image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

16 giugno 2026

Il castello del “boss delle cerimonie” chiude: il “matrimonio napulitano” della Sonrisa su Real Time ha camminato perché Sal Da Vinci potesse correre (e vincere a Sanremo)

  • di Irene Natali Irene Natali

16 giugno 2026

Il “boss” Antonio Polese, i fuochi d’artificio, le celebrazioni baraccone, le Comunioni che sembravano matrimoni, i matrimoni che sembravano una porta aperta su un'altra dimensione, i diciottesimi da “principessa”: per dieci anni l’hotel La Sonrisa è stata tutto questo. E no, non era un’allucinazione: perché proprio l’anno in cui il “castello delle cerimonie” chiude, Sal Da Vinci trionfa a Sanremo forte dell’universo di riferimento che quel programma ci aveva raccontato

Foto di: Ansa

Il castello del “boss delle cerimonie” chiude: il “matrimonio napulitano” della Sonrisa su Real Time ha camminato perché Sal Da Vinci potesse correre (e vincere a Sanremo)

C’è qualcosa di poetico, nella chiusura de La Sonrisa. Che tanto per iniziare non era un semplice ristorante, ma un castello: un prodotto figlio di una certa cultura popolare, pasciuto sotto l’occhio delle telecamere di Real Time, crollato sotto i colpi della lottizzazione abusiva da cui era sorto. Ma non per questo vissuto invano: nell’anno in cui il castello della famiglia Polese chiude infatti, Sal Da Vinci piomba sul Festival di Sanremo con il suo matrimonio. Accussì, per sempre sì, di bianco vestito per la finale, una vita di gavetta che l’ha ripagato dopo anni di palchi e sacrifici; il volto positivo di chi, del nazionalpopolare più spinto, ha fatto valore aggiunto. L’immaginario di chi, senza quel Castello delle Cerimonie andato in onda per tredici stagioni, non avrebbe avuto un contesto di riferimento rispetto al pubblico del Paese tutto.

Invece, prima di Sal Da Vinci, c’era lui: il trash de Il Castello delle Cerimonie. Il “boss” Antonio Polese, i fuochi d’artificio, le celebrazioni baraccone, le Comunioni che sembravano matrimoni, i matrimoni che sembravano una porta aperta su un'altra dimensione, i diciottesimi da “principessa”. C'erano gli stereotipi sulla napoletanità, così marcati da diventare orgoglio e appartenenza; c’era pure la sigla neomelodica su “Nu matrimonio napulitano”, manifesto d’intenti che non lasciava spazio a dubbi. Ogni puntata, un rito di iniziazione alle cerimonie del Castello; ogni puntata il trash che faceva il giro e, a modo suo, diventava sublimazione.
La Sonrisa, teatro e palco della rappresentazione, chiude quando la missione è ormai compiuta: ha portato al grande pubblico il suo immaginario, e ora quello può camminare sulle proprie gambe. Tant’è che nell’ultimo Festival di Carlo Conti, andato avanti col pilota automatico, l’unico scossone l'ha dato proprio il cantante più tradizionalista di sempre: il matrimonio, la promessa d’amore, per sempre sì, la fede in bella vista.

Il salone dell'hotel La Sonrisa
Il salone dell'hotel La Sonrisa lasonrisa.it

Andato in onda per dieci anni, dal 2014 al 2024, Il Castello delle Cerimonie è stato uno dei titoli di punta di Real Time, che in quegli anni era pure quello de Il Boss delle Torte Buddy Valastro, di chi non sapeva di essere incinta, di chi cercava l’abito da sposa perfetto, delle coppie di Alta Infedeltà. Il “boss” delle cerimonie Antonio Polese, il cui testimone è poi passato alla figlia Imma, è stato uno dei personaggi che più di tutti hanno contribuito a trovare un pubblico di riferimento per la rete, una volta Sky poi passata in chiaro nel 2010. Gli sfarzi, gli arredi eccessivi, la tenuta che si espandeva per cinque ettari di terreno: una voglia di grandezza che incarnava un sogno. Uno semplice e per niente economico: per un giorno, la voglia di una festa da celebrità. Sentirsi famosi senza esserlo; aspirare ad essere le persone di cui gli invitati parleranno per giorni. Intanto, intorno, un'ostentazione talmente grottesca da risultare irresistibile.
Quando Sal Da Vinci arriva al Festival con la fede al dito, il neomelodico, la napoletanità spinta a ogni occasione, il pensiero va subito a “don Antonio Polese”: e lui col matrimonio “napulitano” in scena ha vinto, tra gli applausi generali. Insomma, il cerchio s'è chiuso: Antonio Polese ha corso perché Sal Da Vinci potesse trionfare al Sanremo.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

