BBDV6? Sembra un SMS scritto nei primi anni 2000 da un Nokia 3310, quando la Summer Card o la Christmas Card avevano un limite di 100 SMS al giorno e non potevi superare le 160 battute (caratteri, inclusi spazi e punteggiatura). Eravamo parsimoniosi di parole e dovevamo abbreviarle: sembrava di scrivere in geroglifico. M¥SS KETA in questo nuovo singolo ci riporta a quella dimensione: nostalgica e dunque anche un po’ romantica nonostante la trasgressione. Che poi oggi è davvero trasgressivo parlare di sesso in discoteca? Abbiamo qualche dubbio.
Il fatto è che a M¥SS KETA non serve scegliere la trasgressione, lei lo è. Tanto che potrebbe parlare anche di spaghetti aglio e olio: risulterebbe comunque dannatamente sexy e sopra le righe. Lo dimostra il fatto che anche quando decanta serate cafone rimane chic: una regina imperturbabile, immacolata e potente. In BBDV6? però succede che la M¥SS al Ciao Sex incontra Crookers e allora si accende la magia: ritorna l’electro house e ci catapulta al centro della dancefloor. Non che M¥SS KETA abbia mai abbandonato la cassa dritta, ma con Crookers, da sempre, c’è un'alchimia speciale e così ogni volta che i due si incontrano non ci serve andare al Ciao Sex o in qualche altro club di Milano. Affidare la produzione a Phra/Crookers per un pezzo che cita il Ciao Sex significa che M¥SS KETA non sta facendo la solita operazione nostalgia da aperitivo, ma sta chiedendo il timbro di garanzia a chi la cultura del club e della cassa ignorante l’ha costruita e fatta esportare nel mondo: una sinergia perfetta.
La citazione del Ciao Sex non è un dettaglio trascurabile, ma il segnale di un preciso riposizionamento. La M¥SS torna a fare quello che le riesce meglio, ossia tracciare una vera e propria geografia edonistica della notte, mappando i luoghi del desiderio e della controcultura urbana. Dai suoi esordi con Milano Sushi e Coca e Le Ragazze di Porta Venezia dopo, il progetto ha sempre funzionato come un GPS sociologico del clubbing. I suoi testi non si limitano a descrivere la festa, ma la collocano in uno spazio fisico ben preciso che corrisponde a un lifestyle fatto di eccessi vissuti come quotidianità. Se nei primi capitoli della sua discografia la mappa puntava sui santuari della Milano queer e underground - dai corridoi oscuri del Paganini alle serate cult come La Scimmia, fino alle mura storiche del Plastic -, con il passare degli anni il raggio d'azione si è allargato alla provincia profonda e ai punti nevralgici della techno, lungo la linea che porta dritta alla Riviera Romagnola e alla Piramide del Cocoricò.
Per M¥SS KETA, nominare un locale non è mai un semplice esercizio di name-dropping casuale. Nelle sue canzoni, la discoteca o il club privato diventano un topos letterario e un dispositivo narrativo, pari per importanza ai marchi dell’alta moda citati spesso dai rapper. A proposito: chi la definisce rapper non ha capito un cazzo. Perché non solo M¥SS KETA non lo è, ma il modo in cui racconta l’urban life non ha niente a che vedere con i rapper italiani: è come paragonare il diavolo e l’acqua santa. E la M¥SS ovviamente è l’acqua santa. Amen.
Citare un luogo specifico serve a evocare istantaneamente una subcultura e un’attitudine precisa che è parte di un preciso micro-universo sociale. C’è un abisso estetico e di significato tra il menzionare il ritrovo di Porta Venezia, il Plastic o il Tocqueville 13. Ogni locale porta con sé un codice di abbigliamento e un tipo di musica con annesso grado di esclusività. Quando la M¥SS canta di un club sta cantando un preciso modo di stare nella dancefloor, non è un riferimento generico alla “serata in discoteca”. Il locale diventa così una scorciatoia linguistica potente. Basta una parola per evocare un'intera fauna notturna, trasformando la toponomastica della nightlife in un codice identitario in cui la sua community si riconosce all'istante. Ecco, se c’è una cosa in cui M¥SS KETA è riuscita perfettamente sin dall’inizio è stata quella di creare un proprio target. Tanto che se non frequenti la nightlife milanese, M¥SS KETA la puoi apprezzare, ma non la puoi capire del tutto.
Inserire il Ciao Sex in questo nuovo capitolo significa riprendere quel filo mai davvero spezzato e recuperare l’estetica dei club spinti, dove non ci sono filtri. Tutto ciò restituisce all’ascoltatore l'esperienza sensoriale pura del clubbing e tutto ciò che comporta: il sudore, la cassa in quattro, le luci psichedeliche e la libertà dei corpi. E menomale. Perché nel 2022, quando è uscita Finimondo, c’eravamo presi un bello spavento. Ci sembrava che la regina della cassa dritta stesse virando verso il pop e non potevamo permettercelo. M¥SS KETA è la cosa più originale che potesse capitare all’Italia negli ultimi anni. Tant’è vero che è molto apprezzata all’estero e non la vediamo quasi mai ai vari concertoni estivi organizzati dalle radio o in televisione. M¥SS KETA si colloca in una dimensione a parte, solo sua. Anzi, chi la segue sotto sotto spera che rimanga lì e non entri mai davvero nel mondo commerciale che appiattisce l’identità degli artisti.
M¥SS KETA non segue le regole, le detta. Tant'è vero che dopo i suoi primi successi, il mondo rap e il mondo pop hanno assorbito la cassa dritta che era ormai fuori tendenza dopo l'affievolirsi della dance anni '90. E M¥SS KETA pioniera lo è dal giorno zero, da quando è apparsa su Youtube, era il 2013 e lei era già ipnotica e fuori dal tempo. Con BBDV6? la M¥SS torna lì e nell’aria si respira già l’annuncio del nuovo album. Punto era stato il suo quarto, pubblicato nel 2025; e oggi, a sentire BBDV6? sembra proprio che M¥SS KETA quel punto lo voglia proprio riprendere. Lei è l'esempio chiaro: per diventare un'icona della musica italiana (e non solo) non serve assoggettarsi a ciò che funziona, serve un'idea precisa, un'identità ben delineata, un codice specifico e un pubblico a cui si sceglie di parlare. Sarà anche l’artista più trasgressiva del panorama italiano, ma essere trasgressivi non vuol dire essere infedeli. E M¥SS KETA, infatti non si è mai tradita.