Forse su questo Grande Fratello VIP ci siamo scaldati un po’ troppo in fretta. L’avevamo definita un’edizione promettente, ma finora a parte le uscite della Marini in versione sempre più vamp svampita e i capricci da prima donna dalla bambina interiore ferita, non abbiamo ancora visto nulla di “sostanzioso”. Sia chiaro: non ci aspettavamo trattati di filosofia in diretta, ma durante i primi giorni sembrava che questa edizione avrebbe regalato dinamiche nuove, inedite. E invece? Siamo alle solite. Appena gli ascolti subiscono un lieve calo, ecco che si mettono in scena i soliti copioni. Il sospetto di omofobia, l’insinuazione che ci sia un maschio etero basic che giudica le donne libere e l’immancabile soap opera a tre. Che non è quella tra Marina, Alex Belli e il suo ego. Anzi, quella - assieme alla dinamica Marini - è uno degli elementi più vivaci della casa: è spudoratamente finta e Marina e Alex diventeranno ottimi amici perché tra loro c’è un’alchimia lapalissiana.
Ma mentre Alex e Marina recitano in una finta soap, Piera Meloni ricopre il ruolo di protagonista in una vera soap fintissima. Non che lei c’entri poi molto in questa soap, capiamoci. Gli autori devono averla ritenuta una protagonista efficace per il triangolo dell’edizione. Plot twist: scelta errata. Piera Meloni fatica a trovare un’identità dentro la casa pure con due boni al seguito come Alessandro Roncaccia dentro e il fidanzato Gianmarco Ciaccia fuori. Bono e pure all’apparenza perfetto: intelligente, rispettoso, sensibile e con un’apertura mentale che ci sembra quasi utopia in un ragazzo della sua età. Roncaccia, nel frattempo, rimane un grande boh. A parte l’accento romanaccio simpaticone, i tatuaggi e le sue tecniche di seduzione emulate da un love coach boomer del web (Selvaggia Lucarelli docet), si fa davvero fatica a vederlo nella casa. Diciamo che in generale quest’anno i belli ballano poco. Sentiamo di poterci esporre: più Belli e meno belli per tutti.
Ma per tornare al tema centrale - su cui è veramente difficile concentrarsi senza sbadigliare continuamente - Piera, dicevamo, è la protagonista meno protagonista che gli autori potessero adocchiare. Tra lei e Roncaccia non si capisce chi sia il più anonimo in casa, questo triangolo lo regge a stento il buon Gianmarco, che appare così misurato da destare sospetto: insomma, tutto bellissimo, ma sei pur sempre prossimo alle corna! Ma non importa, dai: vogliamo sognare e credere che Gianmarco sia davvero come sembra. Possiamo dire però che palle questo triangolo che non c’è? Lei ha bisogno di tempo per decidere se vuol ancora stare con Gianmarco o lasciarsi andare a questa chimica travolgente con Roncaccia: che poi voi l’avete vista ‘sta chimica? Pure a seguire la diretta H24, di “ciccia” tra ‘sti due non se ne vede. Tant’è che pure i talentuosissimi autori, maestri nel montare le clip da mandare in onda in puntata, sono apparsi visibilmente in difficoltà nella scorsa puntata, quando dovevano scegliere le immagini che narrassero questo erotismo travolgente quanto il sonno che mi sta assalendo mentre assisto al medesimo confronto tra Piera e il fidanzato che è entrato in casa, durante la diretta, per la seconda volta.
Il momento più “clamoroso” è quando Gianmarco analizza come farebbe il mio psicoterapeuta l’attaccamento che Piera ha nei suoi confronti: “Questo non è amore, tu sei legata a me per dipendenza affettiva”. Gianmarco è il vero love coach: Roncaccia, guarda e impara da quelli giusti! Eppure la lucidità del quasi-tradito ci lascia disarmati e il sospetto che sia tutto ben intavolato si fa sempre più denso. Nel frattempo, anche durante il “falò di confronto”, Roncaccia ricopre esattamente il ruolo del single del villaggio delle fidanzate quando si giunge al momento falò per la coppia protagonista: si dissolve. E a parte una lieve somiglianza con Tony Effe, di lui continuiamo a non captare nulla. Non a caso gli autori per smuovere questi tre algidi giovani, pensano bene di far entrare Gianmarco in casa, ma in realtà con un piede nel backstage, non da concorrente, e Piera potrà andarlo a trovare quando vuole, così come lui potrà entrare a trovare Piera. Ilary, non abbiamo capito il gioco. Ma a occhio e croce in questo backstage ci saranno più telecamere che in tutta la casa di Cinecittà. I poveri autori vorrebbero il fuoco, ma tra questi tre non ce n’è uno che ci regala una gioia. Bei tempi quelli del triangolo Alex-Soleil-Delia! Ci scappò persino un limone tra le due rivali. Quest’anno invece dobbiamo assistere a questi lunghi spaccati di diplomazia tra “amanti” in prima serata. Ridateci i balletti di Valeriona con la Manzini, l’unico motivo per cui rimaniamo svegli!