La napoletanità di Sal Da Vinci è una cafonata, che sia vera o un luogo comune (che lui dice di voler combattere, ma non è chiaro come)

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

La benedizione

La napoletanità di Sal Da Vinci è una cafonata, che sia vera o un luogo comune (che lui dice di voler combattere, ma non è chiaro come)

Sal Da Vinci come Cenerentola, la fiaba tricolore: dai sacrifici al tulle che gli vale un quinto posto all’Eurovision

di Marika Costarelli Marika Costarelli

la fiaba napoletana

Sal Da Vinci come Cenerentola, la fiaba tricolore: dai sacrifici al tulle che gli vale un quinto posto all’Eurovision

Enrico Melozzi su Sal Da Vinci all’Eurovision: “Si capisce la differenza tra chi arriva da una gavetta vera e chi invece nasce già dentro un meccanismo televisivo”

di Marika Costarelli Marika Costarelli
Enrico Melozzi su Sal Da Vinci all’Eurovision: “Si capisce la differenza tra chi arriva da una gavetta vera e chi invece nasce già dentro un meccanismo televisivo”

Tag

  • Televisione
  • Real Time
  • Trash

Top Stories

  • Wanna Marchi premiata in Campidoglio, Massimiliano Parente su MOW dribbla tutti: “Non mi frega niente né di lei né dei premi. è un mondo di mezze calze e giurati manovrati da editori”

    di Marika Costarelli

    Wanna Marchi premiata in Campidoglio, Massimiliano Parente su MOW dribbla tutti: “Non mi frega niente né di lei né dei premi. è un mondo di mezze calze e giurati manovrati da editori”
  • Morgan ride del Premio Tenco ad Andrea Scanzi: “Ingiusto, dovevano premiarlo direttamente come artista del secolo!”

    di Marika Costarelli

    Morgan ride del Premio Tenco ad Andrea Scanzi: “Ingiusto, dovevano premiarlo direttamente come artista del secolo!”
  • Oggi si sposa la giornalista più bella d’Italia: Giorgia Cardinaletti e l’organizzazione del matrimonio con Francesco Bechis è l’ennesima lezione di stile

    di Marika Costarelli

    Oggi si sposa la giornalista più bella d’Italia: Giorgia Cardinaletti e l’organizzazione del matrimonio con Francesco Bechis è l’ennesima lezione di stile
  • “Per vent’anni assistente di Sgarbi, ma me ne andai quando mi chiesero di condividere la gestione dei suoi interessi con la fidanzata Sabrina Colle e la sorella”. Parla Sauro Moretti, l’ex pr della riviera romagnola folgorato sulla via dell’arte

    di Daniele Priori

    “Per vent’anni assistente di Sgarbi, ma me ne andai quando mi chiesero di condividere la gestione dei suoi interessi con la fidanzata Sabrina Colle e la sorella”. Parla Sauro Moretti, l’ex pr della riviera romagnola folgorato sulla via dell’arte
  • Barbara D'Urso! Zero. La nuova giudice di “Ballando con le stelle” al posto di Selvaggia Lucarelli non funziona ed è caduta nella trappola di Milly Carlucci

    di Marika Costarelli

    Barbara D'Urso! Zero. La nuova giudice di “Ballando con le stelle” al posto di Selvaggia Lucarelli non funziona ed è caduta nella trappola di Milly Carlucci
  • Fulvio Abbate contro il premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile: “Premiarle in Campidoglio? Non fanno parte della cultura, ma della cronaca giudiziaria. Premiano il cinismo. Allora diamo un premio pure a Pacciani!”

    di Marika Costarelli

    Fulvio Abbate contro il premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile: “Premiarle in Campidoglio? Non fanno parte della cultura, ma della cronaca giudiziaria. Premiano il cinismo. Allora diamo un premio pure a Pacciani!”

di Irene Natali Irene Natali

Foto di:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Il Tar boccia l’Auditorium: annullato l’affidamento di Palombini al Parco della Musica. E ora chi si prenderà la colpa per la gara indetta dalla Fondazione romana?

di Riccardo Canaletti

Il Tar boccia l’Auditorium: annullato l’affidamento di Palombini al Parco della Musica. E ora chi si prenderà la colpa per la gara indetta dalla Fondazione romana?
Next Next

Il Tar boccia l’Auditorium: annullato l’affidamento di Palombini...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy