“Da quando è arrivata la coppia d’oro dell’Auditorium, Ranucci e Libonati, li avremo visti sì e no due volte”. Ai lavoratori del ristorante SparTito, l’unico ristorante della Fondazione, chiuso da luglio del 2025, suona strano. Perché, ci raccontano, erano abituati diversamente: “Le gestioni precedenti si curavano di noi, avevamo nei nostri confronti un’attenzione continua, a partire da José Ramón Dosal (2015-2020), passando per Daniele Pitteri (2020-2024). Ci dicevano di stare tranquilli perché in ogni eventuale cambio di gestione la causa sociale sarebbe stata inserita”. Andiamo con ordine.
Come vi abbiamo raccontato, al centro di questa storia c’è la Fondazione Musica per Roma, dal 2024 guidata dall’ex senatore Pd Raffaele Ranucci (sì, quello della barca nazista) e da una figura non presente nello Statuto originario, la Coordinatrice generale Marina Libonati, che da almeno venticinque anni lo affianca in varie attività, prima all’Eur S.p.a. e poi all’Holiday Inn, l’albergo a Roma Sud che nel 2012 maturò un debito di 30 milioni (in quell’occasione, come riportarono Il Fatto quotidiano e Roma Today, i sindacati accusarono la società di Ranucci, la Sidim Srl, di aver tamponato il problema decurtando la retribuzione dei lavoratori di 3.600 euro quell’anno, soldi che sarebbero poi stati restituiti senza interessi). L’ente gestisce la Casa del Jazz e l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, all’interno del quale sono presenti un bar e un ristorante e dove è possibile ospitare degli eventi con catering. Dei servizi di catering e caffetteria vi stiamo parlando da settimane e continueremo a farlo, perché la vicenda che coinvolge la Palombini Srl, vincitrice della manifestazione ora oggetto di ricorso al Tar del Lazio, e la Fondazione è molto strana. Della chiusura e del nuovo affidamento del ristorante, invece, vi parliamo in questo articolo.
Il 31 luglio del 2025 il ristorante SparTito si ferma e da allora è rimasto chiuso. Nel corso degli anni si erano alternate varie società nella gestione del ristorante, l’ultima delle quali, la Genesi Srl, ha avuto un contratto con la Fondazione, rinnovato nel tempo ed esteso fino al 2025. Negli ultimi anni, tuttavia, nei bilanci di Musica per Roma la società Genesi avrebbe pesato negativamente sui bilanci. Nella nota integrativa del Bilancio 2024 (il più recente) si legge che il credito di Genesi S.r.l. pari a Euro 536.196 era stato “interamente svalutato al 31 dicembre 2024”. Questa situazione si è esaurita con una serie di ultimatum della Fondazione, anche per vie legali, nell’estate del 2025, quando a Genesi Srl è stato imposto il pagamento di una quota del debito maturato per continuare a svolgere l’attività di ristorazione nell’Auditorium. Il 13 giugno 2025 i lavoratori del ristorante ricevono una comunicazione di Genesi: licenziati per cessata attività a partire dal 31 luglio 2025.
Uno dei collaboratori storici del ristorante ci ha raccontato quelle ultime settimane: “Ho lavorato per venti anni al ristorante della Fondazione, ho fatto di tutto. Poi mi hanno suggerito di prendermi le ferie che avevo maturato, perché tanto non saremmo rientrati più. Il momento in cui ci hanno comunicato la chiusura del ristorante, durante l’orario di servizio, è stato quando ci hanno consegnato a mano la raccomandata. Eravamo intorno a un tavolino del ristorante. Ancora sembrava solo un’eventualità, ma a luglio inoltrato arrivò, a voce, la conferma ufficiale. Stop. Da quel momento non abbiamo saputo più niente”.
In realtà qualcosa si muove. Il 23 ottobre 2025 la Fondazione pubblica una manifestazione d’interesse per gli “spazi adibiti all’attività di ristorazione”. Attenzione: per gli spazi, non per i servizi. Come vi abbiamo spiegato nel caso dell’affidamento del catering e del bar dell’Auditorium, una manifestazione per l’affidamento degli spazi permette di eludere la cosiddetta “Clausola sociale”, che vincola la società vincitrice a riassorbire il personale già attivo all’interno della Fondazione. Insomma, con circa una ventina di lavoratori, alcuni storici della Fondazione, che da mesi prendevano l’indennità erogata dall’Inps per la disoccupazione (NASpI), la Fondazione pubblicava un bando mancante della tutela, prevista dalla legge in casi come l'affidamento di servizi del genere, verso i lavoratori. L’affidamento è stato vinto il 18 febbraio 2026 dalla Arp Food & Hospitality, la società con sede ai Parioli proprietaria del marchio Molto, che tuttavia non ha ancora avviato l'attività al ristorante dell'Auditorium. A giudicare una commissione presieduta dalla Coordinatrice generale Marina Libonati, che aveva rivestito lo stesso ruolo anche nella commissione giudicatrice per la manifestazione di interesse per gli spazi di catering e caffetteria, ora al vaglio del Tar del Lazio.
