Nuova puntata di Belve Crime su Rai 2, in onda martedì 19 maggio in prima serata. Francesca Fagnani si occupa del delitto di Perugia, quando la mattina del 2 novembre 2007, a Perugia, venne ritrovato il corpo della studentessa inglese Meredith Kercher. Del delitto vennero accusati una coinquilina della vittima, la studentessa americana Amanda Knox, e il suo ragazzo, lo studente pugliese di ingegneria informatica Raffaele Sollecito. Dopo quattro anni di carcerazione preventiva, otto anni di battaglia giudiziaria, i due ragazzi sono astati assolti nel 2015: come unico responsabile accertato dell’omicidio invece, risultò l’ivoriano Rudy Guede. Un'anomalia tutta italiana del delitto di via della Pergoila, come venne chiamato.
Rudy Guede quindi, è stato condannato per concorso in omicidio con due innocenti, e uno dei due l’ha intervistato la Fagnani: Raffaele Sollecito.
La giornalista ha ospitato infatti proprio Sollecito, oggi ingegnere informatico che vive tra Berlino e la Puglia: “Il 70 per cento degli italiani crede che io sia colpevole”, ha detto ai microfoni di Rai 2. Per poi raccontare che la vicenda ha ancora ripercussioni, tanto che alcune aziende hanno strappato contratti firmati dopo aver scoperto il suo coinvolgimento in uno dei delitti che più hanno fatto parlare il nostro Paese, e non solo.
A domanda della Fagnani, Sollecito spiega che questa idea colpevolista nei suoi confronti possa essere alimentata da alcuni cambi nelle dichiarazioni, che avevano fatto ipotizzare agli inquirenti la volontà di coprire Amanda Knox.
Quando la giornalista ricorda la dichiarazione esatta, l’ospite ricorda le pressioni psicologiche e le intimidazioni durante i primi interrogatori in Questura. “Lei dice: vi ho riferito nel precedente verbale un sacco di cazzate perché Amanda mi aveva convinto della sua versione dei fatti e non ho pensato alle incongruenze”, interviene la Fagnani; “Quella frase non la dico io –risponde Sollecito - Mi hanno detto: ti conviene firmare questa frase perché ti può aiutare. Tutto questo dopo che i poliziotti mi avevano minacciato e senza che fosse presente un mio avvocato”. Ma che cosa intende con “minacciato”?
“Sono stato in Questura tutta la notte. Ero lì per dare chiarimenti, senza essere indagato. Ma quando sono arrivato mi hanno messo la luce in faccia e, oltre a intimidirmi, uno dei poliziotti mi ha detto: se ti alzi da questa sedia ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue. Mi hanno detto che stavo continuando a proteggere quella “vacca”….mi dicevano – continua ancora Sollecito dell’intervista - che sarei stato tutta la vita in carcere”.
Infine, Francesca Fagnani domanda della famosa foto in cui lui e la Knox si baciavano, scattata a ridosso del ritrovamento del cadavere della vittima: “È stata una manipolazione, io volevo solo tranquillizzare Amanda con un bacio sulle labbra”. .
Nel corso dell’intervista, in conclusione, Sollecito ripercorre anche i momenti della detenzione in isolamento: “Ha detto di aver avuto una specie di deprivazione sensoriale, che certe volte non si rendeva nemmeno conto di essere nudo o vestito”, ricorda la giornalista; “Sì – conferma di Sollecito - Ho avuto paura di impazzire”.