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16 settembre 2020

Il film Tenet recensito da Tenet
(quindi un casino)

  • di Claudio Marinaccio Claudio Marinaccio

16 settembre 2020

Cosa succede se chi deve recensire la pellicola è anche il protagonista? Esattamente questo: che la vita stessa diventa palindroma (leggibile in un verso e nell'altro). Provateci anche voi, ma attenti a non perdervi
Il film Tenet recensito da Tenet (quindi un casino)

Era già tardi quando sono entrato nel cinema a vedere Tenet. Nella sala semi vuota un anziano aveva finito i suoi pop corn. Si stava sedendo e si puliva le mani piene di sale sui pantaloni. Una donna sbadigliava con la faccia confusa, poggiando la giacca nel posto libero accanto al suo. Le luci della sala si stavano spegnendo e mi immaginavo di dovermi sorbire l'infinita serie di pubblicità prima dell'inizio del film. Invece il film è partito immediatamente con i titoli di coda. Una nuova trovata di Christopher Nolan? Mi guardavo intorno per cercare di capire se ero solo io a essere confuso, ma il buio non mi aiutava. Riuscivo a intravedere solamente il signore che aveva ripreso a masticare qualcosa. Forse si stava mangiando anche la carta... non riuscivo a capire bene quello che stava succedendo. Il protagonista del film non ha nome e parlava una lingua incomprensibile, sembrava un idioma asiatico pronunciato da uno studente svogliato. Tutti parlavano così. Ero finito per sbaglio in una sala che proiettava Tenet doppiato in nord coreano? Oppure era un errore del macchinista?

Oppure una trovata per vincere l'Oscar usando la lingua indigena di una minoranza? L'ansia mi stava salendo quando mi sono reso conto di avere un bicchiere di plastica in mano, con della birra dentro. Non so come fosse finita lì, ma vederla mi aveva tranquillizzato. Ne avevo già bevuta metà senza rendermene conto. Del film, ormai, non capivo più niente. Era una storia di spionaggio dove succedeva qualcosa, anche se non capivo cosa. Pensavo che Nolan fosse impazzito e che ci stesse prendendo tutti in giro, oppure volesse fare uno di quei film incomprensibili che qualche critico avrebbe lodato come capolavoro. Intanto il signore aveva di nuovo il cesto di pop corn colmo di mais kamikaze che si era fatto esplodere per finire nella bocca di quell'uomo vorace.

Alcuni detrattori di Nolan accusano il regista britannico di essere troppo arido con i sentimenti, di non riuscire a scaldare lo spettatore. Io mi sentivo ovattato in una realtà parallela dove stavo vedendo un film in una lingua incomprensibile e mi sentivo a disagio. La birra era di nuovo piena. Non so come era successo, ma era successo. Era inutile fuggire da quella sensazione di disagio che provavo e quindi era meglio cavalcare l'onda e godermi lo spettacolo. Sono uscito dal cinema e sembrava che ci fosse ancora un barlume di luce nel cielo. Che la birra fosse avvelenata?

"I topi non avevano nipoti" mi dice da dietro la mascherina la ragazza della cassa.

"Come scusa?"

È un palindromo, come Tenet. Sono parole e frasi che possono essere lette da sinistra verso destra e da destra verso sinistra senza che il risultato cambi."

"Scusa, non è vero. Topolino ha due nipoti: Tip e Tap" le rispondo guardando il cellulare e rendendomi conto che erano le otto.

Confuso e preoccupato mi sono avvicinato alla mia macchina dove un piccione mi guardava mentre stava mangiucchiando una patatina fritta trovata chissà dove.

"Si è rotta l'entropia" mi ha detto un signore vestito da meccanico.

"L'entropia?"

"Sì, capita quando non si fa il tagliando al tempo".

"Si può aggiustare?" "Ci penso io" ed è sparito dentro un buco nero di Interstellar.

"È un racconto, non ti agitare" mi ha detto il piccione prima di volare via.

Sul cellulare c'era un messaggio del direttore della rivista.

"Mi fai un pezzo su Tenet?"

"Sì, ma lo devo rivedere". 

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