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22 aprile 2026

Dopo Silvia Salis e De Witte a Genova, a Ferrara il sindaco leghista sgancia la “bomba” con Marilyn Manson ospitato in un convento prima di un live

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

22 aprile 2026

C’erano una volta un sindaco, un cantante “satanista” e un convento di suore. Sembra l’incipit di una barzelletta, invece è la realtà. Il controverso cantante Marilyn Manson verrà ospitato da un convento di Ferrara, in vista del suo prossimo concerto in estate. Il sindaco ha sganciato la bomba con non poco entusiasmo. La Charlotte De Witte della Salis è già solo un lontano ricordo. Nel frattempo la Chiesa potrebbe così provare a scrollarsi di dosso il bigottismo ancestrale

foto di Ansa

Dopo Silvia Salis e De Witte a Genova, a Ferrara il sindaco leghista sgancia la “bomba” con Marilyn Manson ospitato in un convento prima di un live

“Chi entra in convento non esce più dal suo destino”, ma non in questo caso. Stavolta pare che a non uscire più dal proprio destino sia chi nel convento c’è già. Il “Reverendo” del rock: Marilyn Manson, famoso per le sue provocazioni anti-religiose e per l'immagine da antagonista assoluto, ha trovato ospitalità in un convento di suore a Ferrara, in occasione del concerto previsto per l’11 luglio.
A svelare la chicca è stato il sindaco di Ferrara, il leghista Alan Fabbri, che mentre commentava la discussa iniziativa di Silvia Salis di ospitare Charlotte De Witte a Genova, pare sia stato assalito da una sorta di competizione tra sindaci e ha ribadito che anche Ferrara ha ospitato dj internazionali e che presto accoglierà Marilyn Manson, ospitandolo nel convento. Della serie: se pensavate che il sindaco più discusso d’Italia dovesse essere Silvia Salis, vi sbagliavate. Perché Fabbri ci ha sfamati con lo scoop del secolo. Egli stesso ha definito l’atto “straordinario e progressista”.
Comunicazione politica a parte, la scelta a prima vista potrebbe sembrare una provocazione nell'universo delle provocazioni. Ma, in realtà, la vera trasgressione in questa storia non è tanto il comportamento di Manson - da tempo abituato a sfidare i tabù religiosi e sociali - quanto piuttosto la decisione di un ordine religioso di accoglierlo. È davvero in linea con i principi cristiani? O la Chiesa sta cercando di essere “contemporanea” a tutti i costi?
Marilyn Manson ha costruito la sua carriera su una combinazione esplosiva di shock e provocazione. Il suo nome, il suo personaggio e la sua musica sono legati a un immaginario che si nutre di simbolismi esoterici e figure iconiche, con uno sguardo di sfida verso la religione tradizionale. La sua interpretazione del “satanismo” è stata, più volte, dichiarata un atto di critica al bigottismo religioso piuttosto che una vera e propria adorazione del diavolo. Manson è da sempre un provocatore, ma la sua arte ha spesso avuto l’obiettivo di smontare le convenzioni della società, critiche alla morale comune e al puritanesimo religioso, specialmente quello degli Stati Uniti.
Quindi, l’idea che Manson possa alloggiare in un convento potrebbe apparire a dir poco ironica, ma non tanto disallineata al suo percorso artistico intriso di sorprese e trasgressione. Dopotutto, la Chiesa è stata uno degli obiettivi principali delle sue provocazioni. Ma mentre il gesto di Manson, che brucia la Bibbia, ad esempio, durante i suoi concerti, non è certo una novità, la sorpresa sta nel fatto che sia un convento di suore ad accoglierlo.
Questa vicenda porta inevitabilmente a una domanda: la Chiesa dovrebbe accogliere tutti, indipendentemente dalle scelte individuali e dalle divergenze ideologiche? In teoria, il messaggio cristiano è chiaro. L'insegnamento di Gesù è intriso di compassione, di amore per il prossimo e, quindi, di accoglienza incondizionata. “Ama il prossimo tuo come te stesso” non fa distinzioni tra chi professa una fede o chi vive in modo diverso. E, in effetti, la Chiesa cattolica ha da tempo espresso l'importanza di offrire accoglienza anche ai più distanti, come riflesso di un amore universale.

