Lo avevamo sottovalutato tutti quando era salito per la prima volta sul palco di Sanremo Giovani nel 2022. E invece poi si è rivelato il Vasco della nuova generazione e perdonateci se il paragone vi pare eccessivo, ma il suo ultimo posto nella kermesse non può che ricordare la Vita Spericolata del Blasco, anche se in questo caso era Sesso occasionale, che a pensarci è un po’ una vita spericolata 3.0, solo un po’ più triste e disperata forse.
Eppure Alberto Cotta Ramusino, è arrivato col suo nome da marchese del Settecento e l’ha trasformato in un grande frastuono: Tananai. E in questi pochi anni ci ha raccontato un mondo caotico e spettinato come il suo ciuffo, spaziando da produzioni con bassi che ti prendono a cazzotti, come Baby Goddamn, e belle canzoni d’amore come non ne sentivamo da tempo, tra cui Tango, che aveva presentato a Sanremo nel 2023.
E pensare che un tempo, prima di calcare l’Ariston, Tananai era Not for Us e aveva già prodotto il suo primo album nel 2017. Poi, dopo il (non) successo di Sesso occasionale, quell’ultimo posto ha svolto la funzione di una rincorsa e lo abbiamo visto scalare classifiche e fare sold out. Rave, Eclissi nel 2022 e poi CalmoCobra, sono stati dischi che hanno cominciato a parlarci di una certa dualità di Alberto: due parti di sè diverse, ma non opposte, che convivono bene e rendono la sua musica una garanzia di unicità.
Come si capisce quando uno è un artista vero nel 2026? Nel pieno di un decennio di musica frenetica, veloce, consumabile. Ve lo diciamo noi: quando si ferma. Soprattutto quando si ha la saggezza di fermarsi mentre tutto sta andando alla grande, proprio come ha fatto Tananai. E allora dopo CalmoCobra del 2024, Alberto si è ritirato nelle sue stanze, ha quasi abbandonato i social, sospeso ogni nuovo progetto live e ha fatto quello che dovrebbe fare chi scrive: si è fermato a vivere.
Stanotte Tananai è tornato, dopo un fugace annuncio di un nuovo brano su Instagram: Buona notte anche stanotte. Cosa ci aspettavamo da un singolo che arriva dopo quasi due anni? Era difficile prevederlo, perché Alberto ci ha abituati a brani come Pasta (forse troppo sottovalutato) per poi passare ad Abissale, per poi riuscire a miscelare le sue due anime in quello che oseremmo definire un “disco punk pop” che in Italia mancava. Alla fine Buona notte anche stanotte ha un po’ di Another brick in the wall (non solo per i cori dell'intro e dell'outro, ma anche per il loro significato che si rifà al colosso dei Pink Floyd: “Let the children make mistakes”), con una struttura musicale che si differenzia dal mercato discografico attuale: ancora una volta Tananai è riuscito a farlo. E anche il testo è coraggioso: una serie di domande che Alberto pone a se stesso e quindi pure all’ascoltatore. Possiamo osare definirli dei veri e propri test sociologici: “Culo oppure tette”, “Fa più male il fallimento o avere le mestruazioni”, “Preferireste trovare il vero amore o non pagare le bollette”. Domande che sono provocazioni: Tananai ci sta comunicando qualcosa che va oltre i semplici quesiti. Ci sta dicendo che per scuotere le coscienze è necessaria la provocazione e, come sempre, non si perde in chiacchiere filosofiche. Tananai è uno dei cantautori che riesce a raccontare meglio questa generazione e, soprattutto, che riesce a comunicarci di più. Con l’aria di chi è costantemente fatto e l’accento milanese che sembra quasi corsivo, sì: lo avevamo sottovalutato.
Avevamo creduto che fosse l’ennesimo ragazzino che canta le filastrocche da trasmettere nei lidi in piena estate. E invece Alberto sta dimostrando, lavoro dopo lavoro, che di artisti giovani che sanno fare buona musica ce ne sono ancora. Solo lui poteva mettere: culo, tette, bollette e Gaza nello stesso testo. Qualcuno già vocifera di una sua partecipazione al Sanremo di De Martino, la domanda è: Alberto ne ha ancora bisogno? Potrebbe essere una conferma più non andarci, che il contrario. Nel frattempo, nella cover art del nuovo brano, c'è un coniglietto gommoso da mangiucchiare per distrarci un po' dai disastri che abbiamo intorno. Alberto ce lo suggerisce con i suoni, con le parole e pure con le immagini: l'unica soluzione è far sopravvivere il nostro lato bambino, ma senza regredire. E allora, un po’ come succede nel suo ultimo singolo, the show must go on: tante domande che sono già risposte terrificanti, ma alla fine Buona notte anche stanotte. Tananai è la personalizzazione dello “sticazzi” che sancisce ogni più terribile constatazione sulla vita moderna. E non è superficialità la sua, ma guardare le cose da lontano, dopo essersi fatti travolgere, in modo da poterle raccontare a modo proprio. E il modo di Tananai è efficace. E noi non sappiamo bene se credere o meno alla sua leggerezza, ma in fondo di quel volto pallido e delle sue occhiaie ci fidiamo, perché sono i segni di una vita che vive davvero. Tempo al tempo per chi ancora non ha capito chi è davvero: Tanani è ancora Not for Us e non parliamo di uno pseudonimo.