“Io apprezzo la campagna di Riccardo Muti per una maggiore diffusione musicale, a partire dalla musica corale, però bisognerebbe impegnarsi nella pratica, non solo nel dire come vanno male le cose ma cercare di farle andare meglio, e la sua benemerita orchestra giovanile non basta. Ci sono tanti guasti che un uomo come lui dovrebbe denunciare e forse si risolverebbero”. A parlare è Corrado Augias, il Piero Angela incazzato della tv italiana. Intervistato dal Corriere della Sera, lamentandosi per la musica nelle Chiese, allarga la critica all’Italia tutta e in particolare al più noto direttore d’orchestra italiano vivente. Un po’ come dire a Roberto Bolle che non si impegna tanto nella promozione della danza, o a Carlo Rovelli che non si impegna molto nella diffusione della fisica. O a Umberto Eco che non si impegnava molto nella diffusione della cultura umanistica. O a Corrado Augias che non si impegna molto nella diffusione delle stupidaggini.
Elencare gli impegni reali, concreti, di Riccardo Muti sarebbe come dar credito a Augias. Basti ricordare che quanto fatto per la musica classica nel corso della sua lunga carriera gli è stato riconosciuto da Francia, Russia, Spagna, Austria, Regno Unito, Germania, Vaticano, Ucraina, Giappone e ovviamente Italia. È Cavaliere Commendatore (onorario) dell’Eccellentissimo Ordine dell'Impero britannico, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Gregorio Magno, Cavaliere di II classe dell’Ordine del Sol Levante eccetera eccetera. Ha vinto, tra gli altri, il Premio Wolf per e arti della Fondazione Wolf di Israele come “uno dei più eccezionali direttori d’orchestra del nostro tempo”. Però Corrado Augias può permettersi di rimproverarlo perché il suo impegno nella diffusione della musica non è sufficiente.
Siamo quel Paese in cui Corrado Augias, un appassionato di pianoforte e musica classica, può dire al maestro d’orchestra italiano più famoso che abbiamo, quello dei programmi in tv, dei concerti istituzionali, delle bordate contro tutto e tutti in qualsiasi occasione (dai tagli alla musica durante il Governo Berlusconi IV, quando al Teatro dell’Opera di Roma fece cantare tutto il pubblico insieme all’Orchestra il Va, pensiero di Verdi a Beatrice Venezi), quello dei premi internazionali e con una decina di laurea honoris causa, che parla parla, ma di concreto fa ancora troppo poco. Mi chiedo perché, a questo punto, si critichi il tanto parlare altrui e non il proprio.