Marilyn Manson
Il cantante Marilyn Manson

Un convento che ospita Marilyn Manson potrebbe, dunque, rappresentare una manifestazione concreta di questo principio cristiano, che invita a non escludere nessuno, nemmeno chi sembra essere l'antitesi della fede. Se la Chiesa è veramente il riflesso del messaggio di Cristo, che ha frequentato i peccatori e i marginalizzati, allora questa scelta potrebbe essere interpretata come un atto di grande accoglienza e di speranza per un mondo che spesso cerca di separarsi in base a differenze ideologiche. D’altronde “il convento è casa per chi ha la fede, ma può esserlo anche per chi la cerca”. Anche se non siamo molto sicuri che Manson la stia cercando, a occhio e croce.
Dall’altro lato, però, sorge un dubbio che non può essere ignorato: questo tipo di accoglienza è davvero in linea con i valori cristiani, o stiamo assistendo a una mossa troppo “fresca” da parte della Chiesa, che cerca di apparire moderna e al passo con i tempi? La scelta di ospitare Manson potrebbe, infatti, anche sembrare un tentativo di rimanere rilevanti e visibili, in modo da attrarre attenzione in un mondo in cui la religione e la spiritualità sembrano spesso sbiadire.
Accogliere un artista che ha fatto dell’anti-cristianesimo un marchio di fabbrica potrebbe sembrare una mossa calcolata per mostrare che la Chiesa è tollerante e inclusiva, quasi come se stesse cercando di essere in sintonia con le tendenze contemporanee. E se così fosse, si tratterebbe di un’operazione che si distanzia dal vero spirito del cristianesimo e si avvicina a una sorta di “marketing spirituale”. Non sarebbe la prima volta che la Chiesa, in nome di una presunta modernità, rischia di confondere l’essenza del messaggio evangelico con il bisogno di visibilità o di “coolness”.
La vera questione, quindi, non è tanto se Marilyn Manson meriti o meno di essere ospitato da un convento, quanto piuttosto se questa decisione sia davvero il frutto di un’autentica fede cristiana che crede nell’accoglienza e nel perdono, o se si tratti di una mossa per rimanere rilevanti in un mondo che cambia velocemente e che non sembra più in sintonia con la religione tradizionale.
Il rischio che la Chiesa corra, nel caso in cui questa ospitalità sia interpretata come una “sbandata” per stare al passo con i tempi, è quello di perderne la propria autenticità. Perché, se è vero che Cristo insegnava l’accoglienza universale, non è meno vero che la Chiesa ha sempre dovuto mantenere un’identità forte, radicata nei suoi valori fondamentali, senza piegarsi troppo ai desideri di adattamento a una società che cambia rapidamente.
In conclusione, l’incredibile colpo di scena di Marilyn Manson ospite in un convento non è solo un atto di provocazione nei suoi confronti, ma un vero e proprio test per la Chiesa. Accogliere un artista come lui, che ha fatto della blasfemia la sua bandiera, significa davvero seguire il messaggio cristiano di inclusività, o rappresenta il tentativo di risultare giovani e freschi in un mondo che ha messo in discussione la fede tradizionale? La risposta potrebbe essere più complicata di quanto sembri. Quello che è certo è che ogni mossa che la Chiesa compie - da sempre nella storia - viene osservata sotto la lente di ingrandimento, ma questa è davvero rivoluzionaria. E se il convento accoglie Marilyn Manson, viene da chiedersi: è lui che sta cercando redenzione o è la Chiesa che vuole redimersi a tutti i costi dalle etichette di bigottismo?
Nel frattempo, tra ipotesi varie, da questa storia a trarne maggiore giovamento è il sindaco di Ferrara che gongola per la trovata che farà discutere più di qualsivoglia dj set gettonatissimo.

 

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