Altra storiaccia all’interno dell’Auditorium parco della musica di Roma. Vi stiamo raccontando cosa succede nella Fondazione Musica per Roma, che si occupa dell’Auditorium intitolato a Ennio Morricone nella Capitale. Due manifestazioni di interesse molte strane, una per un ristorante chiuso da luglio del 2025 e una riguardo al servizio di catering e caffetteria, quest’ultimo oggetto di ricorso depositato al Tar del Lazio, che si pronuncerà a inizio giugno e stabilirà se l’affidamento a Palombini Srl per gli spazi all’interno dell’Auditorium sia più o meno legittimo (allo stato attuale, i punti controversi sarebbero due: lo sbarramento di otto delle dieci società candidate, che ora non possono accedere alla documentazione che ha portato all’affidamento, e la mancanza della cosiddetta “clausola sociale”, che garantisce ai lavoratori già attivi all’Auditorium di restare in servizio anche con il cambio di gestione). A questo si aggiunge il problema della sicurezza al Museo Aristaois, dove da mesi non sarebbe funzionante la centralina dell’allarme. Infine, come vi abbiamo raccontato qui, abbiamo iniziato a indagare sui vertici della Fondazione, iniziando dalla Coordinatrice generale Marina Libonati, sul cui incarico si trova pochissimo nella sezione Amministrazioni trasparente del sito. Tutti i casi di cui vi abbiamo parlato sembrano avere in comune la denuncia pubblica dei lavoratori coinvolti nella controversia. Nel caso del ristorante SparTito chiuso a luglio del 2025, pare, come riporta Il Tempo, che i lavoratori siano stati licenziati in tronco e senza essere avvertiti. Nel caso dell’affidamento dei servizi di catering e caffetteria, pare che la Fondazione non abbia la continuità occupazionale agli attuali lavoratori nella Fondazione. Infine, nel caso del museo di Aristaios, le società che si occupano della sicurezza del sito avrebbero declinato ufficialmente ogni responsabilità per furti e danni. Ora i sindacati tornano a scrivere direttamente all’Ad Raffaele Ranucci. La FILCAMS CGIL Roma Lazio, infatti, ha appena inviato un esposto, datato 8 maggio 2026, all'amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma.
Il punto più grave riguarda la salute mentale e fisica dei dipendenti. Secondo il sindacato, il report redatto dal medico competente al termine delle visite periodiche avrebbe fotografato una situazione allarmante: livelli di stress lavoro correlato fuori norma, criticità che la FILCAMS dice di aver segnalato da mesi senza ricevere ascolto. La lettera è esplicita: il report avrebbe restituito “un quadro particolarmente preoccupante rispetto al tema dello stress lavoro correlato, confermando criticità che la scrivente Organizzazione Sindacale aveva già puntualmente segnalato nei mesi scorsi senza che tali segnalazioni trovassero il necessario ascolto da parte della Fondazione”. Si parla anche di una risposta annunciata ma mai concretizzata: “La Fondazione starebbe valutando l'attivazione di un livello di attenzione specifico sul tema, anche attraverso il coinvolgimento di uno specialista. Tuttavia, a distanza di quasi un mese dalle decisioni assunte in tal senso, non ci risulta ancora alcuna concreta iniziativa effettivamente avviata”. Per il sindacato, i tempi di risposta istituzionale non sono accettabili: il benessere “non può essere affrontato con tempi dilatati o con interventi meramente formali”.
Il secondo fronte riguarda l'organizzazione delle ferie estive. La Fondazione avrebbe deciso, secondo il sindacato unilateralmente e senza alcun confronto preventivo, di imporre 15 giorni consecutivi di chiusura aziendale, da coprire obbligatoriamente con ferie dei lavoratori.“Negli anni precedenti,” si legge nel comunicato, “non si era mai ecceduto il limite di 13 giorni programmati”. Quindici giorni significano, di fatto, più della metà del monte ferie annuale bruciato in un'unica soluzione, senza nemmeno applicare la logica dello smaltimento progressivo delle ferie arretrate: la Fondazione, si legge nella lettera, sembrerebbe voler attingere prioritariamente alle ferie maturande del 2026, “anziché procedere preventivamente allo smaltimento delle ferie arretrate già maturate”. Una scelta che, secondo la FILCAMS, incide “significativamente sulla vita lavorativa e personale delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il terzo punto riguarda invece il Contratto Integrativo Aziendale, il CIA, prossimo alla scadenza. Il sindacato chiede formalmente l'apertura di un tavolo negoziale e, nel frattempo, che l'accordo attuale resti in vigore fino alla firma del nuovo testo: una clausola standard nella prassi sindacale, ma che qui assume il sapore di una richiesta urgente in un clima di comunicazione quasi interrotta. La FILCAMS ricorda che questa non è la prima lettera inviata sul tema: già a gennaio 2026, con la comunicazione del 22 gennaio, erano stati sollevati gli stessi argomenti. Quella lettera, scrivono, è “rimasta ad oggi priva di riscontro nonostante i ripetuti solleciti avanzati dalle RSA”.
Qualche giorno fa, dopo l’attenzione mediatica rivolta all’Auditorium, i sindacati, come vi avevo raccontano in esclusiva qui, avevano già chiesto una convocazione urgente all’ad Ranucci e al sindaco Gualtieri. La domanda è: cosa deve succedere perché la questione spinga il sindaco a esprimersi sulla vicenda?