Vi abbiamo iniziato a raccontare cosa sta succedendo nella Fondazione Musica per Roma, l’ente che gestisce l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone nella Capitale. Dopo la notizia data da Il Tempo abbiamo approfondito i due casi al centro della cronaca, quello del ristorante SparTito, la cui chiusura a luglio del 2025, secondo alcuni dipendenti, aveva portato al licenziamento in tronco e senza preavviso del personale, e quello riguardo all’affidamento dei servizi di catering e caffetteria all’interno dell’Auditorium, incarichi ottenuti dopo aver vinto una manifestazione di interesse dalla Palombini Srl, una delle realtà più importanti nel settore, a Roma e non solo.
Mentre l’unico ristorante sotto la Fondazione rimane ancora chiuso, nonostante sia stata vinta una gara dalla A.R.P. Food & Hospitality S.r.l. (stando al Tempo, che non fa tuttavia i nomi, la società vincitrice si sarebbe tirata indietro viste le polemiche intorno alla gestione della Fondazione), il caso Palombini/Fondazione è finito al Tar, che si esprimerà a inizio giugno dopo aver valutato il ricorso di una delle altre società, di cui vi avevamo già parlato, che accusa la Fondazione di non voler fornire la documentazione necessaria per valutare come si è proceduti a scegliere la società vincitrice.
Inoltre la manifestazione di interesse pubblicata dalla Fondazione sarebbe per l’affidamento degli spazi invece che i servizi, uno stratagemma, sostengono, per evitare la cosiddetta “clausola sociale”, che garantirebbe ai dipendenti attuali di continuare a lavorare nella Fondazione; ora, come conferma la Fondazione stessa, “la manifestazione di interesse non ha previsto l'obbligo di riassorbimento”. Per questo anche i sindacati hanno chiesto d’urgenza un incontro: non solo con i vertici della Fondazione, ma anche con il sindaco di Roma Gualtieri. Ma chi sono davvero i vertici della Fondazione?
Ovviamente Raffaele Ranucci, amministratore delegato della Fondazione. Ma c’è un altro nome, di cui si è iniziato a parlare già nel 2025, che di certo sa cosa è accaduto nei due casi di cui vi abbiamo parlato, poiché compare come presidente delle commissioni che si sono occupate di giudicare i candidati alle due manifestazioni di interesse, quella per il ristorante e quella, ora discussa dal Tar, per i servizi di catering e caffetteria: e questo nome è Marina Libonati. Attualmente “Coordinatore generale” della Fondazione, incarico che, come sottolineava già Luigi Bisignani nel 2025, non è previsto dallo Statuto della Fondazione, Libonati è una delle figure chiave all’interno dell’Auditorium, a tutti gli effetti la seconda dell’ad Ranucci. Stando all’organigramma pubblicato per il 2026, il Coordinatore generale risponde direttamente all’amministratore delegato, non al consiglio di amministrazione, né al presidente.
Nel mansionario del 2026, Marina Libonati è presente due volte, la prima appunto come Coordinatore generale, e cioè factotum della Fondazione (“è responsabile della supervisione, del coordinamento e del supporto operativo di tutte le Aree funzionali della Fondazione, a diretto riporto ed a supporto dell’Amministratore Delegato”), e, ad interim, come referente dell’area Sistemi Informativi e Servizi infrastrutturali IT. Parallelamente all’attività in Fondazione, Libonati è anche amministratrice unica della Med Carburanti Srl.
Domanda: non essendo presente nello Statuto, qual è la natura esatta del ruolo di Coordinatore? Nelle pagine dell’amministrazione trasparente della Fondazione non si trova nulla e il tipo di incarico di Marina Libonati non viene menzionato in nessuna delle sezioni. Visto il tipo di ruolo, a chi risponde e le responsabilità, il Coordinatore generale potrebbe essere un incarico di vertice. Tuttavia, nella sezione dedicata ai “Titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo” non si trova nulla su di lei, sulla determina dell’ad, nessuna dichiarazione di “insussistenza delle cause di inconferibilità dell’incarico”, nessuna specifica sul tipo di compenso annuo, nessun cv. Questo nonostante tutte le altre figure presenti nell’organigramma del 2026 siano invece presenti. Come mai non risulta possibile risalire alla “storia” professionale all’interno della Fondazione di Marina Libonati?