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8 settembre 2026

Da Kapuscinski a Loznitsa. L’Imperium del regista ucraino dalla Mostra del cinema di Venezia: “Quelle immagini dell’Unione Sovietica mi hanno ricordato la Corea del Nord oggi”

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

8 settembre 2026

La storia parla attraverso le immagini. Il materiale girato da cineasti italiani e raccolto nell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio Luce Cinecittà e CSC - Cineteca Nazionale è stato organizzato da Sergei Loznitsa nel suo “Imperium”, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, film omonimo del testo di Ryszard Kapuscinski: “Certe immagini non le avevo mai viste. Quella manifestazione che celebrava la Rivoluzione d’ottobre mi ha ricordato la Corea del Sud”

Foto: Essential Filmproduktion, Kino Produzioni, Société Parisienne de Production, Studio Uljana Kim - footage courtesy of AAMOD

Da Kapuscinski a Loznitsa. L’Imperium del regista ucraino dalla Mostra del cinema di Venezia: “Quelle immagini dell’Unione Sovietica mi hanno ricordato la Corea del Nord oggi”

“Guardare quella manifestazione è stato come guardare le immagini della Corea del Nord”. C’è un regista ucraino a Venezia che ha deciso di mostrare Russia attraverso la storia. Lo ha fatto prendendo materiale inediti girati da cineasti italiani, mettendoli insieme e lasciando che fossero quelle immagini a parlare. Sergei Loznitsa è uno dei più importanti registi ucraini contemporanei. Il suo Imperium una testimonianza delle contraddizioni dell’Unione Sovietica. L’impero russo fatto da persone troppo diverse per essere ricondotte a unità. Lo abbiamo intervistato alla Mostra del cinema di Venezia. Il primo tema è quell’immagine, la manifestazione celebrativa della rivoluzione che nei giorni di ottobre del 1917 ha cambiato la storia di un Paese e della sua gente. Nel 1973 “ero piccolo, guardavo tutto con occhi diversi”. E guarda con occhi diversi anche il rapporto con la Russia oggi. Come ogni edizione, anche Venezia83 pone infatti una questione: un artista deve pagare per le scelte dello stato di appartenenza? Basta il passaporto a rendere colpevole un individuo? “Provate a non comprare il petrolio e il gas russi”, ha detto Loznitsa. “I politici non possono permettersi di rinunciare a comprare di nascosto il gas russo, allora riversano la nostra attenzione e le polemiche sulla Biennale”.

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"Imperium" di Sergei Loznitsa
"Imperium" di Sergei Loznitsa Essential Filmproduktion, Kino Produzioni, Société Parisienne de Production, Studio Uljana Kim - footage courtesy of AAMOD

“Certe immagini non le avevo mai viste: le immagini delle moschee, la cattedrale della Chiesa Ortodossa, le immagini dell’Asia Centrale che secondo me sono veramente oltre”, scene che eccedono i confini dell’URRSS come di solito viene presentata. “La cosa più sconvolgente è che questo materiale riprende gente povera, sconvolta, disperata e oppressa. Così potete percepire lo spirito di quel Paese”. Lo spirito, appunto, che si è costruito con le differenze e non con una forzata unità. “Quando lavori con questo materiale, ti accorgi che c’è una connessione tra le diverse parti. Un’interazione che porta un coinvolgimento mentale e produce una visione particolare delle cose. Quando conosci il materiale così bene, si organizza da solo in una struttura”. Imperium, stesso titolo del reportage di Ryszard Kapuscinski, in cui la cronaca del viaggio raccoglieva testimonianze del sommerso in Unione Sovietica, rinuncia all’imposizione di uno sguardo superiore. Il regista si fa per così dire da parte: non c’è bisogno di traduzione. La storia parla da sé.

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