È proprio a Marina Libonati e all’ad Ranucci che il personale di SparTito si rivolge, una prima volta il 25 luglio del 2025 e una seconda volta, direttamente a Ranucci, il 29 settembre 2025. In entrambi i casi, il personale chiedeva informazioni sul loro stato di lavoro: Buonasera Dott. Ranucci e Dott.ssa Libonati, mi presento, sono […]; vi scrivo a nome di tutto lo staff, ma sopratutto vi scriviamo da dipendenti e genitori di figli che a breve perderanno il proprio posto di lavoro. Come ben saprete il 31 luglio la società GENESI S.r.l riconsegnerà le chiavi del locale; visto la gravità della situazione vi chiediamo cortesemente la possibilità di avere un colloquio. Ci teniamo a precisare che nonostante la nostra posizione contrattuale che ci lega alla nostra azienda abbiamo sempre cercato di rispettare e onorare il nome dell'auditorium che ci ha ospitato per oltre 20 anni. Rimaniamo in attesa di un vostro resoconto”. Il riscontro non c’è stato. Nella seconda email si legge: “Egregio Dott.re Ranucci, con la presente le chiediamo nel più breve tempo possibile un incontro, con una piccola delegazione del personale, per discutere della nostra situazione relativamente alla recente pubblicazione del bando. Cordiali Saluti”. Anche in questo caso, nessuna risposta.
Non avendo ricevuto nessuna apertura dalla Fondazione, il personale, ormai senza lavoro e con un bando aperto senza clausola sociale, decide di contattare direttamente il Comune di Roma, primo socio fondatore della Fondazione Musica per Roma. Una prima volta l’11 settembre, rivolgendosi direttamente il sindaco Gualtieri e scrivendo alla mail della segreteria particolare del primo cittadino: “Siamo giovani, molti di noi hanno famiglie e bambini, e non possiamo permetterci di rimanere senza garanzie né di affrontare procedure come la Naspi senza un minimo sostegno. Siamo sempre stati i lavoratori che hanno portato la struttura, che hanno contribuito con passione al successo dell'Auditorium, e oggi ci troviamo ignorati e senza tutela. Ci rivolgiamo a Lei con la speranza che questa ingiustizia possa essere compresa: siamo convinti che Lei non fosse a conoscenza di questa situazione e che, come sempre, voglia difendere chi lavora con correttezza e dedizione. Chiediamo semplicemente di poterLa incontrare, raccontarLe la nostra esperienza di persona e discutere insieme possibili soluzioni per tutelare i lavoratori storici dell’Auditorium.” Una seconda volta al Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti e ad altri membri dell’amministrazione. È il 9 gennaio: “In data 31 Luglio 2025, il ristorante e stato chiuso improvvisamente, senza alcuna comunicazione preventiva né formale, e senza che ai lavoratori fosse fornita alcuna motivazione o indicazione sul futuro. Da quella data, tutto il personale si è ritrovato privo di occupazione. Nonostante le ripetute richieste di incontro avanzate dai lavoratori e dai loro rappresentanti, l’attuale Amministratore Delegato della Fondazione Musica per Roma Auditorium non ha mai ritenuto opportuno riceverci, né di fornire chiarimenti sulle ragioni della chiusura o sulle eventuali misure di tutela previste dalle normative. [...] Con la presente chiediamo formalmente un incontro URGENTE con le Istituzioni in indirizzo, o con i soggetti da Voi ritenuti competenti”. Il 23 gennaio Albino Ruberti, il Direttore generale, risponde ma rimbalzando ulteriormente la cosa, ancora una volta, alla Fondazione, che non procederà in nessun modo a dare riscontro al personale, nonostante il sollecito della Direzione generale del Comune di Roma. Il risultato? Da mesi gli ex lavoratori del ristorante sono disoccupati, in attesa di capire cosa accadrà al ristorante in cui hanno lavorato per decenni. Tutto questo, nell'indifferenza di chi aveva (e ha) il potere di fare qualcosa.