Vi ricordate quando vi abbiamo detto che l’inchiesta sul Teatro San Carlo era lo specchio della vera guerra civile politica in Campania?
Che quello che avevamo scoperto era solo una delle tante emanazioni delle solite dinamichette di potere a Napoli e in regione?
Volete la prova. Eccola!
La regione Campania vorrebbe sostituire all’interno del Consiglio d’indirizzo Riccardo Realfonzo e mettere al suo posto il nuovo assessore alla cultura Onofrio Ninni Cutaia.
Il Consiglio d’indirizzo è l’organo all’interno della Fondazione che si occupa di prendere le decisioni importanti, soprattutto se si muovono dei soldi. Pagamenti, finanziamenti, stipendi. Il Consiglio d’indirizzo è anche quello che sceglie il Sovrintendente.
Il Cosiglio d’indirizzo è composto da cinque membri, due li nomina il Ministero della Cultura, uno è il sindaco, uno viene nominato dal sindaco e il quinto viene scelto dalla Regione.
Seguite bene. Per ottenere la maggioranza bisogna mettere d’accordo tre membri su cinque. Se c’è un tira e molla tra ministero e comune di Napoli è evidente che il membro scelto dalla Regioni diventa fondamentale.
Ora, chi è Riccardo Realfonzo? È il consigliere che nel 2023 aveva chiesto ufficialmente conto della nomina della direttrice generale, una carica introdotta, secondo Realfonzo senza parlare col Cdi, dal Sovrintendente Stephan Lissner e che è stata pagata 150 mila euro all’anno, ma su cui si era espresso il ministero (erano gli anni di Franceschini) e che dunque risultava regolare.
Realfonzo è lo stesso che ad agosto di quest’anno ha permesso al Consiglio d’indirizzo, in assenza di Manfredi che aveva scelto di non partecipare all’ultimo alla riunione, di nominare il nuovo Sovrintendente Fulvio Macciardi. I conti, ricordate? Senza il sindaco la fazione “napoletana” del Cdi era in minoranza matematica, e Realfonzo ha avuto un peso fondamentale per fare passare il nome caro a Fratelli d’Italia, quindi ai due membri nominati dal Ministero.
Macciardi non è un uomo di Manfredi, infatti il sindaco ha fatto ricorso al Tar contro la sua nomina. Ricorso che, proprio a metà gennaio 2025, ha perso.
Quindi tutto finito, Manfredi ha perso? Non proprio.
Roberto Fico sta pensando di sostituire proprio il consigliere che più di tutti ha messo i bastoni tra le ruote alla vecchia sovrintendenza, quella al centro della nostra inchiesta. Fico, il candidato Pd che si è presentato alle elezioni regionali con un programma “prestato” proprio da Gaetano Manfredi. Fico, il candidato che è stato scelto dopo il solito accordo che ha permesso a Vincenzo De Luca di rinunciare al terzo mandato ma di vedere il figlio scelto come segretario regionale del Pd.
Ora la regione è guidata dalla sinistra vicina a Manfredi e il peso del sindaco in Consiglio d’indirizzo sarà decisamente diverso. Ha “perso” il Sovrintendente, ma ha guadagnato la maggioranza in Cdi.
Capite che storiaccia? L’ennesima, bruttissima, dimostrazione di come funziona davvero la politica in Italia.