Mi scusi lei, sì. Chi io? Certo, proprio lei, mi saprebbe dire dove trovare un buon kebabbaro a Firenze? Certo, deve andare in piazza Bernardo Tanucci, là troverà quel che cerca. Pensate un po’ a quei turisti che, fra una “remigrazione” e l’altra, entreranno nella sede di Futuro Nazionale convinti di trovare un finissimo locale di cucina mediorientale. Ma chi gliel’ha detto che qui fanno i kebab? Ma a lei perché interessa? Ascolti, un ci prenda per il c**o! Eppure, guardi qui su Google: “Futuro Nazionale Firenze: kebab shop”, 1,8 stelle su 5, siamo stati pure caritatevoli a darvi una chance. Stamani il punteggio era un po’ più alto, ma le recensioni? Dia qui il telefono, mi faccia vedere, non è possibile.
Nico Peter Balzary, due stelle: “Worst kebab ever”. Filippo No, una stella sola: “What a shame! Vengo fin dai Paesi Bassi per provare la sua famosa ciccia esotica e trovo chiuso durante l’orario di apertura. Il titolare, che c’era, invece di servire, urla slogan politici. Non raccomandato per niente”. Peppe Musso, una stella: “Kebab nella media, ma il personale ha idee discutibili. Non tornerò!”. E allora, se il kebab era nella media, perché una stella sola? È evidente, una questione politica.
Ma non finisce qui: Daria scrive “Kebab strabuono, peccato per il personale”, mentre Mitja aggiunge: “Tengono il roll di carne appeso al contrario, non so, forse preferiscono così: vai a capire queste culture diverse”. E poi via con la sfilza di commenti ironici: “Simpatico il titolare, Abdul Vannacallah”, “Ambiente accogliente e un bel clima di interculturalità”, “Servizio rapido e rigoroso, quasi militare”, “Gay-friendly, inclusivo, multiculturale”, “Kebab molto buono, si sente l’esperienza passata, quasi nostalgica”. Ettore Macconi: “Ottimo kebab, rigorosamente di carne halal, ma anche i panini vegani sono molto buoni (sono molto inclusivi su queste cose), il locale è pulito e lo dimostra il fatto che tutti i dipendenti girano a piedi nudi fatto che rende ancora più goloso il panino; prezzo un po’ troppo alto (probabilmente reso tale dall’inflazione e dal fatto che tutti gli ingredienti sono fatti in casa e tagliati rigorosamente sul momento e con i piedi). In generale sono abbastanza contento, penso che ripasserò in questi giorni”.