Questo mancato mondiale fa ancora più male. E non solo perché sono trascorsi parecchi anni dall’ultimo. Da poche ore Shakira ha annunciato l’inno del mondiale 2026. Ed è subito “This time for Africa” del 2010. Waka waka rimane scolpita nei nostri cuori, anche perché ci ricorda dei bei tempi andati in cui potevamo ancora tifare la maglia azzurra nella kermesse mondiale.
Questo nuovo inno di Shakira un po’ ce la ricorda pure, perché si intitola Dai dai. La pop star colombiana Shakira ha condiviso sui social un’anteprima del brano ufficiale. Il video è stato girato allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, dove l’artista si è recentemente esibita davanti a oltre due milioni di spettatori. La canzone vede la collaborazione del cantante nigeriano Burna Boy e sarà pubblicata ufficialmente il 14 maggio.
Questa è la seconda volta che Shakira canta per la Coppa del Mondo, dopo il successo di Waka Waka ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, appunto.
Negli ultimi anni Shakira non ha mai smesso di far parlare di sé. Dopo il successo del suo tour mondiale El Dorado World Tour, l’artista colombiana ha continuato a collaborare con star internazionali come Manuel Turizo, Rauw Alejandro, Black Eyed Peas e Bizarrap, mescolando con maestria pop, reggaeton e ritmi latini. I suoi brani hanno scalato le classifiche e raccolto milioni di streaming, confermando la sua popolarità globale. Non sono mancati riconoscimenti prestigiosi, tra cui Latin Grammys, Billboard Latin Music Awards e premi alla carriera, a testimoniare una carriera costantemente in ascesa e una presenza imprescindibile sulla scena musicale internazionale. Ora riscrive l'inno del mondiale: ma quando si stanca Shakira di fatturare?
La nuova canzone ha diviso il pubblico italiano, soprattutto per alcuni dettagli del video e del testo. Alcuni utenti hanno ironizzato sul titolo, perché questo “dai dai” sembra proprio rivolti a noi poveri tifosi italiani, della serie: “dai dai che possiamo farcela”, detto con tono remissivo ma finto ottimista. Altri hanno notato che nel video compaiono palloni dei Mondiali 2006, 2010 e 2014, le ultime tre edizioni a cui l’Italia ha preso parte. Sarà che noi italiani siamo un po’ egocentrici per cultura, ma tutto sembra essere uno sfottò nei nostri confronti. E non sappiamo se è perché il nostro orgoglio è davvero così ferito da arrivare ad alimentare tanto queste manie di persecuzione o se perché, in fondo, non saremo campioni del mondo, ma con l’autoironia giochiamo in casa. Ma siccome siamo pure eterni nostalgici, risulta facile percepire tra le note di Dai dai un po’ di Sudafrica 2010: se ascoltandola chiudiamo gli occhi possiamo sentire ancora il fastidiosissimo suono delle vuvuzela. E allora tanto vale sognare, perché il risveglio è davvero doloroso.