Alzi la mano chi si sarebbe aspettato che Stefano De Martino avrebbe reso il Festival di Sanremo ancora più “popolare” di quanto non sia già. I soliti pregiudizi sui napoletani (che poi lui è di Torre Del Greco). E invece no, novità. Quando si parla di Rai è difficile associare il termine “novità”. Eppure in questo caso dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, o meglio a De Martino cioè che è di De Martino.
Il conduttore di Affari tuoi sarà direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo 2027 e questo lo sappiamo già da febbraio. La prima novità, però, è che De Martino sarebbe stato riconfermato anche per Sanremo 2028, per mantenere una certa continuità.
Durante un’intervista lo stesso conduttore ha dichiarato che “Quest’anno potrebbe essere una consacrazione o una rovina per me”. Il palco dell’Ariston è scomodo, si sa. Lo diventa ancora di più quando la Rai ti rinnova la fiducia al buio, affidandoti anche l’edizione successiva.
E allora, è ovvio: De Martino a Sanremo 2027 deve andare, i giochi ormai sono fatti.
Bisogna riconoscere che Stefano sta facendo il possibile per introdurre cambiamenti nel regolamento di Sanremo. Sappiamo già in largo anticipo che gli artisti in gara saranno di meno, nonostante ne stia valutando più di cinquecento. E questo “per dare più respiro al racconto del festival”, ha dichiarato. E occhio che qui c’è la fregatura: questa frase, sinceramente, un po’ ci spaventa. Perché se all’impatto può sembrare un fatto positivo: meno canzoni, più attenzione. Dall’altro può rappresentare un vero e proprio attentato agli spettatori.
Per anni abbiamo sentito Carlo Conti dichiarare esattamente il contrario: “spazio alla musica” ed effettivamente così è stato. A Conti gli puoi dire tutto, ma non che non abbia mantenuto la parola: la conduzione andava in velocità 2x, tanto che mentre stavi ancora cercando di capire se ti fosse piaciuta la prima canzone in gara, iniziava già il Dopo Festival.
Però almeno Conti non ci ha ammorbato coi monologhi sanremesi altrui e con quegli “spazi d’intrattenimento” tra una canzone e l’altra che servivano ad allungare il brodo e a farci fare la pennica tattica per poter resistere oltre la mezzanotte.
Le intenzioni di Stefano De Martino, invece, sembrano sospette. Noi di MOW abbiamo già ipotizzato che il conduttore potrebbe portarsi dietro la squadra di STEP (Francesco Paolantoni e Biagio Izzo, in particolare) e l’amico Herbert Ballerina, presenza importante anche ad Affari tuoi. Il rischio è che il Festival di Sanremo 2027 si trasformi in un’estensione dei programmi di De Martino citati e con la novità degli artisti ridotti, questo rischio aumenta decisamente.
Ma qui entriamo nel vivo della questione: Stefano De Martino vuole dare un respiro più internazionale al Festival di Sanremo. Ha annunciato, infatti, che mentre le prime due serate rimarranno invariate, ossia dedicate alla presentazione dei brani, la serata cover del venerdì viene anticipata a giovedì, per lasciare spazio alla “serata performance” il giorno successivo, prima della finale di sabato 20 febbraio.
Nella nuova serata introdotta i cantanti potranno mettere in scena un vero e proprio show con la canzone in gara, richiamando un po’ le atmosfere spettacolari di Eurovision. Durante questa serata, infatti, verrà deciso l’artista che prenderà parte al prossimo eurofestival in Bulgaria.
Questa sì che è una novità. Da anni gli spettatori lamentano la scelta di portare all’Eurovision il vincitore del festival, proprio perché spesso chi vince Sanremo non ha esattamente l’identikit dell’artista internazionale (vedi Sal Da Vinci, con tutto il bene). In genere, la canzone sanremese che trionfa ha connotati molto differenti da una tipica canzone europea capace di concorrere all’eurofestival.
Diverso è il discorso per San Marino Song Contest, per esempio, che lavora in funzione dell’Eurovision. In quel caso l’obiettivo principale per gli artisti è quello di aggiudicarsi un posto all’eurofestival, per cui le canzoni che gareggiano strizzano già l’occhio alla scena internazionale.
Sanremo è ancora troppo popolare per riuscire ad aprirsi così tanto e la recente vittoria di Per sempre sì lo dimostra. Sal Da Vinci si è classificato quinto a Vienna, è vero; si è anche aggiudicato il “premio simpatia”, ma la canzone non poteva competere con le altre produzioni in gara. Eppure non riusciamo proprio a rinunciare al vincitore del festival, tanto che De Martino ha dovuto creare una serata a parte per distinguerlo dall’artista che ci rappresenterà in Europa. Eppure, da anni, ormai Sanremo è diventato più un trampolino in vista dell’Eurovision che altro. Ma che ci vuoi fare? Siamo un popolo di romantici e nostalgici.
A Tv Sorrisi e Canzoni Stefano De Martino ha evidenziato quanto sia importante per lui ampliare ancora di più il perimetro per far sì che nel mondo tutti si rendano conto che Sanremo esiste, in quanto secondo lui rappresenta molto bene la cultura italiana: per cinque sere il Paese romanticamente si ferma per assistere a una gara canora.
Il sogno di De Martino, però, resta quello di portare Vasco Rossi a Sanremo. Abbiamo motivo di pensare che la Rai possa mettersi la mano nel portafoglio e accontentarlo (Vasco Rossi permettendo), perché tutto pur di rendere la conduzione di Stefano De Martino memorabile, soprattutto in vista del rinnovo per il 2028.
Tra vari premi, serata cover, serata performance, serata finale, e con anche la riduzione dei cantanti, speriamo solo di non avere più vincitori che artisti in gara.