“Ma tu lo sapevi che a Catania…?”. Vogliamo iniziare con un gancio che è diventato un cliché catanese, perché l’artista di cui abbiamo scelto di parlarvi i cliché li decostruisce tutti. Non riuscirete a impacchettare Anna Castiglia in un genere preconfezionato da esporre al banco mainstream. Nemmeno se ha sfiorato (per fortuna) X Factor nel 2023. E se usiamo la parola “fortuna” non è per denigrare il talent, ma perché è molto più comune che chi esca da un talent come concorrente abbia davanti a sé un percorso ben tracciato, talvolta non esattamente percorribile liberamente. E infatti Morgan l’aveva eliminata agli Home Visit “per non bruciarla”. Per Morgan era ancora troppo presto per Anna. Eppure, da X Factor in poi, l’artista è riuscita a farsi conoscere al grande pubblico, collezionando un successo dopo l’altro. Ma soprattutto, riuscendo a parlare davvero con la musica, cosa che pochi dei colleghi in vetta riescono a fare.
Castiglia Anna, classe 1998. A Catania il cognome Castiglia strappa subito un sorriso. Anna, infatti, è figlia del comico, cabarettista e speaker radiofonico Giuseppe Castiglia. Cresciuta tra l’ironia del padre e le doti attoriali della madre, Enrica Tranchida, ex attrice del Teatro Stabile di Catania, dove ha conosciuto il marito. E questo mix in Anna si sente tutto e si vede. A partire dalla sua immagine: un viso acqua e sapone, un corpo leggiadro e privo di prorompenze, l’occhialone da vista che ne restituisce uno sguardo più intellettuale, ma anche la capacità di non prendersi troppo sul serio. Anna Castiglia si presenta così. Discrezione, chitarra in braccio, una voce lieve che non ha bisogno di strafare per farsi sentire e una serie di parole che compongono melodie leggere, ma che se ascoltate con la giusta attenzione, risultano pungenti quanto serve.
L’ultimo singolo è Niente di me, uscito venerdì 4 settembre. E se non vi foste ancora convinti di ascoltare l’intera discografia di Anna Castiglia, ci penserà questa ultima fatica a darvi la motivazione necessaria. Il brano parla del disconoscimento di se stessi, causato da una società che ci spinge sempre più a confrontarci con il risultato finale, la ricompensa immediata e, di conseguenza, ci allontana dalla nostra identità. La parte più emblematica del testo si trova forse nell’interludio. Il primo verso recita: “Sono vittima dell’educazione”. L’artista sembra denunciare quella compostezza, quella coerenza che ci autoimponiamo per imporre un’identità sempre più riconoscibile nel mondo. Ma quell’identità è una forzatura: non basta “una sana colazione”, né è necessario riuscire a “contenere l’ossessione”. Non è il controllo che ci rende persone migliori. Non è il controllo che ci propinano continuamente i media che ci rende persone. La società ci chiede di essere coerenti, riconoscibili, unici: ma il paradosso è che per farlo ci porta ad emularci l’uno con l’altro e ad annullare quella contraddizioni che no, non sono un malfunzionamento da riparare. Per questo, suona ancora più bello il cambio di melodia sul finale del brano: si spezza e prende una strada propria, libera da quella coerenza anche musicale. Quella pretesa è il vero nemico. E così, come Anna canta, finiamo per non sapere più di niente di noi.
Questo - come detto - non è il solo brano di Anna Castiglia che merita e non siamo solo noi a dirlo, ma anche la stima che grandi artisti provano per lei. Non solo Morgan, anche Carmen Consoli e Max Gazzè, che l’hanno voluta ad aprire i loro concerti. Con Consoli c’è il recente progetto “D come Dannate ingenue” e il collettivo sul palco, dove Castiglia è affiancata da, alcuni nomi: Nada, Marina Rei, Erica Mou, Emma Nolde, Francamente, Casadilego, con le letture di Concita De Gregorio. Anna Castiglia si colloca in quel lato della musica che resta incontaminata e preserva il talento vero, quello che non ha bisogno di glitter, chirurgia estetica e chissà quanti milioni spesi in strategie di marketing.
La sua storia con la musica inizia ben prima di X Factor: a 9 anni studia chitarra classica, a 16 canto. Simbolo di un percorso costruito con impegno e dedizione. Poi l’incontro con Torino e il diploma conseguito nel 2020 alla Gypsy Musical Academy, dove studia canto, danza e recitazione. Anna oggi vive a Milano, dove sta esplorando anche la dimensione della band e della produzione musicale. Nel 2025 vince la Targa Tenco per il suo album d’esordio Mi piace e viene premiata al Meeting delle etichette indipendenti (Mei) come artista emergente.
Il secondo album in arrivo: La paura in tasca è stato annunciato per il 25 settembre. La biografia è importante e a voler citare tutto ciò che ha già fatto Anna, seppur così giovane, non finiremmo più. Ma ciò che Anna comunica va oltre un curriculum, seppur di tutto rispetto. Dietro ogni canzone c’è un messaggio contemporaneo cantato con un essenzialismo fuori dal tempo. Forse l'unicità di Anna sta anche in quel modo di cantare che la fa apparire quasi annoiata, mentre con la stessa grazia ti sta infilzando una lama dolorosissima: la verità. L’immagine in Anna Castiglia è ciò che dovrebbe essere: un contorno importante, ma pur sempre un contorno. Quando parla davanti alla telecamera sembra quasi a disagio; quando canta sembra essere nel posto giusto al momento giusto. Anna Castiglia la ascolti piacevolmente al falò di ferragosto, così come sui grandi palchi che ha già calcato e su cui le auguriamo di arrivare ancora, esattamente com’è oggi, senza lasciarsi svendere o snaturare. Ma data la consapevolezza che Anna esprime nel suo repertorio musicale: noi ci fidiamo.