È arrivata la sentenza del Tar che si attendeva da giorni, inizialmente prevista per la prima settimana di giugno. Il tribunale del Lazio ha annullato la manifestazione di interesse pubblicata dalla Fondazione Musica per Roma, l’ente che gestisce l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma, il 25 settembre 2025 per il catering e l’attività di caffetteria dentro al centro culturale capitolino. Come vi avevamo raccontato, il 6 marzo 2026 questa manifestazione era stata vinta dalla Palombini Srl, una delle più note società di catering romane, ma una delle altre società in competizione aveva fatto ricorso al Tar perché qualcosa, in questa gara, non tornava. La Fondazione, infatti, si era rifiutata di mostrare la documentazione tenuta in considerazione durante la fase di selezione. Delle undici società che avevano gareggiato, infatti, solo due avevano superato la fase di sbarramento tecnico.
I problemi, in realtà, erano anche altri, come vi avevamo spiegato. La manifestazione di interesse, infatti, era stata fatta non per i servizi di catering e caffetteria, ma per gli spazi, permettendo così alla Fondazione e all’eventuale vincitore di eludere la cosiddetta “clausola sociale”, cioè il vincolo che impone alla società che subentra di mantenere i lavoratori già attivi negli spazi dell’Auditorium. La stessa cosa era stata fatta con un altro bando pubblicato il 23 ottobre 2025, quello per il ristorante dell’Auditorium, chiuso precedentemente a luglio, quando gran parte del personale venne licenziato senza mai essere ricevuto (né dalla Fondazione né dal comune). E proprio su questo punto il Tar si è espresso in modo inequivocabile. In entrambi i casi, altra particolare coincidenza, a presiedere la commissione giudicante c’era Marina Libonati, attualmente Coordinatrice generale della Fondazione, un ruolo non previsto dallo Statuto e di cui non si trova traccia in Amministrazione trasparente, né l’atto di nomina, né lo stipendio né altro.
Nonostante il ricorso al Tar e l’attesa per la sentenza, la direzione dell’Amministrazione scelse a marzo di procedere con la nomina di Palombini, in considerazione del fatto che il Tar “non aveva sospeso gli atti impugnati”. Di fatto la Palombini iniziava a lavorare in Fondazione già a primavera di quest’anno, organizzando il servizio di bar accanto alla biglietteria dell’Auditorium. Ora la sentenza cambia tutto. Innanzitutto si scopre che non è stata una società ad aver fatto ricorso, ma due. Oltre alla richiesta di accesso agli atti (rigettata), che la Fondazione ha ripetutamente negato a partire da gennaio del 2026, si chiedeva di annullare la loro esclusione dalla procedura competitiva (anche questo punto non è stato accolto) e, infine, di annullare il procedimento stesso. Il Tar ha accolto proprio quest'ultima richiesta, dichiarando fondata la contestazione relativa all'errata qualificazione della procedura come concessione di beni (spazi) anziché di servizi. Di conseguenza, il giudice ha ordinato l’annullamento integrale di tutti gli atti della procedura, inclusa la determina di aggiudicazione in favore di Palombini Ricevimenti S.r.l. Ora, sia Palombini Srl che Fondazione Musica per Roma dovranno pagare le spese legali alle due società che hanno vinto il ricorso.