personaggio scappato via dalla sceneggiatura di un film di Verdone degli anni Novanta. Il Servizio Pubblico deve anche divertire, ma fin troppo spesso se ne vergogna. Ed ecco arrivare 'sto Chiofalo, uno che finalmente fa gridare al miracolo e non al miracolato. Incredibile. Qualunque cosa esso sia.
Diremo un'eresia, ma Francesco Chiofalo ha studiato: non buca una risposta che sia una, le sciorina tutte esilaranti, fuori da ogni grazia, 40 minuti di dichiarazioni trucide che, a livello tecnico, si sono sempre risolte in battute, bombe comiche innescate a orologeria. Lenticchio dice d'essersi accoppiato con 350 donne almeno e d'avercelo grosso assai. Due secondi dopo dichiara 'sono molto pudico'. Ma infatti, sì. Va a messa però nostro Signore deve anche capire che di sabato sera la gente tira tardi, non può farcela a presenziare in chiesa alle 10 del mattino. Per non parlare dei preti che 'quanno te danno st'ostia dovrebbero mette dei guantini, è una roba d'igiene, toccano i libri, le candele, vai a sapere dove sono state quelle mani'. Francesca Fagnani lacrima di domanda in domanda, molla l'agendina, si autostrucca dal ridere, gli chiede: "Ma lei come è diventato così?", "Io? Io me paro normale', risponde il nostro eroe, con somma convinzione.
"In terapia me ce mannano da quanno so' regazzaino, lascia perde!" replica nel momento in cui la conduttrice cerca di indagare sulle motivazioni che spingono Chiofalo a sottoporsi ai più temerari interventi chirurgici per migliorare (?) il proprio aspetto: 'me so' fatto riappiccicà un po' le orecchie, ho cambiato il colore degli occhi ma comunque non sono diventato ciecato, trapiantato la barba, i capelli... un pittore non finisce mai di finire il suo quadro, eh". Poesia.
"Ma io pago il canone per vedere questo qui? La Rai dovrebbe dar spazio a ben altri esempi!", leggo stamani su X. La retorica dell'esempio è una delle più grosse boiate che girano oggidì intorno alla tv: chi mai, sano di mente, prenderebbe come punto di riferimento per la vita un qualunque personaggio che orbita nella faunistica del nostro piccolo schermo? A quel punto, il problema sarebbe suo, proprio personale, non del Servizio Pubblico (né di Mediaset). Ridere delle follie odierne, ne esorcizza ogni malcostume e Francesco Chiofalo rappresenta il perfetto, esasperato, perculo dei nuovi mostri dei social da cui siamo circondati - e che troppe volte veneriamo senza se e senza ma. Dirò di più: se ancora fosse in piena attività catodica il sommo Corrado Guzzanti, una maschera come Lenticchio l'avrebbe studiata e portata in onda tale e precisa. Proprio per raccontare l'assurdità dei tempi in cui viviamo, il cortorcircuito nascosto in piena vista. Invece, Chiofalo fa parte di quel circoletto di webstar. E lo prende in giro in autonomia, perfettamente.
Attori, cantanti, intellettuali vecchi e nuovi: a 'Belve' sono già passati un po' tutti, tanto che molto spesso li vediamo tornare chez Fagnani per una seconda o terza volta. Dimostrando, più che altro, d'aver perso il graffio ed esaurito le cose da dire. Non è scandaloso che la conduttrice attinga quindi dal mare magnum dei social, dove si annidano creature antropologicamente interessanti, da studiare, dotate di una ferocia genuina, verace. Gente che davvero si farebbe martellare le ossa per due like in più. E cosa c'è di più animale di questo? Francesco Chiofalo non è una Rita De Crescenzo qualunque, sa benissimo quello che sta facendo ed è pure in grado di argomentarlo con eloquio basso, boro, del popolo. Ma efficacissimo. Non importa che sbandieri perfino di volersi candidare a sindaco di Roma, anzi, è narrativamente coerente alla narrazione del personaggio che mette in scena: pressoché ogni influencer, in virtù dei numeroni che tiene, s'è pigliato e manifesta una certa sindrome di Napoleone, lanciandosi in dichiarazioni da reuccio e credendoci sul serio, tra il plauso della propria bolla di consenso assoluto e bot lì per intonargli cori di 'Osanna eh!' a ogni peto sganciato.
Francesco Chiofalo, il gemello burino di Elettra Lamborghini, non voleva solo partecipare alle feste del 'circoletto' degli influencer - magari essendo un poco più alto. Voleva avere il potere di vederle fallire. E la satira - che nessuno osa fare, nemmeno su 'sti stocazzetti casomai s'offendessero poi - a questo serve: smitizzare divertendo, esasperare ogni tratto risibile di un fenomeno social(e) levando di torno l'idolatria e mostrandolo per quello che è. Nel caso di specie, un concentrato di deliri d'onnipotenza sulla base del nulla mischiato al niente. Non il 'GialappaShow', non Checco Zalone, non Pio e Amedeo. Ce doveva pensà Lenticchio. E allora daje Lenticchio, belva in purezza, l'eroe di cui 'sto sconquassato Paese ha bisogno per davvero. Il Servizio Pubblico che mancava in un mondo di addormentati e pavidi, tiè, beccateve 'sto toro loco (e 'sti spicci)!